Il professionista gira sempre con la sua cassetta degli attrezzi.
Il medico ha l’inconfondibile valigetta in pelle marrone che si apre a soffietto, l’idraulico ha la classica cassetta che dentro è “terrazzata”, il poliziotto si porta sempre la pistola e il distintivo (a proposito, geniale uno spot radio del mese di maggio e giugno che con la voce tipo De Niro urlazzava “Sei solo olivette e ombrellino”).
E lo speaker?
Beh, fino a dieci anni fa lo speaker si recava fisicamente presso lo studio di incisione che lo convocava.
Poi sono nati gli home studio e i project studio, le apparecchiature si sono ridotte ai minimi termini, buona parte dell’hardware è stata sostituita dal software (macchine fisiche vs. plugin).
Poi è arrivata la “mobilità” che nel nostro caso non è presagio di sventura ma la splendida opportunità di scorrazzare sul globo terraqueo pur rimanendo in contatto col proprio mondo lavorativo.
A perorare la causa dello speaker itinerante ci si è messa Apple, che ha progettato e costruito mac così piccoli e performanti da stare in palmo di mano.
Poi sono arrivati i microfoni USB, validi alleati del lavoratore della voce. Sono seguiti schede audio miniaturizzate, software per la ripresa e l’elaborazione del suono sempre più potenti e…
Beh, oggi per fare il mio lavoro basta un Macbook Air, un paio di cuffie, un microfono a condensatore un “pre” e una scheda audio. Poi chiaramente tutta l’arte che occorre ma qui si parla di tecnica.
Però chi come me vive spesso l’esperienza di allestire il baraccone delle volte si deprime un po’. Io mi porto sempre l’esatto doppio di quel che mi occorre. Così, come backup perché non si sa mai.
Poi naturalmente quando arrivo in loco e monto tutto manca sempre qualcosa. Nei secondi successivi alla scoperta mi escono dalla bocca parole che non riferisco.
Fine del preambolo, entriamo nel vivo del post.
Apogee, ditta che è entrata nell’olimpo delle apparecchiature super hi-end per l’audioproduzione ha inventato un aggeggo che si chiama Apogee One.
Chiariamo subito che il motivo per cui Apogee è famosa nel settore è imputabile alla specchiata qualità dei suoi convertitori AD-DA.
Chi ha vissuto l’esperienza di una conversione da analogico a digitale fatta con una macchina Apogee (la Rosetta è forse la più famosa) sa di che parlo.
Bene, Apogee ha riversato tutta l’esperienza raccolta in questi anni in un oggetto dannatamente piccolo e maledettamente efficace.
Apogee One è un device grande come un pacchetto di sigarette che incorpora un microfono a condensatore di altissima qualità. Se lo speaker o il musicista non volesse usare quello, può collegare il proprio microfono attraverso una presa XLR. Il segnale analogico proveniente dal mic sarà convertito da Apogee One in un magnifico segnale digitale 48khz 24 bit che finirà dritto dritto nella prima porta usb disponibile del vostro computer.
L’unico “neo” è la compatibilità, l’aggeggio non ama Windows né altri sistemi operativi che non siano Mac OSX late 10.5
In sostanza bisogna avere un Mac.
Ho visitato attentamente l’area del sito di Apogee che parla del One, l’oggetto è fenomenale. Il sito permette di scaricare anche diverse tracce audio riprese con Apogee One, dalla cantante al violinista al chitarrista (e che chitarrista, Tommy Emmanuel, un vero genio!!!).
Bene le ho scaricate, le ho importate in Protools, le ho ascoltate con le mie Sennheiser HD25 e… beh me ne sono innamorato.
Dunque chi legge e ha necessità di registrare in mobilità con un’altissima qualità digitale… potrebbe valutare l’acquisto di Apogee One. In pratica funge da microfono, da pre e da convertitore.
Basta davvero solo quest’oggetto, un paio di cuffie (anche in ear all’occorrenza) e il macbook. E il gioco è fatto.
Allego il link al sito: http://www.apogeedigital.com/products/one.php
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