
San Crispino, bere buono ogni giorno
categorie: televisioneHo passato mesi a tentare di decifrare cosa diceva il vecchio dopo aver sorseggiato quel nettare degli dei che dev’essere il San Crispino.
Poi la folgorazione, questa mattina verso le sette, mentre mi facevo la barba.
Pensavo a “boia deh”, tipico di Pisa e Livorno. Ma ovviamente non poteva essere, volgare e violento, e poi geograficamente non centrava nulla.
Occorreva cercare nel dialetto emiliano e… zac!
Tutt i dè! Quindi… “Tutti i giorni”!
Come ho fatto a non arrivarci prima? Io riesco a riconoscere la voce di qualunque doppiatore italiano anche se pronuncia una sola sillaba, e non ho capito il tutti i dè?
Starò invecchiando!
Comunque, lo spot è penoso. Le luci sono quelle stereotipate della magnifica domenica di sole… il casolare in campagna, la famiglia unita dove tutti si vogliono bene a prescindere.
La mamma invita i ragazzini a lavarsi le mani per andare a tavola, dunque la famiglia è di valori sani, crede nell’educazione dei figli.
C’è quest’ospite di mezza età e dall’aria serenza che si sorprende perchè il padrone di casa tiene il vino in cartone in cantina. La cantina è incantevole (anzi, incantinevole
) perfetta per vini d’annata e d’etichetta più che pregevole, però dentro ci tiene il San Crispino. In tetrapack!!!
Ma lo sapete che San Crispino, secondo Christian De Sica in “Vacanze in America” protegge il buono il bello e il burino?
Eppure se Ronco ha investito così tanto in quello spot (o meglio nell’acquisto degli spazi, perchè lo spot in se sarà costato si e no 50.000 euro) significa che gli rende, che di vino ne vende.
Allora quanto è vero che gli italiani amano il buon vino, se poi a tavola tutti i giorni bevono il Ronco? Di solito sono secondi vini, ottenuti per seconda svinatura, raggiungono chimicamente il grado alcoolico minimo per poter raggiungere la qualifica di vino in luogo di quella di succo d’uva.
Il sottofondo musicale è un semplice arpeggio di chitarra classica. Lo speaker (il mio collega e amico Luca Catanzaro) dice: “San Crispino, bere buono ogni giorno”.
Il payoff induce tre concetti, che quel vino è San Crispino e non un altro vino, che è “buono” (aggettivo molto vago per un vino, no?) e che si può bere ogni giorno perchè presumibilmente costa poco. Come se il vino fosse una bevanda che è meglio acquistare a basso prezzo per poterla bere ogni giorno anziché il contrario.
Il vino per sua natura è gradevole quando è di qualità. Credo che chiunque accetterebbe di bere un ottimo vino una volta ogni tanto anziché quel kerosene tutti i giorni.
Eppure, funziona. Non conosco i dati di vendita ma qualcosa mi dice che alla Ronco gli affari girino bene.
San Crispino, bere buono ogni giorno. Tutt i dè!





















