Archivio di aprile 2010

autore: marcodedomenico | 29 aprile 2010

Carmen Masola e Italian’s Got Talent

categorie: altro

Il format è così famoso nel mondo da essersi meritato qualche milione di visualizzazioni su Youtube, e da qualche settimana è sbarcato anche in Italia.

Nella prima puntata ha cantato anche il frontman della band jazz che si è esibita al mio matrimonio, e per questo ho cominciato a guardarlo.

Il meccanismo mi sembra molto quello della Corrida, dove una nutrita schiera di sciagurati dilettanti viene letteralmente sparata col cannone su un palcoscenico televisivo per dare risalto a una sparuta minoranza di veri talenti.

Così c’è l’idraulico catanese che nell’incavo dell’ascella disegna una bocca e finge di farle cantare Anima Mia, oppure c’è un atleta che mentre fa le flessioni canta Oggi Sono Io di Alex Britti.

L’esibizione di cui mi va di parlare oggi è quella di una ragazza di novara che ha 38 anni ed è gravemente obesa.

Si chiama Carmen Masola.

Io penso che gli autori televisivi per cinismo possano tranquillamente gareggiare con gli avvocati e i notai. In questa trasmissione televisiva (ascolti men che mediocri) hanno davvero dato il meglio di se, pescando nel più torbido sentire comune, facendo leva su sentimenti a basso prezzo e mettendo in scena gli stereotipi più classici e più facilmente condivisibili da chiunque.

E’ sempre una trasmissione televisiva trasmessa da Canale 5, il target commerciale è inevitabilmente di un certo profilo e non si può pretendere che la rete di punta di Mediaset si metta a fare cultura, però certi programmi fatico davvero a guardarli.

Ritorniamo su questa Carmen Masola. E’ un donnone massiccio, con un viso tristissimo e un’aria molto umile. Il gatto e la volpe (gli autori) si sono sfregati le zampine e si sono subito messi in moto montando ad arte la bella storiella della poveretta che fa lavori umili, che per via del suo aspetto pingue non ha mai avuto grande successo con i maschi, che sogna da una vita di fare la cantante professionista. In pratica lo stereotipo perfetto della cenerentola, dove le sorellastre sono impersonate da noi telespettatori che quindi per contratto dovremmo intenerirci e soffrire per lei e con lei.

A gerry Scotti sono addirittura spuntate le lacrime. Maria De Filippi che la sa più lunga di tutti ha piazzato le domande giuste (le solite domande della De Filippi che per forma e contenuto anticipano le risposte dell’interrogata) e poi è cominciata l’esibizione.

Io questa Carmen Masola la capisco alla perfezione. Sono anch’io un grande obeso, lo sono sempre stato. Ho vissuto un’adolescenza funestata dal mio aspetto, ho faticato moltissimo per raggiungere quei livelli minimi di autostima che mi avrebbero concesso poi delle discrete soddisfazioni sia in ambito professionale che affettivo.

Il canto però è sacro. Il canto è un’arte che guarda col binocolo la mia attività di speaker e doppiatore pubblicitario. Niente richiede più talento, studio e precisione esecutiva del canto.

E questa Carmen Masola in cosa si cimenta? In Casta Diva, la cavatina della Norma!

Il canto lirico non è il country, o il rock’n roll o peggio il pop. Il canto lirico non perdona, è il bikini per una modella, è Monza per un pilota, è un 6 x 3 per un grafico pubblicitario, è Čechov per un attore. Non ci si può esibire nel canto lirico se non si hanno solide basi tecniche, uno studio approfondito del canto e una dedizione quasi assoluta. O almeno non si dovrebbe.

Quella che ho ascoltato è un’esibizione mediocre interpretata da una ragazza in balìa del gatto e la volpe autorale, che hanno fatto di lei la Susan Boyle del Biscione.

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autore: marcodedomenico | 21 aprile 2010

Studio Aperto

categorie: altro

C’è un blog che si chiama Odiostudioaperto. Gli “editori” è un po’ che non scrivono, ma quando lo fanno mi piegano in due dal ridere.

Il linguaggio e veramente sboccato, non perdono occasione per infilare qualche parolaccia, e non è detto che la cosa mi dispiaccia!

Il servizio di cucina, sempre in fondo all’edizione delle 12,25 del giornale si chiama “Cotto e Mangiato”, lo conduce Benedetta Parodi.

