Sono un po’ ipercritico nei confronti dei notiziari televisivi.
Lo considero un prodotto editoriale così semplice nel confezionamento e ripetitivo nei gesti che non tollero nessun errore tecnico.
E’ vero, spesso (quasi sempre) il tutto viene assemblato molto rapidamente per rispettare la messa in onda, questo parzialmente volge a difesa degli operatori che però non si risparmiano mai in rallentamenti, servizi che non partono, errori madornali nei sottopancia e via dicendo.
Mentana in questo poverino è un fuoriclasse, o almeno è un fuoriclasse nell’arrampicata sugli specchi televisivi. E’ a capo di una redazione che con pochissimo denaro mette in piedi tre dignitosissime edizioni quotidiane del TG La7 che guardo quasi esclusivamente per interesse politico, perché tecnicamente ahimè è al limite dell’imbarazzo. Addirittura l’altro giorno dev’essere successo qualcosa di veramente grave perché Mentana praticamente ha condotto in condizioni di semioscurità ed era tutto sudato. Ho immaginato che fosse saltata la corrente e stessero usando un generatore di emergenza. Non andavano le luci e nemmeno (mia congettura) l’aria condizionata.
Le immagini sono quasi tutte acquistate dalle agenzie, praticamente non hanno inviati né immagino possano permetterseli, eppure in pochi mesi si è conquistato una fetta importante di pubblico, erodendolo quasi esclusivamente dal TG1.
Il TG1 che spende milioni di euro al mese per tenere in piedi quell’immenso baraccone berlusconiano mi fa più schifo che mai… lo guardo solo per l’effetto gatto morto. Di Emilio e di Bianca non posso dire nulla perché non li guardo mai.
Il TG5 è stato per anni il mio riferimento, almeno fino a quando l’ha diretto Mentana. Poi col Dj Mimun…. insomma…
Però non voglio parlare di politica, non l’ho mai fatto e non intendo cominciare adesso.
Mi viene voglia invece di scrivere qualcosa sulla parte che mi è più affine, la lettura dei pezzi.
Nel 2007 ero in vacanza a Roma, e seduto al tavolino di un bar con un collega che lavora in Rai ho incontrato per caso Bilà, uno dei conduttori serali del TG5. Gli ho chiesto come mai non avessero mai pensato di far leggere agli speaker i pezzi dei giornalisti e mi ha risposto che in passato avevano anche fatto qualche prova ma non si erano trovati molto bene così hanno quasi subito rinunciato.
Peccato, peccato, peccato!!!
Che i giornalisti televisivi siano del tutto disinteressati alla parte estetica delle cose che leggono è evidente e avvilente. Accenti regionali al limite del ridicolo, difetti di pronuncia da “vai dal logopedista che te lo pago io”, fiati a profusione (se volete ve li levo io con Protools ma non fatemeli ascoltare), insomma sono orrendi.
Ma quanto costerà mai un contrattino con una selezione di… diciamo 5 speaker che si alternano nei servizi e nelle edizioni? Quanti siamo che lavoriamo da casa e con apparecchiature professionali e che possiamo garantire un servizio continuativo? Quanto chiederemmo mai?
Se faccio due calcoli al volo, immagino che una redazione possa spendere complessivamente meno di ventimila euro al mes. Che è il costo mensile di una troupe in pianta stabile in una città.
Eppure venerdì scorso deve essere successo qualcosa, perchè in un’edizione del TG5, in occasione di un pezzo di cronaca a Milano, a leggere non c’era il giornalista (credo che il pezzo fosse firmato da Matteo Mastrogiacomo) ma un noto speaker e doppiatore, Maurizio Trombini.
Una bella sorpresa. Naturalmente il pezzo era perfetto, sembrava piuttosto una di quelle scene di film americani in cui a fingere di condurre il notiziario mettono un attore, che viene chiaramente doppiato in italiano da un doppiatore professionista.
L’effetto…. perfetto!
E non perché ci fosse Trombini, che pure stimo come collega, ma perché non c’era proprio paragone fra la voce di Mastrogiacomo e quella di un vero doppiatore!
Perché non lo fanno più spesso? Perché non lo fanno sempre?
Mi candido come speaker pro bono per la lettura dei pezzi dei notiziari, è sufficiente che non mi facciano sentire i giornalisti!!!
aggiungi il post al tuo social bookmarks: