
E’ arrivato Lion. Attenzione a chi usa Protools
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Ventuno giorni sono troppi, anche per chi parla molto ma ha poco da dire.
Sono in montagna dall’inizio di luglio, nella mia casa di Castione della Presolana.
Da tre settimane registro nella nuova cabina della Puma, della quale posso dire solo ora di essere pienamente soddisfatto.
E’ grande come quei minuscoli ascensori che installarono negli anni 60 nelle vecchie case di Milano, incastonati nelle trombe delle scale.
E’ così piccolo che devo entrare già parzialmente accovacciato e prendere posto su uno strapuntino ricavato da un vecchio sgabello da pianoforte.
Davanti a me un pratico tavolinetto ribaltabile sul quale ho collocato l’asta del microfono, mouse e tastiera e le cuffie.
Al di la del vetro c’è un monitor “mirrorizzato” su quello principale, posto su un grosso tavolo con annessa cassapanca.
Qui è tutto in legno, la mia tecnologia appoggiata su questi mobili di pino chiaro centra come un muezzin sul tetto del Duomo.
Però il suono c’è, cacchio se c’è!!!
I primi giorni ero un po’ disorientato, perché come sempre accade, ogni volta che incido in un posto nuovo le orecchie mi suggeriscono messaggi dissonanti e ondivaghi.
Per cui in certi momenti provavo vero piacere, in altri maledicevo il momento in cui ho staccato l’assegno.
Ma una volta risincronizzati i timpani ho scoperto il gusto di questo suono così secco e scarico di bassi, che trovo perfino più adeguato su certe produzioni.
In definitiva ho riscoperto il piacere di accucciarmi e di lavorare, in questo metro cubo di aria che cambio di continuo. Però insomma, per un mese si può anche fare.
Settimana prossima Mastro Geppetto (è il soprannome del falegname dal gomito alto qui in paese) verrà a ricoprire di perline la cabina, per farla assomigliare più a una minisauna.
E’ il volere di mio padre, che è anche il vero proprietario di casa, per cui lo rispetto.
Come ogni luglio sto lavorando moltissimo, dall’alba al tramonto. Questo rende la vacanza molto meno vacanza e assai più lavoro.
Però un conto è lavorare a Dresano con vista sul niente, un conto è qui, dove i monti attorno a me disegnano una skyline in grado di mozzare il fiato anche all’animo più insensibile. Figuratevi il mio.
Ieri sera poichè mi annoiavo di fronte all’ennesima visione di “Io speriamo che me la cavo” sono uscito sul balcone. C’erano un miliardo di stelle, si distingueva la Via Lattea, la nostra amata Galassia di cui l’intero mondo costituisce solo un puntino sperso nel vuoto siderale. E il pensiero di tutti i pensieri che ho per la testa si è spento come il mozzicone dell’ultima sigarettina prima di andare a dormire.
In definitiva qui è bellissimo, e quest’anno ancora di più. Il bimbo di due soli mesi di cui narravo le tenere gesta l’anno scorso quest’anno cammina e interagisce con noi, è una compagnia piacevolissima oltre che tenerissima. Leonardo, il mio amato figlio, dà molto più senso alla vita di qualunque grande soddisfazione di lavoro.
Bene, finito l’angolo delle coccole, penso proprio che tornerò a studiare Lion, l’ultima release di mamma Apple che ho immediatamente scaricato sul MacBook per vedere come va.
Chi come me usa Protools per incidere non si azzardi ad aggiornare il proprio Leopard, non funziona e non funzionerà fintanto che i programmatori non si degneranno di mettere mano ai codici.
E questa cosa se permettete mi fa parecchio incazzare. Che a luglio sarebbe uscito Lion lo si sapeva da quasi un anno. Tutte le release che precedono la cosiddetta “Golden Master” sono state affidate agli sviluppatori già la scorsa primavera.
E’ possibile che in tutto questo tempo quelli di Avid non siano stati capaci di agire per tempo?
La risposta a quanto pare è semplicemente “no”.
Attenderemo.
Allego un “bianco” prodotto nell’ascensore.











