Categoria: televisione

autore: marcodedomenico | 15 luglio 2010

Life

categorie: televisione

life-thumbnailBisognava attendere l’estate per vedere qualcosa di veramente bello in TV.

Ieri sera su Retequattro è andata in onda la prima puntata di Life, un superdocumentario naturalistico girato nei luoghi più remoti del globo terracqueo.

Al di la delle immagini, che erano obiettivamente stupende e commoventi, il pezzo forte (per le mie orecchie ipertrofiche da speaker) era la voce del grande, immenso Giorgio Lopez.

Giorgio Lopez è la voce di Denny De Vito, Dustin Hoffmann, Dan Aykroyd e molti altri.

Ci voleva proprio un bravo doppiatore a dare forma completa a quelle riprese spettacolari, non credo che nessuno speaker sarebbe arrivato a tanto. Se fosse ancora in vita il buon Claudio Capone penso che non avrebbero esitato un solo istante a farlo fare a lui. E sarebbe stato “il solito” bravo Capone.

Penso che qualche volta osare sia la formula giusta per il successo. Lopez ha una voce più buffa che profonda, più da “cazzone” che istituzionale, eppure posso assicurare che il risultato è stato straordinario.

Ad ogni riga, un’intonazione diversa. Ogni passaggio sulle parole era un fraseggio perfetto, un appoggiarsi qua e là sulle sillabe frutto dell’allenamento di una vita e figlio di una grande sensibilità artistica.

Vi invito a guardare la seconda puntata, mercoledì prossimo su Retequattro di Life.

E fa niente che a condurre “da studio” ci sia quella faccia da Jocker di Tessa Gelisio.

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autore: marcodedomenico | 9 luglio 2010

TG5, il dj Clemente e le parolacce

categorie: televisione

Ieri sera, alla vigilia della giornata di sciopero indetta dall’Associazione dei giornalisti per protestare contro il famoso decreto sulle intercettazioni, Clemente DJ Mimùn (il Direttore del notiziario della rete ammiraglia del gruppo Mediaset) ha tenuto una rubrica personale di circa tre minuti.

Si è espresso negativamente a riguardo dello sciopero, dice che la legge è senz’altro migliorabile ma che è giusto che passi alla Camera. Ha aggiunto che è ingiusto “sputtanare” chiunque, anche chi non ha commesso alcun reato.

Ho sgranato gli occhi, mi sono subito chiesto se “sputtanare” sia una parolaccia oppure no. Nel dubbio, in un notiziario io non l’avrei mai detta. Attenzione, io sono il re delle parolacce e ne faccio ampio ed abbondante uso quindi lungi da me l’idea di condannare il concetto di parolaccia, però il gesto del DJ Mimun mi ha fatto effetto, era la prima volta che sentivo una parolaccia detta da un direttore di telegiornale all’interno del suo stesso telegiornale nell’edizione delle venti, la principale.

A ben pensarci qualcosa di anomalo c’è. Quando le parolacce si saranno infiltrate in ogni ambiente, quando si saranno impossessate anche delle scuole e delle istituzioni, dopo essersi prese la radio e la tv, chi salvaguarderà la nostra lingua? Chi si premurerà di spiegare a chi nasce oggi che la lingua italiana è così completa e articolata che è in grado di spiegarsi perfettamente da sola e senza l’ausilio di cattive parole?

Io dico parolacce, è vero, ma se proprio dovrà accadere preferirei che mio figlio le imparasse da me, perchè potrei spiegargli quanto volgare rendano chi le pronuncia. Ma se mio figlio le sente dire dal direttore di un notiziario televisivo, potrebbe pensare che siano perfettamente intercambiabili con le parole “normali” e quindi farne un uso sconsiderato e in tutti gli ambienti. E questo sarebbe grave.

A questo, Clemente DJ avrebbe potuto e dovuto pensare.

