Categoria: Consigli

autore: marcodedomenico | 22 luglio 2011

E’ arrivato Lion. Attenzione a chi usa Protools

categorie: Consigli

Apple LionVentuno giorni sono troppi, anche per chi parla molto ma ha poco da dire.

Sono in montagna dall’inizio di luglio, nella mia casa di Castione della Presolana.

Da tre settimane registro nella nuova cabina della Puma, della quale posso dire solo ora di essere pienamente soddisfatto.

E’ grande come quei minuscoli ascensori che installarono negli anni 60 nelle vecchie case di Milano, incastonati nelle trombe delle scale.

E’ così piccolo che devo entrare già parzialmente accovacciato e prendere posto su uno strapuntino ricavato da un vecchio sgabello da pianoforte.

Davanti a me un pratico tavolinetto ribaltabile sul quale ho collocato l’asta del microfono, mouse e tastiera e le cuffie.

Al di la del vetro c’è un monitor “mirrorizzato” su quello principale, posto su un grosso tavolo con annessa cassapanca.

Qui è tutto in legno, la mia tecnologia appoggiata su questi mobili di pino chiaro centra come un muezzin sul tetto del Duomo.

Però il suono c’è, cacchio se c’è!!!

I primi giorni ero un po’ disorientato, perché come sempre accade, ogni volta che incido in un posto nuovo le orecchie mi suggeriscono messaggi dissonanti e ondivaghi.

Per cui in certi momenti provavo vero piacere, in altri maledicevo il momento in cui ho staccato l’assegno.

Ma una volta risincronizzati i timpani ho scoperto il gusto di questo suono così secco e scarico di bassi, che trovo perfino più adeguato su certe produzioni.

In definitiva ho riscoperto il piacere di accucciarmi e di lavorare, in questo metro cubo di aria che cambio di continuo. Però insomma, per un mese si può anche fare.

Settimana prossima Mastro Geppetto (è il soprannome del falegname dal gomito alto qui in paese) verrà a ricoprire di perline la cabina, per farla assomigliare più a una minisauna.

E’ il volere di mio padre, che è anche il vero proprietario di casa, per cui lo rispetto.

Come ogni luglio sto lavorando moltissimo, dall’alba al tramonto. Questo rende la vacanza molto meno vacanza e assai più lavoro.

Però un conto è lavorare a Dresano con vista sul niente, un conto è qui, dove i monti attorno a me disegnano una skyline in grado di mozzare il fiato anche all’animo più insensibile. Figuratevi il mio.

Ieri sera poichè mi annoiavo di fronte all’ennesima visione di “Io speriamo che me la cavo” sono uscito sul balcone. C’erano un miliardo di stelle, si distingueva la Via Lattea, la nostra amata Galassia di cui l’intero mondo costituisce solo un puntino sperso nel vuoto siderale. E il pensiero di tutti i pensieri che ho per la testa si è spento come il mozzicone dell’ultima sigarettina prima di andare a dormire.

In definitiva qui è bellissimo, e quest’anno ancora di più. Il bimbo di due soli mesi di cui narravo le tenere gesta l’anno scorso quest’anno cammina e interagisce con noi, è una compagnia piacevolissima oltre che tenerissima. Leonardo, il mio amato figlio, dà molto più senso alla vita di qualunque grande soddisfazione di lavoro.

Bene, finito l’angolo delle coccole, penso proprio che tornerò a studiare Lion, l’ultima release di mamma Apple che ho immediatamente scaricato sul MacBook per vedere come va.

Chi come me usa Protools per incidere non si azzardi ad aggiornare il proprio Leopard, non funziona e non funzionerà fintanto che i programmatori non si degneranno di mettere mano ai codici.

E questa cosa se permettete mi fa parecchio incazzare. Che a luglio sarebbe uscito Lion lo si sapeva da quasi un anno. Tutte le release che precedono la cosiddetta “Golden Master” sono state affidate agli sviluppatori già la scorsa primavera.

E’ possibile che in tutto questo tempo quelli di Avid non siano stati capaci di agire per tempo?

La risposta a quanto pare è semplicemente “no”.

Attenderemo.

Allego un “bianco” prodotto nell’ascensore.

Mr Gadget – Garmin EcoRoute HD

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autore: marcodedomenico | 22 giugno 2011

Si parla meglio in piedi o da seduti?

categorie: Consigli, radio

Uomo col megafonoRicevo regolarmente in posta elettronica la newsletter di www.radiospeaker.it, un sito internet dedicato a chi ha la passione della radio, della conduzione radiofonica, dell’uso della voce.

