Categoria: cinema

autore: marcodedomenico | 24 luglio 2010

Gli attori di fiction, gli attori di teatro, i grandi attori e… Elio Germano

categorie: cinema

Elio Germano Vi è mai capitato, guardando un film, di pensare: quel tizio è senz’altro un attore di teatro?

Da cosa riconosci gli attori di teatro strappati dal palcoscenico e scaraventati davanti a una macchina da presa?

E’ molto semplice. Gli attori di teatro non parlano ma urlano, come si dice in gergo “portano la voce”. Abituati a farsi sentire fino all’ultima  fila della piccionaia, nessuno ha mai spiegato loro che qualcuno tempo addietro ha inventato i microfoni, e questi possono essere anche  piuttosto sensibili se è il caso.

Gli attori di teatro al cinema dunque urlano e… abusano della recitazione. E’ sempre una recitazione di maniera, amplificano i gesti e le espressioni del viso fin quasi alla caricatura. Forse è per lo stesso principio della voce, tutti devono poter vedere l’espressione del mio volto quindi la esaspero così si vede fino in galleria.

Gli attori di teatro al cinema sono patetici come gli attori di fiction. Il classico attore di fiction non parla ma sussurra. Si dispera per simulare un lieve disagio, ha espressioni ridicole delle quali senz’altro è in grado di andare fiero se si rivede al pomeriggio su Canale 5. Non si capisce un cazzo di quello che dice e a lui va bene così.

E poi ci sono i grandi attori. Il grande è uno che non riconosci immediatamente ma impieghi almeno qualche minuto. Il grandissimo è quello che ti colpisce con un interpretazione che non è come tu ti immagini una scena ma è come lui la produce. Nessuno si è mai chiesto: “che faccia farei io in quella circostanza”? Oppure anche: “Come potrei rendere vero e plausibile quel sentimento o quel mix di sentimenti”?

Ricordiamoci che non siamo come l’iPhone prima dell’aggiornamento al 4.0 e perciò monotasking. E’ impossibile provare un solo sentimento per volta, è più facile provarne due o tre o quattro simultaneamente. L’attorucolo forse ne sa riprodurre uno per volta e magari anche male. Il grande attore in uno sguardo o in una parola ne racchiude cinque o sei.

Provate a guardare un film in cui recita Elio Germano (fatto salvo Il Mattino ha l’oro in bocca che è patetico) e scoprirete a cosa alludo.

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autore: marcodedomenico | 8 febbraio 2010

Il doppiaggio italiano, difetti generici

categorie: cinema

Il doppiaggio italiano ha qualche piccolo difetto di forma.

Gli attori neri vengono doppiati sempre da voci piuttosto profonde e cavernose, così come del resto si fa con gli attori particolarmente muscolosi.

Più l’attore è secco, più il suo doppiatore avrà una voce sottile. La stessa scelta la si fa per gli attori obesi. Se in video c’è un obeso, la voce sarà sottile perché (mia congettura) il grasso affoga le corde vocali provocando un suono soffocato della voce.

Questa corrispondenza è del tutto arbitraria e credibile solo sotto il profilo stilistico. La realtà naturalmente se ne infischia della credibilità e fa quel che vuole.

Un mio collega che si chiama Massimo Braccialarghe  ha una voce profondissima e molto potente, è uno degli speaker e doppiatori pubblicitari più quotati del momento. Eppure è un unico fascio di nervi, sembra di bisso.

La stessa cosa vale per un altro collega che si chiama Raffaele Farina. Entrambi potrebbero doppiare un nero, oppure un bianco alto e muscoloso come Schwarzeneger.

Per chiudere il quadro, aggiungo la voce di Paolo Monesi, anch’essa profondissima e decisamente potente. Appartiene però a un corpo in grande sovrappeso.

La realtà segue una strada, il doppiaggio ne segue un’altra. Il risultato è che per inseguire un dogma, dall’aspetto dell’attore sai già capire che voce avrà il suo doppiatore italiano.

E’ corretto secondo voi? Non è un’evitabile banalizzazione? Non è meglio sorprendere anziché assecondare?

Io ho una voce piuttosto sottile, per cui ascoltandomi potreste indovinare la mia corporatura. Ricordate però che anche le regole più universali devono fare i conti con qualche eccezione.

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autore: marcodedomenico | 25 marzo 2009

Tutta la vita davanti, il Folletto e le mani dietro la nuca

categorie: cinema, tips & tricks

Ci ho preso gusto. Ogni sera, dopo la doccia, il momento più bello della giornata.

Quando ogni cosa è fatta, cala il sipario sul dì di lavoro e finalmente posso riposare l’organismo.

Ho appena 33 anni, eppure riesco a sentirmi un vecchio. Ho dolore a ogni giuntura, ogni tanto scopro muscoli nuovi semplicemente perchè mi fanno un po’ male.

Comunque, poco prima delle nove della sera, è un rito. Accendo lo scaldasonno, mentre fa il suo lavoro io vado in doccia, torno zompettando e il letto è un padiglione di tepore. Continua »

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autore: marcodedomenico | 19 marzo 2009

Trailer

categorie: cinema


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autore: marcodedomenico | 6 febbraio 2009

Torno subito

categorie: cinema

In realtà pensavo di rimanere qui in studio, almeno  il tempo che occorre per editare questo post.

Torno subito è il titolo del primo film “liberamente scaricabile” della storia della cinematografia italiana.

Le cose sono cambiate, credo in meglio. Una volta se volevi vedere un film, non potevi fare altro che andare al cinema. Al cinematografo. Poi si è scoperto che la televisione avrebbe potuto anche trasmettere intere pellicole, così per anni la sera alle venti e trenta ogni famiglia italiana aveva già sparecchiato e si era accomodata in poltrona, pronta per la visione.

Poi sono arrivati i videoregistratori, la prima vera opportunità di guardarsi un film “on demand”. Non era più necessario esserci in quel preciso momento; era sufficiente programmare la macchina infernale. Al resto, provvedeva lei.

La qualità era scarsissima, ma ci bastava. Poi sono arrivati i DVD, accanto ad essi è arrivato il satellite, e l’Italia si è riempita di parabole senza Vangelo. A Milano in certe zone si possono gustare intere facciate di palazzi popolari tappezzate di tante parabole quanti sono i balconi esposti a est. E tutte perfettamente orientate nella stessa direzione, un piccolo esercito che guarda il cielo a 13° sull’equatore. Continua »

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autore: marcodedomenico | 27 giugno 2008

Er lastone!

categorie: altro, cinema, in privato
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