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autore: marcodedomenico | 12 gennaio 2010

San Crispino, bere buono ogni giorno

categorie: televisione

Ho passato mesi a tentare di decifrare cosa diceva il vecchio dopo aver sorseggiato quel nettare degli dei che dev’essere il San Crispino.

Poi la folgorazione, questa mattina verso le sette, mentre mi facevo la barba.

Pensavo a “boia deh”, tipico di Pisa e Livorno. Ma ovviamente non poteva essere, volgare e violento, e poi geograficamente non centrava nulla.

Occorreva cercare nel dialetto emiliano e… zac!

Tutt i dè! Quindi… “Tutti i giorni”!

Come ho fatto a non arrivarci prima? Io riesco a riconoscere la voce di qualunque doppiatore italiano anche se pronuncia una sola sillaba, e non ho capito il tutti i dè?

Starò invecchiando!

Comunque, lo spot è penoso. Le luci sono quelle stereotipate della magnifica domenica di sole… il casolare in campagna, la famiglia unita dove tutti si vogliono bene a prescindere.

La mamma invita i ragazzini a lavarsi le mani per andare a tavola, dunque la famiglia è di valori sani, crede nell’educazione dei figli.

C’è quest’ospite di mezza età e dall’aria serenza che si sorprende perchè il padrone di casa tiene il vino in cartone in cantina. La cantina è incantevole (anzi, incantinevole :) ) perfetta per vini d’annata e d’etichetta più che pregevole, però dentro ci tiene il San Crispino. In tetrapack!!!

Ma lo sapete che San Crispino, secondo Christian De Sica in “Vacanze in America”  protegge il buono il bello e il burino?

Eppure se Ronco ha investito così tanto in quello spot (o meglio nell’acquisto degli spazi, perchè lo spot in se sarà costato si e no 50.000 euro) significa che gli rende, che di vino ne vende.

Allora quanto è vero che gli italiani amano il buon vino, se poi a tavola tutti i giorni bevono il Ronco? Di solito sono secondi vini, ottenuti per seconda svinatura, raggiungono chimicamente il grado alcoolico minimo per poter raggiungere la qualifica di vino in luogo di quella di succo d’uva.

Il sottofondo musicale è un semplice arpeggio di chitarra classica. Lo speaker (il mio collega e amico Luca Catanzaro) dice: “San Crispino, bere buono ogni giorno”.

Il payoff induce tre concetti, che quel vino è San Crispino e non un altro vino, che è “buono” (aggettivo molto vago per un vino, no?) e che si può bere ogni giorno perchè presumibilmente costa poco. Come se il vino fosse una bevanda che è meglio acquistare a basso prezzo per poterla bere ogni giorno anziché il contrario.

Il vino per sua natura è gradevole quando è di qualità. Credo che chiunque accetterebbe di bere un ottimo vino una volta ogni tanto anziché quel kerosene tutti i giorni.

Eppure, funziona. Non conosco i dati di vendita ma qualcosa mi dice che alla Ronco gli affari girino bene.

San Crispino, bere buono ogni giorno. Tutt i dè!

Spot San Crispino

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autore: marcodedomenico | 29 ottobre 2009

Dove c’è Barilla… c’è Mina

categorie: in pubblico, televisione

barillaSe tutto l’advertising venisse realizzato usando i personaggi famosi, noi speaker e doppiatori pubblicitari saremmo a vendere le carrube.

La consecutio è traballante come i nostri fatturati.

Negli anni ottanta era facile, per fare lo speaker di Barilla ti davano venti milioni! Poi sono arrivati gli anni novanta, e le Agenzie pubblicitarie hanno cominciato a capire che così non poteva funzionare, i costi di produzione dello spot andavano parametrati al costo dell’acquisto degli spazi.

Bene!

Siamo ai giorni nostri, vediamo di fare il punto della situazione.

Di dieci spot, due sono in lingua originale (ora l’Inglese lo sanno anche gli asini, che di carrube sono ghiotti). Tutte le pubblicità televisive di profumi sono in lingua originale, così come molte pubblicità di birra, e adesso anche alcune pubblicità di alcolici.