Il sito è esercito da un conduttore di Dimensione Suono Roma che si chiama Giorgio d’Ecclesia.

d’Ecclesia mi sembra uno veramente animato dal sacro fuoco della radio e da quel che ci sta intorno, mi ricorda Carlo Flora. Flora è un altro personaggio di cui un giorno parlerò.

d’Ecclesia è per certi versi però ammirevole. Ha messo in piedi una scuola per giovani speaker in erba e porta avanti anche questa avventura. Temo accanto a mille altre.

Fra tutti gli argomenti trattati, lo scorso 16 giugno d’Ecclesia ha scritto un articolo a riguardo dell’opportunità di stare in piedi quando si registra la propria voce.

Secondo lui quando si è in piedi il diaframma è più libero di fare il suo lavoro e “vibra meglio”.

Allora, sia chiaro che questa è una puttanata interplanetaria, quando parliamo vibra tutto tranne che il diaframma, che è un muscolo e per sua natura non vibra e non ronza.

E poi questa storia del diaframma più libero quando si sta in piedi deve finire, non ne posso più di leggere a riguardo di questa leggenda.

Si, è una leggenda.

Io ho conosciuto saxofonisti di altissimo livello che in piedi non riescono a suonare, devono stare seduti. Si sono abituati così, hanno sempre studiato da seduti e quando vanno in piedi faticano a governare il diaframma e il suono fa schifo.

Per me vale la stessa cosa. Ho sempre inciso da seduto, e quando negli studi di Milano mi costringono a stare in piedi sento già la goccia di sudore alla tempia per lo sforzo che dovrò fare.

Cosa non va nel parlare da seduto? Ci rendiamo conto che sta storiella del diaframma compresso è una bugia resa vera perché ripetuta all’infinito e basta?

Mi viene in mente che a Unomattina Estate l’anno scorso Diaco intervistò Bianca Berlinguer e durante lo show le attribuì una collaborazione con la Gazzetta di Mantova.

La Berlinguer smentì e anzi disse che non sapeva come mai fosse in giro questa voce.

Io andai su Wikipedia e scoprii che nella biografia della Berlinguer c’era questa fantomatica attività per la Gazzetta di Mantova. Ho capito che i redattori del programma, dovendo preparare delle domande da far dire al conduttore, si fidarono di Wikipedia senza verificare ulteriormente la notizia.

Ecco, la storia del diaframma meglio in piedi e mai seduto mi sembra la stessa cosa. Qualche fesso deve averla sparata in qualche manuale e tutti a riprendere la cosa senza nemmeno porsi il problema di confutarla. Praticamente un assunto aristotelico.

Mi piacerebbe sentire il parere di un fisiologo, o magari anche di un foniatra.

Si registra allora meglio in piedi o da seduti? Io registro molto meglio da seduto, perché i muscoli delle gambe e della schiena sono giocoforza più rilassati e posso concentrarmi interamente su diaframma, gola e lingua.

E se permettete l’immodestia, sono uno speaker nazionale.

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autore: marcodedomenico | 12 maggio 2011

Voce alta gli piaci, voce bassa le piaci

categorie: Consigli, in privato, in pubblico, per persuadere

Birdo222Grazie alla completezza della nostra magnifica lingua è stato possibile spiegare questo post in una sola riga, quella del titolo.

Cosa è successo? Probabilmente niente, oppure quasi niente.

Un giornalista di Corriere.it e che si chiama Cesare Peccarisi ha scritto oggi un pezzo che mette in relazione la voce di una persona con le probabilità che questa risulti interessante al sesso opposto.

Purtroppo Peccarisi di acustica ne sa pochino, perché parla di Hertz come se parlasse dell’autonoleggio e non come l’unità di misura del sistema internazionale della frequenza.

In sostanza uno studio condotto da antropologi polacchi avrebbe messo in evidenza come la voce bassa delle donne risulti poco attraente ai maschi e viceversa. Senza però esagerare, perché pare che se la voce delle donne supera “una certa frequenza” alla fine all’uomo pare non interessi più.

Parimenti, alle donne piacerebbero i maschietti con un tono di voce basso. E per basso non parliamo di volume ma di frequenza di emissione.

