Ieri sera, alla vigilia della giornata di sciopero indetta dall’Associazione dei giornalisti per protestare contro il famoso decreto sulle intercettazioni, Clemente DJ Mimùn (il Direttore del notiziario della rete ammiraglia del gruppo Mediaset) ha tenuto una rubrica personale di circa tre minuti.
Si è espresso negativamente a riguardo dello sciopero, dice che la legge è senz’altro migliorabile ma che è giusto che passi alla Camera. Ha aggiunto che è ingiusto “sputtanare” chiunque, anche chi non ha commesso alcun reato.
Ho sgranato gli occhi, mi sono subito chiesto se “sputtanare” sia una parolaccia oppure no. Nel dubbio, in un notiziario io non l’avrei mai detta. Attenzione, io sono il re delle parolacce e ne faccio ampio ed abbondante uso quindi lungi da me l’idea di condannare il concetto di parolaccia, però il gesto del DJ Mimun mi ha fatto effetto, era la prima volta che sentivo una parolaccia detta da un direttore di telegiornale all’interno del suo stesso telegiornale nell’edizione delle venti, la principale.
A ben pensarci qualcosa di anomalo c’è. Quando le parolacce si saranno infiltrate in ogni ambiente, quando si saranno impossessate anche delle scuole e delle istituzioni, dopo essersi prese la radio e la tv, chi salvaguarderà la nostra lingua? Chi si premurerà di spiegare a chi nasce oggi che la lingua italiana è così completa e articolata che è in grado di spiegarsi perfettamente da sola e senza l’ausilio di cattive parole?
Io dico parolacce, è vero, ma se proprio dovrà accadere preferirei che mio figlio le imparasse da me, perchè potrei spiegargli quanto volgare rendano chi le pronuncia. Ma se mio figlio le sente dire dal direttore di un notiziario televisivo, potrebbe pensare che siano perfettamente intercambiabili con le parole “normali” e quindi farne un uso sconsiderato e in tutti gli ambienti. E questo sarebbe grave.
A questo, Clemente DJ avrebbe potuto e dovuto pensare.










Il problema, temo, è che normali lo stanno diventando. Nessuno si scandalizza più se si sente un “vaffa” non bippato o uno “str! non bippato……. Sono state sdoganate, insomma. E questo è triste.
Fra certe notizie inutili e certe altre irritanti, avevo smesso da tempo di guardare il telegiornale, perché non mi faceva sentire bene.. Leggere quanto hai scritto sicuramente non me ne ha fatto tornare la voglia!
Colgo l’occasione per domandare scusa dell’assenza prolungata – a dir poco; ho letto qualcuno degli ulimi post e mi sono ricordata di quanto fosse appagante e piacevole leggere i tuoi interventi mai banali e che mai si risparmiano di darmi qualcosa su cui riflettere.
Voglio proprio riprendere l’abitudine!
P.s.:
tante congratulazioni per Leonardo
Elena, vero! Le parolacce stanno diventando parole normali, gravissimo.
Poi desidero “sputtanare” tale Angelo che ha tentato di lasciare un commento che conteneva una bestemmia e che naturalmente ho censurato. E vergognati!
Per Claudia, grazie, grazie, grazie. Da parte mia e da parte del piccolo Leonardo.
ciao marco, io come te ho figli e in loro presenza cerco di non dire parolacce, poi ogni tanto qualcuna scappa, però loro sanno che è roba brutta da dire.
Quello che mi da fastidio è quando altri le dicono in presenza dei miei come dei loro figli… è come se un pò delle cose brutte del mondo cominciassero a diventare loro famigliari… Saremmo tentati di preservarli, ma non sarà sempre possibile finchè ci riusciamo è giusto farlo, dopodichè entra in gioco l’educazione che gli avremo dato noi.
Poi ci sono i malati, quelli che non si accorgono e le dicono davanti a te come davanti a tua madre appena conosciuta… Bah, incontinenti verbali! Di certo non fanno bella figura quando vanno in giro.
Ultima cosa, so che non sei praticante, io sì e ti ringrazio di aver bannato e stigmatizzato il bestemmiatore.
Lo fanno per cattiveria pure, per denigrare una cosa a cui loro non frega niente, ma che ad altri può stare molto a cuore… Come se ti rigassero la macchina senza motivo… E comunque ciò è sbagliato prima di tutto per loro stessi che abbruttiscono… Comunque grazie per il tuo rispetto.
Ciao O.
Alberto Lori, voce storica della RAI nonché mio insegnante di fonetica e dizione, ripete sempre che i tele e radio comunicatori hanno il dovere morale di fare un buon uso della nostra lingua, in quanto chi ascolta radio e tv poi tende ad imitarne il linguaggio (non dimentichiamoci che, grazie al Maestro Manzi, tanti italiani hanno imparato a scrivere e a parlare).
Oggi questo dovere morale è sempre più disatteso e se, oltre a parlare male l’italiano (ognuno con il suo bell’accento regionale), i giornalisti adesso cominciano anche ad usare “parolacce” (o quanto meno, parole poco eleganti), credo proprio che… “siamo arrivati alla frutta”!
Io ringrazio infinitamente i miei genitori! Non li mai sentiti dire, tra di loro o a noi figli, una parolaccia! neanche durante qualche discussione o rimprovero. Io le dico, le parolacce, un bel “vaffa” in alcune situazioni è veramente liberatorio, anche se sbagliato. Ma sento tanti amici o coppie che si insultano in modo orrendo, o che sgridano i figli a suon di brutte parole, o che mandano a quel paese i propri genitori. Al mio compagno non riesco a dire neanche “cretino”.. (soprattutto quando bisticciamo) perchè oltre che amore, nutro un profondo rispetto! Idem per i miei.. mi sentirei un mostro dopo!
l’ESEMPIO è fondamentale! In tanti dovrebbero tenerlo a mente..
p.s. anche io non sono praticante, ma trovo che la bestemmia sia di una volgarità e cattiveria unica!
ciao
Grazie Simo, bel commento! Approvo totalmente.