Categoria: Consigli

autore: marcodedomenico | 3 gennaio 2012

Avid Artist Control

categorie: Consigli, radio

Babbo Natale quest’anno è stato più generoso del solito.

Ora il mio studio è un po’ più ricco e un po’ più performante.

Era da qualche mese che tenevo d’occhio la Artist Control di Avid, una delle innumerevoli superfici di controllo dedicate a Protools.

Questa non solo ti permette di pasticciare con più precisione con Protools, ma consente un uso approfondito e quantomai rapido di molti altri programmi, oltre che delle funzionalità primarie dello stesso Mac.

Allego un breve filmato fatto con l’iPhone poco fa, in occasione della produzione di uno spottino locale.

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autore: marcodedomenico | 9 dicembre 2011

Teetoleevio

categorie: Consigli

Lo scorso fine settimana ho frequentato un corso di tecniche di mix.

Un bravissimo tecnico del suono il cui nome d’arte è Teetoleevio, oltre a fare i mix per mestiere, organizza e tiene dei corsi intensivi per insegnare a mixare.

Era una vita che mi domandavo come si potessero ottenere dei suoni così perfettamente fusi nelle canzoni, ed ecco la spiegazione a tutte le mie domande, in sole 20 ore.

Però attenzione, 20 ore in due giorni, sabato e domenica, un’autentica sfacchinata. Chiusi in  studio insieme a soli altri tre allievi, per imparare a mixare.

E’ stata un’esperienza senza precedenti, ogni risposta mi apriva ad altri mille interrogativi.

Ad ogni modo ho imparato di più in questi due giorni che in quindici anni di tentativi davanti a Protools…

E a proposito di Protools, vederlo andare sotto le mani di Teetolevio è affascinante e frustrante a un tempo. Diciamo che fra me e lui c’è la stessa distanza che passa fra un Bosendorfer e la Melodica Bontempi.

Ho sùbito messo in pratica buona parte degli insegnamenti, ora i miei mix (sebbene esclusivamente commerciali) suonano molto più profondi e più energici.

Ringrazio di cuore Teetoleevio per avermi trasmesso così tanto e in maniera così naturale. Teeto oltre a un ingegnere del suono  è  anche un architetto, progetta studi di registrazione. Lo dico perché a chi mi legge un giorno potrebbe anche venire utile.

Se volete saperne di più potete visitare il suo sito, www.teetoleevio.it

E come dice lui: Buona musica a tutti!

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autore: marcodedomenico | 23 settembre 2011

Farfugli

categorie: Consigli

Eccorrono anni di esercizio costante ed estenuante per imparare ad usare la propria voce al cento per cento.

Le sillabe, scandite alla perfezione, donano profondità al messaggio e senso di appagatezza a chi le pronuncia.

Ecco perché allego volentieri e a beneficio di tutti i miei lettori questo passaggio illuminante, tratto da un turno di incisione di uno spot avvenuto questa mattina.

Buon ascolto!!!

La Serie A

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autore: marcodedomenico | 16 settembre 2011

Vodafone Booster

categorie: Consigli

Vodafone-BoosterEra da un po’ che pensavo a un dispositivo in grado di migliorare la ricezione del mio cellulare in studio.

Immaginate un seminterrato con dentro tre Mac sempre accesi, tre monitor, due paia di casse Genelec, un mixer, un processore, una macchinetta del caffè, luci alogene a 12v (e che quindi richiedono un trasformatore) e per finire grate alle finestre e muri piombati per l’insonorizzazione.

Quanto segnale GSM/UMTS potrà mai filtrare in un luogo così?

Ovviamente molto poco.. Così ogni volta che devo telefonare sono costretto a tenere il cellulare praticamente con due dita. Il telefono può stare solo in un punto ben preciso… altrimenti “zero tacche”.

Una volta le tacche erano sui Revolver dei cowboy del lontano ovest, oggi sono sugli smartphone, per i cowboy metropolitani. Segno dei tempi!

Mi è capitata per le mani una rivista che si chiama Hi Test, abbinata ad altro consumo. Recensivano un aggeggio prodotto da Vodafone che si chiama Vodafone Booster.

In sostanza se uno ha una ADSL con Vodafone e se ha Vodafone come gestore per il proprio cellulare, acquistando quest’oggetto si porta la rete UMTS dentro casa.

Immaginate quanto tempo sia passato fra l’acquisizione di questa notizia e la mia presenza nel negozio Vodafone One più vicino.

Il Booster è una scatoletta che si collega con un cavo Ethernet alla Vodafone Station e crea una rete UMTS “casalinga”. Il segnale poi viaggia sfruttando la propria ADSL.

