autore: marcodedomenico | 21 aprile 2010

Studio Aperto

categorie: altro

C’è un blog che si chiama Odiostudioaperto. Gli “editori” è un po’ che non scrivono, ma quando lo fanno mi piegano in due dal ridere.

Il linguaggio e veramente sboccato, non perdono occasione per infilare qualche parolaccia, e non è detto che la cosa mi dispiaccia!

Il servizio di cucina, sempre in fondo all’edizione delle 12,25 del giornale si chiama “Cotto e Mangiato”, lo conduce Benedetta Parodi.

Per quelli di Odiostudioaperto diventa “Cotto e Sboccato”. Non vi fa ridere?? Io devo avere un senso dell’umorismo un po’ grezzo, perchè a me i calembour fanno sempre ridere, specie se volgari.

Io non ho alcuna stima professionale per il notiziario di Italia Uno perché troppo spesso si copre di ridicolo.

Fanno sempre dei fantomatici collegamenti “con la redazione” che non hanno alcun significato, dato che c’è una telecamera puntata su un giornalista che appoggia il sedere sul banco di una delle salette di montaggio video di Mediaset.

A cosa serviranno mai questi “collegamenti con la redazione”? Tanto vale dare la notizia in studio, no? Cosa cambia fra una stanza e l’altra se sono adiacenti?

Poi la scaletta: due minuti di politica, 3 minuti di cronaca e poi Knut, Belen Rodriguez, Youtube, il “popolo della rete” (frase fatta, anacronistica e vuota) e infiniti approfondimenti poltacei sulle ultime mode.

Oggi però è successo qualcosa davvero degno di nota, almeno per uno speaker!

Che i giornalisti in voce non godano della mia stima è abbastanza naturale. Perché a me devo fare il mazzo se dico battèsimo anziché battésimo e ai giornalisti in voce no?

Perché nei notiziari sono obbligato ad ascoltare accenti regionali di ogni provenienza? E perché mandano in voce chiunque, anche se ha una voce da flicorno fessurato?

Oggi (e credo anche ieri) Studio Aperto ha mandato in onda un servizio con una giornalista non italiana. Ecco quello che mancava a Studio Aperto. Un bel servizio (di quelli del tutto inutili, per arrivare alle 12,45) con una speaker inglese che parla l’italiano proprio come io parlerei l’inglese.

Il prossimo spot lo faccio con accento calabrese, vediamo se qualcuno avrà da ridire.

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Commenti (1)

  1. |

    Neanche io non lo sopporto proprio questo “telegiornale”, mi fa venire il nervoso solo il modo di fare di conduttori e inviati, per non parlare dei servizi…

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