Si legge “Vàiral”, è l’abbreviazione di “Viral Marketing” ed è l’ultima frontiera dell’advertising, della pubblicità.
Fino a cinque anni fa, se volevi fare pubblicità ti dovevi comprare “gli spazi”.
Gli spazi potevano essere rappresentati dalla cartellonistica in tutte le sue (infinite) sfaccettature. Oppure la carta stampata. Poi sono arrivate le radio e le tv commerciali, dove i programmi servono a creare una platea che poi guarderà le pubblicità. (E’ un concetto quasi difficile da digerire ma è esattamente così e non il contrario. Il fine è la pubblicità e il mezzo è l’entertainment).
Poi è arrivato…. Tadaaaaaaaaaa… Signore e signoriiiiii…. il WEB!!!
Internet è la platea planetaria per eccellenza, dalle Fiji alle Farøer, dal Manzanarre al Reno, dal trocantere al rene in poco meno di un secondo.
E chi si occupa di pubblicità ha cominciato a studiare come sfruttare questo ben di Dio in termini commerciali. Poi è arrivato Youtube, la cui corretta coniugazione italiana è: Io tubo, tu tubi, egli guadagna anzi straguadagna.
Pensavate che “Il tubo” fosse uno sfizietto simpatico e divertente? Illusi! Quanta pubblicità vedete su Youtube? Molta? Moltissima? Infinita? Mike avrebbe preso la busta numero trè! Youtube è il paradiso della pubblicità sul web ed è la Mecca del famoso marketing virale, il viral marketing.
L’ultimo avamposto prima dell’ignoto è frutto di quei geniacci di francesi di Buzzman, che si sono inventati il filmato interattivo e…
Beh, non voglio dirvi troppo! Però se avete 30 secondi da regalarvi e avete voglia di qualche effetto speciale… guardate il film qui sotto.
Consumate gente, consumate. Anche perché ho da pagare il mutuo, le rate della Passat, il prestito a mio suocero e il latte al lattante.