Dal portale internet dedicato l’utente deve indicare i numeri dei cellulari abilitati a sfruttare questa micro rete UMTS.

Insomma l’ho acquistato ieri e sono felice. Qui in studio ora ho campo pieno, non ho più bisogno di funambolismi per parlare al cellulare, è un portento.

Lo suggerisco dunque a chi già usa Vodafone per l’ADSL e ha problemi di ricezione col proprio cellulare Vodafone.

Mi rendo conto che i presupposti sono piuttosto specifici, ma non è detto che gli altri gestori non corrano ai ripari sfornando qualche prodotto analogo.

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autore: marcodedomenico | 3 settembre 2011

Il discorso del Re

categorie: Consigli, cinema

locandinaPer vincere la noia delle lunghe ore trascorse in spiaggia quest’estate, congetturavo sui miei vicini di ombrellone.
Mi sforzavo ascoltandoli parlare, osservando il loro poco abbigliamento balneare, e analizzando attentamente i modelli educativi che questi applicavano ai loro figli di intuire da dove venissero, che mestiere facessero, se fossero borghesi o ricchi, di destra o di sinistra, e se fossero “stagionali” o mensili o “one shot”.

I signori che parlavano con forte accento romano, di una certa età, Il fatto quotidiano la lettura di lei e l’Unità la lettura di lui… Lui che al telefono chiedeva a un suo (immagino) collaboratore se avesse depositato un atto presso la cancelleria, lei che parlando col marito raccontava di quando un bambino le ha chiesto cento volte di rispiegarle i pronomi personali….

Beh, questa coppia è di facile interpretazione. Entrambi di Roma, prossimi alla pensione, lui avvocato lei maestra elementare, entrambi di sinistra e (dal Fatto Quotidiano) estremamente critici nei confronti del Governo.

Poi c’erano i casi più ambigui, ed è lì che congetturare diventa un esercizio di stile tutt’altro che semplice.

In ultimo c’era quella che io chiamavo “la milanese”. Era in effetti una milanese trapiantata a Roma, sposata con un uomo che poteva essere un ricco imprenditore. La milanese ha due gemelli eterozigoti, forse esito di una cura ormonale per la fertilità, vista anche l’età non più verde.

Questi bambini di tre o quattro anni tendevano a snobbare mio figlio che ancora non cammina e non parla e in definitiva quasi non interagisce. Però li sentivo parlare… un bel mix di accento romano e milanese, un ibrido che non avevo ancora mai avuto il piacere di ascoltare.

Uno dei due parlava piuttosto bene, l’altro con una serie infinita di grossolani errori di pronuncia. Ho tentato di entrare in confidenza con la madre, e a un certo punto della conversazione ho osato e le ho chiesto se suo figlio parlasse così perché lo divertiva oppure se fosse il massimo che sapeva fare. Lei, candidamente mi ha sorriso e mi ha risposto che si, lui parla così.

Sono benestanti, mi immagino pomeriggi di piscina, tennis, equitazione, preiscritti al golf…. e la mamma non si accorge che il figlio parla di merda. Ora è un bambino e giustamente come parla importa poco a molti e pochissimo a tutti, ma poi? Quando sarà un adulto e con la voce dovrà anche lavorare? Come farà un colloquio di lavoro? Come convincerà una ragazza che gli piace ad uscire con lui? Come parlerà ai suoi figli? Sembra che della voce non importi niente a nessuno. Se hai un neo di tre millimetri ti fanno fare nove visite dermatologiche, ma se parli come se avessi un uovo in bocca non fa niente.

Sono convinto che non ci sia mai abbastanza interesse nei confronti della voce, come se l’udito fosse un senso irrilevante. Ma quando due o più persone sono fisicamente insieme mica possono scriversi mail o mandarsi sms, si devono per forza parlare! E allora non è importante parlare bene? E’ un fatto sociale.

Questo blog teoricamente dovrebbe insegnare ad usare la voce. Siccome non posso scrivere post tutti uguali, perché le cose da sapere non sono infinite, quasi sempre divago parlando di fatti professionali, o recensendo apparecchiature che servono a registrare la propria voce.

Oggi suggerisco un film. Si tratta di un autentico capolavoro, scritto recitato girato montato e prodotto a regola d’arte.

Il discorso del Re.

Colin Firth è Giorgio VI, succede al trono a suo fratello che abdica poco dopo la morte del padre Giorgio V perché innamorato perdutamente di un’americana per altro già sposata.
Giorgio VI era del tutto incapace di fare un discorso in pubblico. Per via di profondi blocchi psicologici le cui radici affondavano nell’infanzia, non riusciva che ad emettere balbettanti monosillabi.
Si rivolge a un logopedista psicologo e un po’ filosofo che con metodi poco convenzionali lo cura fino a guarirlo quasi del tutto. Il film si conclude con il discorso radiofonico alla Nazione da parte del Re che annuncia l’entrata in guerra contro la Germania nazista di Hitler.

