Categoria: radio

autore: marcodedomenico | 26 maggio 2011

Maledetti numeri…

categorie: radio

Molti anni fa, quando Jovanotti era ancora Jo Jo Jovanotti e non ancora Lorenzo, c’era un suo pezzo che si chiamava “I numeri”.

Diceva: “I numeri non li sopporto più.. la matematica che mi perseguita…”

Ecco, odio i numeri. Ma non in senso matematico ma in senso letterario. Fatico a pronunciarli!

E per uno speaker è un discreto limite.

Così come ci sono grandi piloti di motociclette che anche dopo molti anni di esperienza sono più rigidi a scendere in piega da un lato piuttosto che dall’altro, io ho serie difficoltà a pronunciare bene i numeri.

Mi sono spesso domandato come mai, e l’unica risposta che mi viene in mente è che c’è distonia fra la lunghezza grafica del numero e la sua pronuncia.

Scriviamo ad esempio 1984 in numeri. Sono solo quattro caratteri, meno di un centimetro stampato in scala e con un Tahoma corpo 12.

Ma proviamo a pronunciarlo: Millenovecentoottantaquattro.

E i caratteri diventano 29, per pronunciarli servono almeno 5 secondi.

Credo proprio che la differenza fra i simboli grafici e la loro pronuncia mi crei una specie di cortocircuito cerebrale per cui la lingua fa quello che vuole e non quello che deve.

Sono uno speaker, per cui mi sforzo di pronunciarli correttamente ma non è facile.

Da qualche mese a questa parte tengo una rubrica di cinema per una grossissima radio in store. In questa rubrica parto sempre con il titolo del film e poi l’anno di uscita. E’ un dramma, un autentico dramma!

Ieri però un numero l’ho pronunciato bene, lo Zero. Anzi, lo Zero Assoluto, che corrisponde a 273 gradi Celsius sotto lo Zero.

Sono la voce della campagna radio del nuovo lavoro degli Zero Assoluto che si intitola “Perdermi”. Mi sono divertito, ed era la prima volta che incidevo quel che in gergo è chiamato un “editoriale”.

Speriamo ne vengano altri, sempre che alla Emi siano d’accordo!!!

Ed ecco il video non originale del pezzo di Jovanotti.

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autore: marcodedomenico | 9 febbraio 2011

Radio Monte Carlo

categorie: radio

radio-monte-carloHo atteso a scriverne.

Ho atteso che la cosa fosse ufficiale a tutti gli effetti. Dai colloqui interlocutori passando dalla firma del contratto fino all’onda.

Ma siccome ora è realtà, finalmente posso dirlo:

SONO LA VOCE UFFICIALE DEI PROMO DI RADIO MONTE CARLO

Tutti i promo relativi al sito di Radio Monte Carlo, da ieri e per sei mesi, sono con la mia voce.

Mi ascoltate al termine di ogni cluster pubblicitario di Radio Monte Carlo.

Ringrazio Simona Parrinello per il prezioso contatto e Stefano Bozzoli per l’editing dei promo.

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autore: marcodedomenico | 10 gennaio 2011

Ted Williams

categorie: per persuadere, radio

Che fra i poteri magici del web ci fosse anche quello di riabilitare agli occhi del mondo qualcuno che dal mondo si era fatto inghiottire non c’erano dubbi. Eppure ogni volta che accade diventa un fatto di cui parlare.

Lui si chiama Ted Williams, professione speaker. Un collega insomma.

Williams si è visto costretto ad abbandonare un’ottima carriera in ragione di una serie di scelte sbagliate, fra le quali l’uso di droghe e l’abuso di alcool. Alla fine ha perso ogni cosa e si è ritrovato a mendicare per le strade.

In mano tiene un cartello con scritto: Sono un annunciatore radiofonico caduto in disgrazia, fate la carità. Come quasi sempre accade, nessuno ci crede. Fino a che un bel giorno (bellissimo) un giornalista si ferma e gli chiede di fargli sentire qualcosa con la sua voce.

Williams parte col suo miglior esercizio diaframmatico e gli spara un paio di frasi da vero voice talent americano, con tutti i suoni al posto giusto. Il giornalista ha con se una telecamera, filma il tutto e lo sbatte sul web.