Degli otto commercial rimasti, un paio almeno sono senza speaker! C’è solo il Super (la grafica) e una musica.

E siamo a sei spot disponibili per noi doppiatori pubblicitari

Di questi sei, circa due sono con voce femminile. A noi speaker maschi ne restano quattro.

Quattro spot su dieci, non male!

E adesso viene il bello, di questi quattro spot, almeno uno è prodotto direttamente con la voce del personaggio famoso, del testimonal, dell’endorser.

Così ci ritroviamo la voce del maratoneta tirolese sulle merendine, la voce di Fiorello sulle compagnie telefoniche, la voce della Rodriguez e quella della Huntziker.

E poi c’è una cantante famosa che ha prestato la sua voce (in cambio di pochi spiccioli, immagino…) per la pubblicità di Barilla.

L’altro giorno mia moglie mi ha detto: “Amore, ma di chi è questa bella voce calda?”

Il giorno dopo mio suocero mi ha chiesto: “Marco, tu che sei nel giro, mi sai dire di chi è quella voce così soffice dello spot di Barilla? Sembra una voce “di casa”, mi da una bella sensazione di famiglia”.

Sapete chi è?  E’ Mina!!!!

Non essendo una “professionista”, Mina ha usato la sua voce nell’unico modo che conosce. Il risultato dal mio punto di vista (puramente professionale) è patetico, perchè ha appoggiature ridicole.

Eppure… eppure…. piace!

Quelli dell’Agenzia hanno capito tutto, cazzo!

Serve una voce sterile e perfetta, una specie di sala operatoria della voce? Oppure occorre la voce di qualcuno che parli come noi, come tutti?

La risposta è nel titolo di questo post!

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autore: marcodedomenico | 17 aprile 2009

Susan Boyle

categorie: televisione

susanboyletalent_lI più cattivi non esiterebbero un solo istante a chiamarla Susan Boyler!

Ha quarantasette anni ma ne dimostra almeno una decina in più, è pagnottella e non certo attraente.

Ma la sua voce è un mix fra Celine Dion e Dionne Warwick. Praticamente Celine Dionne Warick!

Questa donna si è presentata alla versione britannica di X Factor con una specie di tenda da cucina per vestito, due polpacci che sembrano due fiaschi di Chianti rovesciati e un’acconciatura degna di un Fox Terrier.

L’hanno presa per il culo, è naturale.

Ma poi ha aperto la bocca e lasciato a bocca aperta il pubblico in sala. Una voce strepitosa, potente e aggraziata, quasi perfettamente intonata, con un modo di modularla un po’ antico ma praticamente perfetto.

Quante volte dovremo riconoscere una totale distonia fra la voce e il volto prima di farcene una ragione? Perchè continuiamo a stupirci quando dentro un corpo non bello alberga una voce magnifica? Come se i due aspetti fossero ancorati!

Perchè purtroppo non è vero che l’occhio vuole la sua parte, l’occhio la parte se la prende quasi tutta, lasciando alle orecchie quel poco che serve per cogliere qualche possibile sfumatura. Così, di passaggio, senza impegno.

Quando accade (più spesso di quanto si pensi) che al cervello arrivino segnali contrastanti fra loro (vale il vecchio assioma della doppiatrice: bella voce, cesso atroce) il nostro santuario dell’omologazione crolla in tanti piccoli pezzi.

Ed ecco Susan Boyle, una specie di salsicciotto ungulato che canta divinamente. Perchè la voce e l’organismo che la ospita, per fortuna, rimangono due cose ben divise fra loro.

Parola di speaker non bello!

Ed ecco il link al video: http://www.youtube.com/watch?v=RxPZh4AnWyk

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autore: marcodedomenico | 3 febbraio 2009

Telefilm Magazine…

categorie: televisione

Dev’essere la prima volta che pubblico il video di un lavoro con la mia voce..

Ma… c’è sempre una prima volta!

 

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