Negli ultimi dodici mesi mi sono fatto la convinzione che le visite al mio blog siano inversamente proporzionali alla quantità del mio lavoro di speaker e doppiatore pubblicitario.
Tengo sott’occhio quasi ogni giorno il numero di visitatori che fa capolino sul verde di queste pagine, e credo che ci sia una relazione fra il numero di questi e il mio impegno lavorativo.
E’ probabile che quando ho poco da fare scriva di più, ed è probabile che quando scrivo con più frequenza, Google mi premi migliorando il rate di questo blog nelle pagine dei risultati.
Sono congetture, è chiaro. Però è un fatto che i miei lettori oscillino da circa 60 al giorno a quasi 200 a seconda di quanti articoli pubblichi nell’unità di tempo.
Atteso che questa mie supposizioni corrispondano più o meno a verità, dovrei scrivere un post al giorno, come Linus.
Solo che Linus ha molti più stimoli di me, visto quel che fa di mestiere e le persone che incontra.
I miei incontri giornalieri sono quelli del Ragazzo di Campagna interpretato da Renato Pozzetto.
Mi sveglio col gallo, chiacchiero del meteo e di altre amenità con l’edicolante in fondo alla via, bevo il caffè e compro le sigarette al baretto all’angolo, esercito da una signora così gentile che ogni giorno mi chiede quanto manchi alla nascita di mio figlio. Mi ha promesso un regalino.
Poi torno in studio e comincio a registrare. Ogni giorno è diverso eppure identico al precedente.
Cosa potrei dire ogni giorno? La fantasia non credo mi manchi, potrei raccontare delle puttanate immani e convincervi che tutto corrisponda a verità. Però purtroppo non ho grandi esperienze di politica!
Per adesso, se vi va, mi ascoltate in radio con lo spot di Blockbuster, lo spot del Ministero dei Beni Culturali e lo spot di Post It.
In televisione invece mi sentite nella pubblicità di Bosch.
Forse lunedì prossimo ci scappa un altro bel Nazionale.
Mi pare che per ora possa bastare.
Baciamo le mani al Signor Google, il quale mi auguro noterà che oggi ho scritto ben due post.









