Archivio di settembre 2010

autore: marcodedomenico | 21 settembre 2010

La matita in bocca e gli scioglilingua

categorie: Consigli

4360539Ci sono giorni in cui proprio la voce non esce. E’ debole e poco definita.

Una bella voce è considerata bella per il timbro, l’emissione, l’articolazione, l’intonazione e la dizione.

Uno speaker che per mestiere si occupa di pubblicità, sa perfettamente che se il timbro più o meno è quello ed è invariabile nel tempo, l’intonazione e la dizione si danno per scontate ma l’emissione e l’articolazione possono variare (anche di molto) a seconda delle condizioni psicofisiche al momento della performance.

Esistono degli esercizi che aiutano molto per il “warm up” della voce. Prima di incidere, specie se è il primo lavoro del mattino, faccio l’esercizio della matita in bocca.

In definitiva addento una matita e comincio a parlare proprio come se stessi incidendo uno spot. L’impedimento fisico costituito dall’oggetto in bocca, mi obbliga a far andare i muscoli facciali al cento per cento delle loro possibilità. Dopo una decina di minuti che farfuglio suoni incomprensibili tolgo la matita e… meraviglia, l’articolazione è perfetta.

Perchè? Immaginate di sollevare un peso da palestra con un braccio, fate tre serie da venti. Quando poi appoggiate il manubrio a terra e fate lo stesso gesto a mano libera, il braccio vi sembrerà pesare meno di un grammo.

L’effetto per i muscoli del viso è identico!!!

Ci sono giorni maledetti in cui il suono sembra proprio non uscire, allora bisogna ricorrere a rimedi più estremi. Meglio sarebbe non registrare nulla, ma siccome (fortunatamente) è impossibile, mi affido agli scoglilingua.

Ne riporto qualcuno che potrete copiare o stampare. Utilissimi prima di usare la voce in modo professionale.

Buona lettura!

Scioglilingua con la “R”

Tigri contro tigri, tre tigri contro tre tigri

Una rara rana nera nella rena errò una sera, una rara rana bianca sulla rena errò stanca

Sopra quattro rossi sassi quattro grossi gatti rossi

Porta aperta per chi porta. chi non porta, parta pure poco importa.

Scioglilingua con la “S”

Sa chi sa se sa chi sa, che se sa non sa se sa, sol chi sa che nulla sa, ne sa piu di chi ne sa

Ho in tasca l’esca ed esco per la pesca, ma il pesce non s’adesca, c’è l’acqua troppo fresca. Convien che la finisca, non prenderò una lisca! Mi metto in tasca l’esca e torno dalla pesca.

Sotto le frasche del capanno quattro gatti grossi stanno; sotto quattro grossi sassi, quattro gatti grossi e grassi.

C’è il questore in questura a quest’ora?” “No, non c’è il questore in questura a quest’ora, perché se il questore fosse in questura a quest’ora, sarebbe questa la questura!”

Scioglilingua con la “C”

Ciò che è, è; ciò che non è, non è; ciò che è, non è ciò che non è; ciò che non è, non è ciò che è.

O schiavo con lo schiaccianoci, che cosa schiacci?  Schiaccio sei noci del vecchio noce con lo schiaccianoci.

Il cuoco cuoce in cucina e dice che la cuoca giace e tace perché sua cugina non dica che le piace cuocere in cucina col cuoco.

C’era una volta una cincibiriciaccola, che aveva centocinquanta cincibiriciaccolini. Un giorno la cincibiriciaccola disse ai suoi centocinquanta cincibiriciaccolini: “Smettetela di cincibiriciaccolare sempre, altrimenti un giorno non cincibiriciaccolerete più”

aggiungi il post al tuo social bookmarks:
  • del.icio.us
  • Technorati
  • Digg
  • Wists
  • Fark
  • Furl
  • NewsVine
  • Reddit
  • Spurl
  • Taggly
  • YahooMyWeb
  • Segnalo
autore: marcodedomenico | 18 settembre 2010

E’ morto Sergio Di Stefano, il doppiatore del Dr. House

categorie: cinema, televisione

Hugh_LaurieDispiace sempre quando se ne va un doppiatore. Quando a lasciarci è uno anche bravo, dispiace ancora di più.

