Uno speaker pubblicitario che prepari una fattura per un suo cliente, inserirà quasi sempre la dicitura RC per ogni riga contabile.
RC naturalmente sta per Radiocomunicato. Ogni volta che scrivo RC (la mia posologia è di circa 30 volte al giorno) la mente vola a Reggio Calabria, Rugby Club, Responsabilità Civile (ahi che dolore…) ma soprattutto “Resistenza e Condensatore” in un circuito elettronico. L’elettronica era la mia passione da ragazzino, ne divoravo libri e riviste.
Ora RC è soltanto Radiocomunicato.
Da bravo professionista ascolto le radio quasi solo per la pubblicità. Mi sforzo di non ascoltare i conduttori, sarò uno snob aristocratico ma mi sembra tutta della solenne aria fritta, la musica mediamente mi piace ancora meno, oramai è solo pop, almeno sulle radio generaliste.
Però gli spot li ascolto, cerco di capire che aria tira, faccio una media mentale di quanto stanno lavorando i miei colleghi, mi rallegro quasi per tutti, mi addoloro per quei pochi che giudico sopravvalutati e comunque non all’altezza.
Ma l’altro giorno abbiamo toccato il fondo, ho sentito “tonk” nella mia testa.
Era prima dell’alba, accompagnavo mio figlio di 16 mesi all’ospedale per un intervento chirurgico, ero già di pessimo umore e ogni chilometro che percorrevo in Tangenziale mi si arrotolava nel cuore e coagulava in un’angoscia crescente.
La radio era un pallido sottofondo, si mischiava alla pioggia battente e ai rumori del traffico.
Parte uno spot (voce quasi certamente di Roberto Benfenati) che pubblicizza un sito internet mediante il quale chi è sposato e sessualmente è annoiato dal proprio partner può concedersi una sana scappatella con un partner occasionale nello stesso stato.
Non sarò certo io a fare della morale sull’argomento, mi sono sposato a 35 anni e prima di allora ho gozzovigliato, le corna esistono da quando l’uomo ha scoperto che la spina entra nella presa, però mi sono vergognato.
Ho desiderato che mia moglie stesse pensando ad altro, invece ha ascoltato e ci siamo guardati sgomenti.
Chi cerca il tradimento lo trova in mezzo secondo, internet è il paradiso dei delinquenti, degli intemperanti e dei fedifraghi. Perché pubblicizzare su un network nazionale un sito così? Bastava una buona indicizzazione su Google, facendo in modo che i controlli parentali dei browser potessero eventualmente bloccarlo nei risultati di ricerca.
E invece no, mettono a disposizione di chiunque un comunicato così diretto da sembrare surreale.
Io sono adulto da un pezzo, mi posso solo indignare. Ma un bambino? Che strumenti cognitivi ha per elaborare correttamente un’informazione di questo genere? E chi vive il matrimonio in senso molto religioso? Non proverà molto più ribrezzo di me?
Chi paga per questa brutta sensazione? E perché non se n’è parlato da nessuna parte di questo spot? Non ha suscitato nemmeno scalpore?
Gli interrogativi sono aperti.
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