Queste vacanze di Natale saranno ricordate qui in famiglia per l’avvento della Apple TV.
La tenevo d’occhio da un po’ di tempo, così ho convinto mia moglie a regalarmela per Natale.
Appena installata, la folgorazione. Si comanda con il telecomandino in alluminio in dotazione, oppure con qualunque iPhone o iPad o iPod Touch.
Trovi sulla tua televisione tutte le tue canzoni, tutti i tuoi film e tutte le tue fotografie che hai salvato sul computer. Praticamente la tua vita digitale è sul grande schermo del salotto di casa. Quando vengono gli amici puoi mostrare loro immagini e video, puoi guardarti il tuo film preferito e se non ce l’hai lo noleggi o lo acquisti su iTunes e cominci a guardarlo dieci secondi dopo. Questo è il vero “on demand”, non quella minchiata di Sky.
E allora in questi giorni di poco lavoro il tempo è tutto a coccolare la nuova arrivata, arricchendola di contenuti. Disponevo di una discreta videoteca su DVD composta da circa cinquecento titoli che sto lentamente facendo digerire al mio Mac per poterla avere sempre a disposizione e dovunque.
Fra circa un’ora parto per il Trentino Alto Adige dove trascorrerò una decina di giorni. Mi porto il MacBook Air e la Apple TV. Dove vado so che c’è un tv di ultima generazione con la porta HDMI. In pratica porterò lì tutta la mia musica (ventimila canzoni) e tutti i miei film. Tutto nello spazio di una scatola da scarpe!
Il futuro è alle porte, grazie alla tecnologia. Alla quale per l’anno nuovo chiedo anche uno sforzo affinché i nostri figli possano vivere un futuro migliore di quello a petrolio che stiamo vivendo noi. C’è la volontà, ci sono le risorse tecnologiche, che cosa manca per smettere di produrre Co2 e cominciare a respirare un’aria più pulita?
Quando in queste rigidissime mattine invernali apro la porta di casa ed esco in giardino, al di la della desolazione di grigio sopra e sotto, mi tocca respirare i veleni della città al risveglio. E’ un odore acre fatto di non so bene che cosa che mi rattrista prima ancora di ammorbarmi. So di essere perfettamente integrato in quest’epoca di grandi rivoluzioni elettroniche e so che il prezzo è quell’aria atroce che respiro, ma non riesco a venirne a capo. Abito a meno di dieci chilometri da una delle centrali termoelettriche più grandi d’Europa, sono sotto una cappa di anidride carbonica stabile che scompare solo nelle rarissime giornate di vento. Il vento in pianura non è un fatto, è una chimera. Nelle città di mare tutti conoscono i nomi dei venti e li sanno riconoscere. Qui nella bassa, l’unico vento e quello fittizio dei finestrini abbassati quando viaggi veloce.
Vorrei questo e quello ma senza inquinare. Vorrei una vita digitale al cento per cento e vorrei passeggiare su un prato fiorito. Sempre. Mi sconvolgono le notizie di intensissime nevicate sulla costa orientale degli USA e nel Nord Europa. So perfettamente che sono i prodromi di una specie di catastrofe meteorologica che presto o tardi si abbatterà sulla terra. Eppure non riesco a non fare gasolio alla macchina, fatico a consumare meno energia elettrica, affascinato come sono dalle cose che con essa si possono fare. Vivo un conflitto che mi tortura, mi piacerebbe poter cambiare le cose eppure sento di non potermelo permettere.
Ad ogni modo, questo è l’ultimo post dell’anno, vorrei chiuderlo con un fatto positivo per la mia vita professionale. Sono stato scelto come voce ufficiale di una delle più grandi compagnie di assicurazioni on line. Per tutto il 2011 mi ascolterete su ogni radio con una campagna declinata in una miriade di soggetti che registrerò di volta in volta. La prima sessione è l’11 di gennaio e non vedo l’ora. Se questa è l’alba del nuovo anno, allora sarà un buon anno.
Lo stesso che auguro a tutti i lettori del blog, con tutto il mio cuore.
Marco
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