Chi si è mai avventurato nell’ascolto della voce di Hugh Laure, sa perfettamente che Di Stefano aggiungeva moltissimo all’immagine professionale dell’attore. Fra gli altri personaggi, Sergio ha prestato la voce a John Malkovich, Christofer Lambert, Kevin Costner, Alec Baldwin, Willem Dafoe e molti altri.

Se n’è andato per via di un infarto all’età di 71 anni. E’ proprio una brutta notizia.

Io sono un fan di Dr. House fin dalla prima stagione, è l’unico telefilm che guardo. Mi affascina perchè le dinamiche psicologiche fra i protagonisti sono complesse e mai banali, a volte devo proprio concentrarmi per arrivare a capire i significati dei dialoghi che gli autori nascondono dietro quello principale. Faccio fatica a pensare a un Dr. House con un’altra voce, diciamo pure che adesso non ci voglio proprio pensare.

Brutta cosa, povero Di Stefano, ti ho stimato tantissimo.

aggiungi il post al tuo social bookmarks:
  • del.icio.us
  • Technorati
  • Digg
  • Wists
  • Fark
  • Furl
  • NewsVine
  • Reddit
  • Spurl
  • Taggly
  • YahooMyWeb
  • Segnalo
autore: marcodedomenico | 17 settembre 2010

De-Verb di SPL, un plug in per eliminare il riverbero dalle registrazioni

categorie: Consigli

deverb Qualcosa è cambiato. Due anni fa mi sarei fatto qualche remora a scrivere un post che parlasse troppo di me. Oggi mi imbarazza leggermente scrivere un articolo tecnico.

Ad ogni modo, questa è una cosa che non potevo lasciarmi scappare. Si tratta di un plug in the ELIMINA il riverbero da una traccia vocale.

Cerchiamo di capirne i vantaggi pratici. Supponiamo che uno speaker debba incidere un audio in un ambiente non perfettamente anecoio. Il risultato sarà una registrazione di qualità scarissima anche se la voce è stata catturata con apparecchiature professionali. Ciò accade perché la voce oltre ad eccitare la membrana microfonica, con un certo ritardo dovuto alla bassa velocità del suono si rifrange contro le pareti della stanza con una logica molto complessa. La somma di queste rifrazioni, con ritardi ed energie differenti a seconda della forma della stanza e dei materiali con cui è arredata finisce per eccitare la capsula microfonica. Il risultato è un tipico riverbero corto praticamente impossibile da eliminare. L’effetto grotte di Postumia insomma. Che fare?

Per anni mi sono scervellato, ho creato e acquistato materiali che potessero aiutarmi ad asciugare il suono della voce se ripresa in ambienti non trattati con risultati quasi sempre deludenti. Al mare alla fine ho costruito un castello di cuscini e dietro di me (aiutato da mia moglie) mettevo un piumone invernale piegato in quattro.

Sapete che significa incidere a livello professionale fra 8 cuscini in bilico e sotto un piumone? Vuol dire morire disidratato e per ipossia nel giro di un quarto d’ora. Ad agosto, e fuori c’erano 34 gradi, mi sono collegato con Siattle dove uno studio di incisione mooooolto figo mi ha richiesto un audio lungo e articolato. E’ stato un dramma!!! Quando ho finito, grondavo letteralmente di sudore, il piumone in pratica stava in piedi da solo, una volta essicato.

Adesso arriva il bello. C’è un plug in (quindi un programma per computer in grado di funzionare solo all’interno di programmi più grandi) che elimina il riverbero non desiderato, riducendo la registrazione vocale a un suono pulito e asciutto.

Come funziona? Il concetto è relativamente semplice, lavora sui “transienti”.Il transiente (detto anche transitore) in acustica è una variazione di ampiezza molto rapida, che spesso capita nella fase d’attacco dello strumento quando ancora il suono non ha raggiunto una certa “stabilità”. In parole povere nell’ambito della voce corrisponde più o meno agli attacchi e alle uscite dalle sillabe.