L’odore di cazzata lo si respira già da un chilometro di distanza. Ho trovato molto affascinanti un sacco di ragazze che avevano usavano la loro voce sulle frequenze più basse dello spettro e viceversa. Ho sempre trovato istintivamente antipatiche e repulsive quelle ragazze con una vocina sottile. Se poi alla voce sottile si aggiungono anche un volume alto e una velocità eccessiva dell’eloquio, normalmente dopo cinque minuti mi viene voglia di scappare.

Sulla voce bassa dei maschi… beh, mettiamo subito in chiaro che un uso corretto della voce ai fini del tacchinaggio vale molto più di una voce bassa in frequenza. Se uno ha una voce bassa in frequenza ma la usa male, questa apparirà come una grancassa squarciata e alla deriva. Tutte le volte che ho desiderato conquistare una ragazza mi sono impegnato molto nell’uso della voce con risultati quantomeno apprezzabili. E chi mi conosce sa perfettamente che il mio timbro è piuttosto infantile, risuona su frequenze mediamente più alte della norma. Al di là però dell’esperienza personale, chi se la sentirebbe di ammettere che per via della sua voce non risulta interessante al sesso opposto?

E allora? E allora forza, impariamo tutti ad usare meglio il nostro strumento musicale personale, specialmente se intendiamo fare colpo su qualcuno che ci piace. Respirazione diaframmatica, variazione continua del tono e del volume, appoggiature incisive, chiusure precise e dizione corretta. E con un pizzico di esercizio sarete già a metà dell’opera.

Per chi volesse leggere l’articolo (che avrete capito giudico una mezza minchiata) cliccate qui.

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autore: marcodedomenico | 12 maggio 2011

Presonus, un bundle per partire subito

categorie: Consigli

4dc3cb7a88ad66.97627771-presonus-audiobox_studio600E’ una cosa che si fa da qualche anno. Chi è stato almeno una volta all’Ikea avrà scoperto che esiste lo “starting kit”.

Chi lo acquista, in un sol colpo si porta a casa un set di posate, di piatti, di bicchieri e di pentole.

Siccome in questi giorni stiamo parlando di apparecchiature per la registrazione della voce, la mail che mi è arrivata ieri sera mi ha acceso una lampadina.

Presonus, azienda che si occupa di audio da un po’ di tempo, ha messo in piedi un piccolo bundle molto utile a chi inizia ad usare la voce per mestiere.

All’interno del bundle troviamo un microfono, una piccola scheda audio USB con due ingressi bilanciati XLR, una cuffia (che sembra tanto una AKG travestita) e i cavetti XLR e USB per i collegamenti.

Chiude il pacchetto un software di audio-editing che però non ho mai sentito nominare.

Quanto al prezzo, soltanto 229 euro. A prima vista sembrerebbe un affare.

A chi fosse interessato, ecco il link:

Presonux Audiobox Studio

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autore: marcodedomenico | 5 maggio 2011

Spendere poco per avere niente

categorie: Consigli

Questo è un post più tecnico che artistico.

Non ho mai fatto mistero della mia voglia di sperimentare nell’ambito della mia attività di producer.

Se c’è un’aspetto che amo della mia attività accanto a quello della pura performance “artistica” è senz’altro legato alla passione per l’elettronica e la tecnica del suono.

In questi anni ho investito parte delle mie risorse alla ricerca di apparecchiature professionali ma anche versatili e leggere.

Ho fatto grossi acquisti per apparati “Hi-End” come un microfono Neumann e un processore di segnale Avalon e ho speso qualche soldo anche sperimentando prodotti minori per capire come suonavano.

E devo ammettere che ogni volta sono rimasto deluso, molto deluso.

Per le mie minivacanze da lungo week end ho provato ad acquistare un microfono di Audio-Technica per scoprire che faceva più fruscìo che voce. Posso inviare un audio a un cliente magari particolarmente esigente in fatto di presa microfonica bello ripieno di fruscìo? Il modello che ho acquistato è il l’AT 2020. Magari con questo post aiuto qualcuno a fare acquisti.

Ho anche provato ad acquistare un piccolo pre “da viaggio” di Beringher. Si chiama Mic800 ed è costato la miseria di 49 euro. Il suono è talmente osceno che appena acceso e provato ho potuto vedere coi miei occhi la banconota da cinquanta che munita di alucce svolazzava via dal mio studio. Un po’ sta cosa mi fa ridere e un po’ mi fa incazzare.