Ted Williams diventa di colpo un idolo, addirittura le radio ora se lo contendono. Pare che finirà a fare l’announcer niente meno che dell’MBA.

Ho registrato il frammento della puntata andata in onda oggi di Deejay Chiama Italia in cui Linus e Nicola parlano di lui e fanno ascoltare un frammento dell’audio del video che sta impazzando sul web.

Siccome è una bella favola e in qualche modo mi riguarda, è un piacere riportarla qui, sulle pagine di Usalavoce.

Evidentemente… la voce a volte salva la vita.

Ted WilsonTed Wilson

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autore: marcodedomenico | 29 dicembre 2010

Apple TV, gioie e dolori di un giovane ecologista hi-tech

categorie: altro, radio

apple-tv-21Queste vacanze di Natale saranno ricordate qui in famiglia per l’avvento della Apple TV.

La tenevo d’occhio da un po’ di tempo, così ho convinto mia moglie a regalarmela per Natale.

Appena installata, la folgorazione. Si comanda con il telecomandino in alluminio in dotazione, oppure con qualunque iPhone o iPad o iPod Touch.

Trovi sulla tua televisione tutte le tue canzoni, tutti i tuoi film e tutte le tue fotografie che hai salvato sul computer. Praticamente la tua vita digitale è sul grande schermo del salotto di casa. Quando vengono gli amici puoi mostrare loro immagini e video, puoi guardarti il tuo film preferito e se non ce l’hai lo noleggi o lo acquisti su iTunes e cominci a guardarlo dieci secondi dopo. Questo è il vero “on demand”, non quella minchiata di Sky.

E allora in questi giorni di poco lavoro il tempo è tutto a coccolare la nuova arrivata, arricchendola di contenuti. Disponevo di una discreta videoteca su DVD composta da circa cinquecento titoli che sto lentamente facendo digerire al mio Mac per poterla avere sempre a disposizione e dovunque.

Fra circa un’ora parto per il Trentino Alto Adige dove trascorrerò una decina di giorni. Mi porto il MacBook Air e la Apple TV. Dove vado so che c’è un tv di ultima generazione con la porta HDMI. In pratica porterò lì tutta la mia musica (ventimila canzoni) e tutti i miei film. Tutto nello spazio di una scatola da scarpe!

Il futuro è alle porte, grazie alla tecnologia. Alla quale per l’anno nuovo chiedo anche uno sforzo affinché i nostri figli possano vivere un futuro migliore di quello a petrolio che stiamo vivendo noi. C’è la volontà, ci sono le risorse tecnologiche, che cosa manca per smettere di produrre Co2 e cominciare a respirare un’aria più pulita?

Quando in queste rigidissime mattine invernali apro la porta di casa ed esco in giardino, al di la della desolazione di grigio sopra e sotto, mi tocca respirare i veleni della città al risveglio. E’ un odore acre fatto di non so bene che cosa che mi rattrista prima ancora di ammorbarmi. So di essere perfettamente integrato in quest’epoca di grandi rivoluzioni elettroniche e so che il prezzo è quell’aria atroce che respiro, ma non riesco a venirne a capo. Abito a meno di dieci chilometri da una delle centrali termoelettriche più grandi d’Europa, sono sotto una cappa di anidride carbonica stabile che scompare solo nelle rarissime giornate di vento. Il vento in pianura non è un fatto, è una chimera. Nelle città di mare tutti conoscono i nomi dei venti e li sanno riconoscere. Qui nella bassa, l’unico vento e quello fittizio dei finestrini abbassati quando viaggi veloce.

Vorrei questo e quello ma senza inquinare. Vorrei una vita digitale al cento per cento e vorrei passeggiare su un prato fiorito. Sempre. Mi sconvolgono le notizie di intensissime nevicate sulla costa orientale degli USA e nel Nord Europa. So perfettamente che sono i prodromi di una specie di catastrofe meteorologica che presto o tardi si abbatterà sulla terra. Eppure non riesco a non fare gasolio alla macchina, fatico a consumare meno energia elettrica, affascinato come sono dalle cose che con essa si possono fare. Vivo un conflitto che mi tortura, mi piacerebbe poter cambiare le cose eppure sento di non potermelo permettere.