Bene, questo plug in, attraverso un algoritmo veramente complesso, riduce di molto l’effetto riverbero.

L’ho provato, magnifico!!! Un minuto dopo l’avevo acquistato.

Se siete giovani speaker in erba (niente battute sull’erba, grazie!) e volete cimentarvi nella registrazione della vostra voce pur senza investire i quasi 100.000 euro che ho speso io per uno studio di incisione, privatevi di 49 euro e acquistate De-Verb della SPL Software.

Ecco il sito dove è possibile scaricarne una versione di prova: http://www.spl.info/software/download

Ed ora, potrò registrare praticamente ovunque, senza paura. Il lavoro in mobilità è sempre più mio.

aggiungi il post al tuo social bookmarks:
  • del.icio.us
  • Technorati
  • Digg
  • Wists
  • Fark
  • Furl
  • NewsVine
  • Reddit
  • Spurl
  • Taggly
  • YahooMyWeb
  • Segnalo
autore: marcodedomenico | 16 settembre 2010

Vicissitudini quotidiane di noi speaker e doppiatori pubblicitari

categorie: Consigli

Quante volte ho urlato su queste pagine l’idiozia di certi copywriter? L’ignoranza degli art director? E l’insulsa presenza degli account???

Bene, questo video (girato presso Vetriolo, uno studio di audio produzioni di Milano) spiega piuttosto bene cosa accade troppo spesso nel nostro lavoro.

Buona visione!!!

aggiungi il post al tuo social bookmarks:
  • del.icio.us
  • Technorati
  • Digg
  • Wists
  • Fark
  • Furl
  • NewsVine
  • Reddit
  • Spurl
  • Taggly
  • YahooMyWeb
  • Segnalo
autore: marcodedomenico | 14 settembre 2010

L’industria discografica si è ridotta a fabbrichetta

categorie: altro

Rudy-Zerbi L’industria discografica è diventata una fabbrichetta.

Le “major” si sono accorte che a fare musica si guadagna oramai pochino.

Perché? Un breve passo indietro.

Un tempo, chi desiderava quella canzone aveva una sola possibilità: si recava al negozio di dischi e acquistava o una musicassetta oppure (meno maneggevole ma dalla qualità enormemente superiore) il disco in vinile.

(Oggi il vinile si usa solo per il fetish)

Si tornava a casa, si accendeva il piatto e l’amplificatore, si toglieva la cuticola che dimostrava che il disco era fior di stampa, lo si appoggiava sul piatto e vi si faceva calare sopra il diamante più musicale del mondo. Il resto era suono frusciato ma bellissimo.

Oggi si apre iTunes e si clicca sul triangolino. Fine.

Se l’ascolto musicale era un rito, oggi è un gesto fin troppo misero. La musica è sempre musica per fortuna, anzi per certi versi è migliore perché è incisa con le più moderne tecniche digitali e niente è fuori posto. Non potrebbe esserlo nemmeno desiderandolo perché l’esecuzione dei musicisti (quando non proviene direttamente dal computer) viene allineata elettronicamente a quella degli altri esecutori. E’ l’equivalente della funzione “giustifica” di Word, ogni strumento è perfettamente a tempo e “tuned” rispetto a tutti gli altri.

Il suono digitale è questo, un mondo perfetto in cui nulla è fuori posto. Provate ad ascoltare un’incisione dei Beatles, ascoltate con spirito critico Sergent Pepper. Non è tutta un po’ fuori tempo e un po’ stonata? Come dite? E’ il suo bello? Infatti!

Oggi, nel dominio digitale, impera la precisione. Ma se la precisione è come Furio di Bianco Rosso e Verdone, allora ci si rende conto di quanto sia più bello essere cazzoni che precisi. E gli stranieri amano l’Italia per via della Toscana, del Lago di Como, della Cappella Sistina, di Capri, di Positano ma soprattutto per via della nostra amatissima cazzonaggine.

