Archivio di giugno 2010

autore: marcodedomenico | 7 giugno 2010

Le tasse

categorie: altro

le tasse e padoa schioppaLe tasse sono amate solo dai tassi. Il resto del mondo probabilmente passa dalla sopportazione silenziosa all’odio violento.

I lavoratori dipendenti non hanno scelta, si pagano le loro tasse senza nemmeno vedersi sfilare sotto il naso la grana, perchè viene trattenuta direttamente dal datore di lavoro che funge da sostituto d’imposta.

I lavoratori autonomi (gli speaker, tipicamente) invece incassano l’ottanta percento del loro fatturato (il rimanente venti viene trattenuto dai propri clienti e a loro volta versato al fisco) e poi chiaramente pagano l’iva e le tasse.

Nel mio regime fiscale, pago l’Iva ogni tre mesi. Una discreta sassata alla quale in qualche maniera faccio fronte.

Ma giugno e novembre per noi sono mesi neri. Perchè a giugno i lavoratori autonomi pagano il saldo dell’anno passato e l’anticipo per l’anno in corso. Nel mio caso e visti i miei guadagni, con quel che verso al fisco a giugno potrei tranquillamente acquistare un’auto sportiva di lusso. E’ come se Tremonti andasse in giro con una Bmw comprata con i miei soldi. E il solo pensiero mi spegne ogni entusiasmo lavorativo.

Naturalmente, se fossi un bravo ragioniere accantonerei una congrua parte dei miei incassi proprio per pagare le tasse. Ma siccome non lo fossi, ma fossi invece una cicala spendacciona… arriva giugno e io sono in ginocchio. Sui ceci.

Per come sono fatto io, credo che non imparerò mai. Vivrò sempre nell’incubo delle tasse, dell’Iva, degli anticipi dei posticipi dell’Irpef, dell’INPS, dell’Irap, delle addizionali regionali provinciali e comunali.

Ma perchè allora si lavora? Chi non ha niente, non ha niente da perdere. Compreso il sonno.

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autore: marcodedomenico | 4 giugno 2010

Attore o doppiatore?

categorie: altro

Qualche anno fa frequentavo un noto studio di doppiaggio di Milano.

Ricordo perfettamente che c’era una bacheca lungo il corridoio sulla quale c’era appeso fra gli altri un foglio il cui contenuto iniziava così: “Gli attori che……”

La prima volta che l’ho visto, ero ancora praticante. Gironzolavo per questo studio nella speranza che presto o tardi mi tirassero dentro a incidere qualcosa. Leggevo e rileggevo quel foglio pensando: “Ma allora i doppiatori… sono attori!”

Mi sembrava strano. Cos’hanno in comune gli attori con i doppiatori? Per me niente, almeno allora.

E’ vero, i doppiatori recitano ma solo con la voce. Gli attori sono più completi, perchè il loro corpo concorre all’atto della recitazione. Eppure nel doppiaggio non solo devi essere un bravo attore ma devi avere anche una certa tecnica, perché la tua voce si incolli perfettamente alla faccia dell’attore, devi essere in grado di modellarla a piacimento. Plastilina vocale, in sostanza.

Ho scritto diverse volte a riguardo della differenza che passa fra i doppiatori, gli speaker, i doppiatori pubblicitari e gli attori, chi volesse può rileggere i miei post arretrati.

Usalavoce si accinge a compiere i suoi tre anni di età, eppure è evidente che non tutto ancora è stato scritto. Sono giorni che mi arrovello sull’ultimo argomento da trattare, un po’ demotivato dai lettori che ultimamente sono meno del solito.

Forse perchè parlo troppo di me? Perché racconto i fatti della mia vita personale? E’ probabile, perché no, in fondo a chi dovrebbe mai interessare? Non sono mica Richard Gere.

Allora ecco un post tecnico.

Mi sono domandato quanti dei doppiatori italiani famosi sono anche effettivamente attori in toto.

Mi sono venuti in mente Ferruccio Amendola (cazzo, è il Re), Luca Ward, Liù Bosisio, Marco Guadagno, Pannofino e Pino Insegno. La domanda successiva è stata: “Saranno più bravi come attori o come doppiatori”?

Io penso che i doppiatori potrebbero tranquillamente continuare a fare i doppiatori, senza darsi la pena di apparire in video. Ferruccio Amendola  è stato l’icona incontrastata del doppiaggio italiano. Se si parla di doppiaggio con non addetti ai lavori, c’è sempre qualche pirla che tira fuori Ferruccio Amendola. Di solito si conosce solo lui. Ma si tratta dello stesso pirla che alle feste propone il trenino, che agli addii al celibato ti mette il Viagra nel mojito, che lava la macchina la domenica mattina, che legge solo i freepress e che la sera guarda Canale 5 a prescindere da quel che trasmette.

Bene, per questa gente Amendola è “il doppiatore” come Linus è “il dj” e come Sordi è “l’attore”. Amendola era moooolto meglio come doppiatore che non come attore, d’accordo? E gli altri?

Io credo che la regola valga più o meno per tutti. Luca Ward è al limite dell’inguardabile, ha una sola espressione facciale. Marco Guadagno è poco noto come attore e molto noto come doppiatore, un motivo ci sarà! Era Brandon di Beverly Hills 90210, per intenderci. L’ho visto con Verdone nel Mio miglior nemico e anche in Io loro e Lara. Meglio se parla e basta. Pino Insegno ha una faccia duttile, ma usa la voce in modo divino. Per me è in assoluto il più bravo doppiatore italiano di sempre. I gusti sono gusti, ma è bravo per davvero. Pannofino… idem. E’ un genio a doppiare, come attore gli regalo un appena sufficiente. Liù Bosisio è Marge Simpson e anche il cartone anni ‘80 Spank. Al cinema è stata la prima moglie di Fantozzi. Direi che è meglio come moglie di Homer.

Non mi vengono in mente altri artisti dalla duplice personalità, si accettano commenti.

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