Se pensate che vi abbia già raccontato tutto, sappiate che non vi ho detto proprio niente. Il film è da vedere, commuove nel profondo, lascia un senso di sazietà e soprattutto fa venire voglia di imparare a parlare meglio. Ecco perché qui a Usalavoce non si può fare a meno di suggerirlo.

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autore: marcodedomenico | 26 agosto 2011

Apogee One

categorie: Consigli

one-gallery8_lgIl professionista gira sempre con la sua cassetta degli attrezzi.

Il medico ha l’inconfondibile valigetta in pelle marrone che si apre a soffietto, l’idraulico ha la classica cassetta che dentro è “terrazzata”, il poliziotto si porta sempre la pistola e il distintivo (a proposito, geniale uno spot radio del mese di maggio e giugno che con la voce tipo De Niro urlazzava “Sei solo olivette e ombrellino”).

E lo speaker?

Beh, fino a dieci anni fa lo speaker si recava fisicamente presso lo studio di incisione che lo convocava.

Poi sono nati gli home studio e i project studio, le apparecchiature si sono ridotte ai minimi termini, buona parte dell’hardware è stata sostituita dal software (macchine fisiche vs. plugin).

Poi è arrivata la “mobilità” che nel nostro caso non è presagio di sventura ma la splendida opportunità di scorrazzare sul globo terraqueo pur rimanendo in contatto col proprio mondo lavorativo.

A perorare la causa dello speaker itinerante ci si è messa Apple, che ha progettato e costruito mac così piccoli e performanti da stare in palmo di mano.

Poi sono arrivati i microfoni USB, validi alleati del lavoratore della voce. Sono seguiti schede audio miniaturizzate, software per la ripresa e l’elaborazione del suono sempre più potenti e…

Beh, oggi per fare il mio lavoro basta un Macbook Air, un paio di cuffie, un microfono a condensatore un “pre” e una scheda audio. Poi chiaramente tutta l’arte che occorre ma qui si parla di tecnica.

Però chi come me vive spesso l’esperienza di allestire il baraccone delle volte si deprime un po’. Io mi porto sempre l’esatto doppio di quel che mi occorre. Così, come backup perché non si sa mai.

Poi naturalmente quando arrivo in loco e monto tutto manca sempre qualcosa. Nei secondi successivi alla scoperta mi escono dalla bocca parole che non riferisco.

Fine del preambolo, entriamo nel vivo del post.

Apogee, ditta che è entrata nell’olimpo delle apparecchiature super hi-end per l’audioproduzione ha inventato un aggeggo che si chiama Apogee One.

Chiariamo subito che il motivo per cui Apogee è famosa nel settore è imputabile alla specchiata qualità dei suoi convertitori AD-DA.

Chi ha vissuto l’esperienza di una conversione da analogico a digitale fatta con una macchina Apogee (la Rosetta è forse la più famosa) sa di che parlo.

Bene, Apogee ha riversato tutta l’esperienza raccolta in questi anni in un oggetto dannatamente piccolo e maledettamente efficace.

Apogee One è un device grande come un pacchetto di sigarette che incorpora un microfono a condensatore di altissima qualità. Se lo speaker o il musicista non volesse usare quello, può collegare il proprio microfono attraverso una presa XLR. Il segnale analogico proveniente dal mic sarà convertito da Apogee One in un magnifico segnale digitale 48khz 24 bit che finirà dritto dritto nella prima porta usb disponibile del vostro computer.

L’unico “neo” è la compatibilità, l’aggeggio non ama Windows né altri sistemi operativi che non siano Mac OSX late 10.5

In sostanza bisogna avere un Mac.

Ho visitato attentamente l’area del sito di Apogee che parla del One, l’oggetto è fenomenale. Il sito permette di scaricare anche diverse tracce audio riprese con Apogee One, dalla cantante al violinista al chitarrista (e che chitarrista, Tommy Emmanuel, un vero genio!!!).

Bene le ho scaricate, le ho importate in Protools, le ho ascoltate con le mie Sennheiser HD25 e… beh me ne sono innamorato.

Dunque chi legge e ha necessità di registrare in mobilità con un’altissima qualità digitale… potrebbe valutare l’acquisto di Apogee One. In pratica funge da microfono, da pre e da convertitore.

Basta davvero solo quest’oggetto, un paio di cuffie (anche in ear all’occorrenza) e il macbook. E il gioco è fatto.

Allego il link al sito: http://www.apogeedigital.com/products/one.php

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