Tornando al suono, il “bello” del suono digitale è che non solo è comodamente riproducibile praticamente ovunque e con l’ausilio di mezzi microscopici (un lettore mp3 è grande come un’unghia) ma è anche copiabile all’infinito senza perdita di qualità. Se io ho un brano campionato in mp3 e voglio mandarlo ad un amico via mail, non devo rinunciare all’originale, gliene mando semplicemente una copia identica. E lui può fare la stessa cosa all’infinito con altri amici. E gli altri amici con altri amici ancora fino a raggiungere virtualmente tutti e sei miliardi di abitanti del Pianeta.

Un disco in vinile è uno, lo puoi trasferire su musicassetta ma il tempo che occorre per farlo è di 1:1. Se dura 50 minuti, impieghi 50 minuti oltre al tempo per impostare il nastro e tutto il resto. Se scarico da iTunes un album impiego meno di 3 minuti, e dopo i primi 5 secondi posso cominciare ad ascoltarlo.

Cosa pensate che abbiano fatto le Major quando si sono accorte (tardissimo) che l’mp3 era una realtà e andava affrontata come tale? Praticamente niente, non hanno mosso un dito. Poi, quando le uova erano rotte e la frittata era pronta da un pezzo, si sono inventate il DRM, un sistema che permetteva solo di ascoltare un audio ma non di trasferirlo. Bella pensata davvero, soprattutto utile! E comunque dopo poco anche il DRM, visto che non serviva a nulla, è stato ritirato.

Ecco perché un produttore discografico che accetta di incidere un disco sa perfettamente che ci guadagnerà pochissimo. Perché i CD non li compra più nessuno. E il ruolo di grande training che aveva una volta la radio ora non lo ha più. Merito dei dati Audiradio, che ti dicono quel che devi emettere e a che ora. Così le radio anzichè proporre musica nuova, vanno sul sicuro e suonano brani di artisti già famosi. Prima il cantante la fama la raggiungeva con la radio, oggi invece la raggiunge con la TV. La radio si limita a suonare quel che dice la TV. Ed ecco perchè le tv hanno i palinsesti oramai sfondati di programmi che con logiche diverse ma simili mandano in onda esibizioni dal vivo. E negli ultimi tre anni sono nati X-factor, le scuole d’arte di Maria De Filippi, Io canto, Ti lascio una canzone, Musica sotto le stelle e via così.

L’ultima novità è di Katy perry il cui ultimo CD profuma di marshmellow. Capite cosa si è voluto fare? Visto che i CD si vendono poco, hanno aggiunto un media, l’olfatto. Quindi una ragazzina che desiderasse ascoltare la Perry, sa che gli mp3 sono solo audio ma se compra il CD avrà anche un oggetto fisico che profuma di caramella gommosa. Geniale, no?

Ma non vi sembra un palliativo?

Adesso le grandi etichette guadagnano quasi esclusivamente sulle esibizioni dal vivo dei loro artisti, e gli artisti stessi sanno che il concerto è la loro quasi unica fonte di guadagno. Non vi eravate mai chiesti come mai certi artisti un po’ stilosetti non calcassero quasi mai i palcoscenici e invece oggi ogni palazzetto di provincia è prenotato ogni sera della settimana?

Ora avete la risposta. O marshmallow o Palavobis.

aggiungi il post al tuo social bookmarks:
  • del.icio.us
  • Technorati
  • Digg
  • Wists
  • Fark
  • Furl
  • NewsVine
  • Reddit
  • Spurl
  • Taggly
  • YahooMyWeb
  • Segnalo
autore: marcodedomenico | 9 settembre 2010

Basta che funzioni!

categorie: cinema

Grazie a Linus

aggiungi il post al tuo social bookmarks:
  • del.icio.us
  • Technorati
  • Digg
  • Wists
  • Fark
  • Furl
  • NewsVine
  • Reddit
  • Spurl
  • Taggly
  • YahooMyWeb
  • Segnalo