Parte dell’arrabbiatura è naturalmente rivolta verso me stesso.

Se vogliamo fare l’accoppiata perfetta, potremmo collegare il mio microfono Audio-Technica al Beringher ed otterremo un bel panettone farcito di fruscio, ronze a vario titolo e quella poca voce che si sente sarà una paccottiglia raccogliticcia fatta di frequenze erranti. Se poi prendiamo il tutto e lo inseriamo in una scheda audio dello stesso blasone dei due elementi precedenti otteniamo un ottimo audio che andremo a salvare in C. Non inteso come disco fisso ma come Cestino.

A chi volesse allestire un home studio oppure un project studio, porgo l’invito di contattarmi prima.

Perché un consiglio non si nega a nessuno, regalo volentieri l’esperienza raccolta in undici anni di esperimenti.

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autore: marcodedomenico | 26 ottobre 2010

Musica, Maestro!

categorie: Consigli

Musica Maestro TopolinoBisognerebbe avere il coraggio di rifare i lavori daccapo.

Chi pensa che nell’ambito artistico abbia un valore “la prima volta”, intesa come primo approccio ad un testo, un copione, una sceneggiatura, io credo sbagli.

E’ vero, c’è una sorta di naturalezza nella prima esecuzione che non ritornerà mai più, tuttavia posso garantire che vale la pena ritentare.

Ci sono almeno tre motivi per cui conviene.

Il primo è che la prima volta non è mai buttata, serve a prendere le misure di quello che la bocca dice. Il secondo motivo è legato alla memoria. Se ad una prima lettura di un testo ti sei accorto che “in quel punto” avresti potuto appoggiare la voce in una certa maniera e non l’hai fatto, con la seconda lettura puoi rimediare. E terzo perchè nel frattempo la voce si è scaldata.

Scendiamo nel dettaglio: mi capita molto spesso di limitarmi alla prima lettura di qualcosa. Ci sono clienti che magari pagano al di sotto delle mie aspettative. Fra l’avere in tasca centro euro  quando dovrebbero essere centocinquanta e non avere in tasca nulla, scelgo sempre la prima ipotesi. Però… agisco per cento euro e non per centocinquanta. Il che significa che se un testo (e sottolineo se, come direbbe Mina) scorre liscio dalla prima all’ultima riga, se mi rendo conto di non aver sbagliato nulla, se al riascolto tutto sembra collidere perfettamente, lo lascio così. Lo mixo, lo masterizzo, lo invio e invio pure la fattura. Un millisecondo dopo archivio la mail del committente e smetto di pensarci per sempre.

Se il cliente e di quelli giusti, che mi gratifica sotto il profilo professionale riconoscendomi il giusto valore, che non rompe se io suggerisco un modo di procedere e se si fida di me, lì mi impegno di più. Incido tutto una volta dalla prima all’ultima riga. Lo riascolto, prendo mentalmente nota dei punti dove credo si possa migliorare, valuto gli attacchi e le uscite dalle frasi, modifico i segni di interpunzione, magari spulcio sul DOP qualche pronuncia dubbia.

Dopodichè reincido ma non tutto quanto di filato. Registro per frammenti. Prima questa frase, due volte. Poi quell’altra frase, due o tre volte. Al termine della liturgia, riascolto tutto quanto. Scelgo i passaggi venuti meglio e li assemblo per farla sembrare un’unica esecuzione. Il Cliente si ritrova in mano il meglio di me.

Racconto di questa mia esperienza professionale nel tentativo di far intendere che in fondo e come sempre… repetita juvant. Chiedo scusa per la frase fatta ma qui ci stava perfettamente.

Non credo che un bravo speaker possa limitarsi ad una prima lettura, anche quando sembra perfetta. Dietro ad ogni rilettura c’è sempre un piccolo margine di miglioramento.

Naturalmente, il mio discorso è puramente teorico e non per forza legato al denaro, anzi! Molto spesso concorrono fattori come tempo disponibile, qualità della voce all’atto dell’incisione, simpatia o peggio antipatia personale nei confronti del cliente, sensazione di disagio a leggere di determinati argomenti, voglia di fare.

Ecco, ogni volta che qualcuno di voi leggerà qualcosa in maniera professionale, pensi che potrebbe farlo meglio semplicemente rileggendo il testo.

Musica, Maestro!

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