Ad ogni modo, questo è l’ultimo post dell’anno, vorrei chiuderlo con un fatto positivo per la mia vita professionale. Sono stato scelto come voce ufficiale di una delle più grandi compagnie di assicurazioni on line. Per tutto il 2011 mi ascolterete su ogni radio con una campagna declinata in una miriade di soggetti che registrerò di volta in volta. La prima sessione è l’11 di gennaio e non vedo l’ora. Se questa è l’alba del nuovo anno, allora sarà un buon anno.

Lo stesso che auguro a tutti i lettori del blog, con tutto il mio cuore.

Marco

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autore: marcodedomenico | 23 dicembre 2010

Yes, you

categorie: in pubblico, radio, televisione

E’ il nuovo singolo nonché l’unico inciso in studio di Mario Biondi, estratto dal suo ultimo lavoro composto tutto da “live”.

Che Mario Biondi avesse le potenzialità per continuare a stupire era inevitabile. Ha carisma, una tecnica invidiabile e una gran voce. Esattamente quel tipo di voce che vorrei avere io.

Anche il suo aspetto mi convince, ha scelto un look singolare e credo gli doni molto.

Insomma attento Biondi che potrei scipparti l’anima.

Nel frattempo mi sono messo a dieta e a un primo accenno di astigmatismo ho comprato i suoi stessi occhiali. La pelata ci accomuna a prescindere dall’imitazione.

Yes you è anche un video dai tratti onirici, girato in un limbo di bianco puro e giocato sul filo del fuoco della macchina da presa. Ritrae lui in bianco e in nero (alternativamente e parlo del vestito) che insieme alla sua band e a pochi altri oggetti come gli strumenti musicali, un vecchio giradischi e il nuovo gioiello di casa Mercedes, la SLS.

Biondi mi piace proprio tanto, mi auguro possa andare avanti a lungo a stupirmi con la sua voce e la sua musica, fusion di jazz, swing e soul.

Il video.

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autore: marcodedomenico | 24 settembre 2009

Basta provarci… La canzone del Pelotto del 1288

categorie: in pubblico, radio

L’altro giorno mi sono cimentato in un’opera ai confini delle mie possibilità. Era da tempo che nella testa mi girava l’idea di scrivere una canzoncina che parodiasse quella usata dalla società 1288 per reclamizzare i propri servizi.

Il brano usato da quelli del 1288 era “King of the road” di Roger Miller, magnifica canzone country scritta e interpretata da Miller nel 1965.

Per la campagna italiana si rivolsero a un grande studio di registrazione di Milano che si chiama Quiet, Please! I ragazzi di Quiet, Please! (che sono miei clienti e anche molto amici) hanno ingaggiato Bobby Solo per ricantare esattamente questa canzone con rime buffe che finissero in “otto”, in modo che ogni strofa si risolvesse con “Non c’è dodici senza ottantotto”.

La canzone a me piaceva già in originale, la versione pubblicitaria di Bobby Solo era un raro esempio di candore infantile, con rime molto “politically correct”.

Quando io sento queste cose così dolci, così gentili, così fruibili da tutti quanti… mi viene una specie di prurito intellettuale. E’ come se la parte più trasgressiva di me si impossessasse del tutto.

Così dopo qualche settimana di pensieri ondivaghi, ho cominciato a pensare a delle rime che stessero perfettamente in metrica con la canzone di Miller. Ne è venuto fuori un testo ai confini del demenziale, che tocca rare vette di volgarità da taverna portuale, ma che regala anche una discreta dose di buonumore.

Il testo l’ho inventato nel tempo che impiega una busta pronta della Knorr a trasformarsi in risotto.

E poi mi sono dedicato al canto e al mix….

La canzone è venuta davvero carina, l’ho girata a un po’ di amici fra cui Tony H che lavora a Radio Capital.

L’ha ascoltata, ha riso moltissimo, l’ha girata a DJ Angelo e forse la trasmette in Ciao Belli, il programma comico di Radio Deejay.

Insomma, in meno di tre giorni dal mio studio di incisione alle frequenze di Deejay. Non male, vero?

La allego a questo post, così chiunque se vuole può ascoltarla e scaricarla gratuitamente!

Non c’è coito senza interrotto

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