Per quelli di Odiostudioaperto diventa “Cotto e Sboccato”. Non vi fa ridere?? Io devo avere un senso dell’umorismo un po’ grezzo, perchè a me i calembour fanno sempre ridere, specie se volgari.

Io non ho alcuna stima professionale per il notiziario di Italia Uno perché troppo spesso si copre di ridicolo.

Fanno sempre dei fantomatici collegamenti “con la redazione” che non hanno alcun significato, dato che c’è una telecamera puntata su un giornalista che appoggia il sedere sul banco di una delle salette di montaggio video di Mediaset.

A cosa serviranno mai questi “collegamenti con la redazione”? Tanto vale dare la notizia in studio, no? Cosa cambia fra una stanza e l’altra se sono adiacenti?

Poi la scaletta: due minuti di politica, 3 minuti di cronaca e poi Knut, Belen Rodriguez, Youtube, il “popolo della rete” (frase fatta, anacronistica e vuota) e infiniti approfondimenti poltacei sulle ultime mode.

Oggi però è successo qualcosa davvero degno di nota, almeno per uno speaker!

Che i giornalisti in voce non godano della mia stima è abbastanza naturale. Perché a me devo fare il mazzo se dico battèsimo anziché battésimo e ai giornalisti in voce no?

Perché nei notiziari sono obbligato ad ascoltare accenti regionali di ogni provenienza? E perché mandano in voce chiunque, anche se ha una voce da flicorno fessurato?

Oggi (e credo anche ieri) Studio Aperto ha mandato in onda un servizio con una giornalista non italiana. Ecco quello che mancava a Studio Aperto. Un bel servizio (di quelli del tutto inutili, per arrivare alle 12,45) con una speaker inglese che parla l’italiano proprio come io parlerei l’inglese.

Il prossimo spot lo faccio con accento calabrese, vediamo se qualcuno avrà da ridire.

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autore: marcodedomenico | 16 aprile 2010

Silenzio, parla lo speaker

categorie: altro

La vera novità qui a Dedoland è l’arrivo di un cane.

E non certo per mia volontà, sia chiaro, ma per quella dei vicini di casa. Da circa un mese sono entrati felicemente in possesso di un cucciolo di Labrador.

Con il vantaggio che ogni volta che il piccolo sente profumo di cane all’orizzone (ma anche più in la, scommetto) dà abbondante fiato alle trombe. Tutto il fiato che ha!

Così da un bel quartiere residenziale tranquillo (solo qualche altro quattrozamperotanti ma piuttosto lontano dalla nostra villetta) siamo passati a un magnifico canile municipale.

I cani si che sanno comunicare, altro che gli speaker, non ti perdi mai un dettaglio dei loro latrati, nemmeno quando vorresti.

Per esempio qui in studio il cellulare prende assai poco. Quando la conversazione coi miei clienti si fa interessante, normalmente mi alzo ed esco sulla rampa del box, dove il segnale è migliore.

Una volta era un gesto semplice, ora sembra che di essere a bordo di una slitta trainata da una muta di husky che schiumano.

Così adesso almeno posso scegliere: non capire un cazzo di quello che mi chiede il cliente quando telefono in studio perchè il cellulare prende a singhiozzo, oppure non capire un cazzo di quello che mi chiede il cliente quando telefono fuori dallo studio perchè è un unico compatto abbaiare.

E il tutto senza spendere un soldo.

Bau!

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autore: marcodedomenico | 8 aprile 2010

Pesce d’aprile

categorie: altro

Controllo quasi ogni giorno l’andamento degli accessi a questo blog.

E’ una specie di piccolo divertimento, una scommessa quotidiana, mi diverte capire chi arriva al mio blog, da dove ci arriva e soprattutto perché.

E’ nella norma una visitina della durata di un paio di minuti, è nella norma un accesso medio di un centinaio di persone al giorno.

E’ così da quando è nato questo blog, oramai sono tre anni.

Ogni tanto però internet sembra “impazzire” e i motori di ricerca mi regalano picchi anche di mille accessi al giorno.

Questa mattina ho scoperto (in questi giorni sono stato in vacanza e non ho controllato) che il primo di aprile a visitare usalavoce sono state quasi 2000 persone.

Ho pensato a un pesce d’aprile da parte di Google. In realtà il pesce d’aprile era proprio…. il pesce d’aprile.

I cybernauti sono giunti a me perchè il primo di aprile hanno cercato su Google “pesce d’aprile” e Google ha restituito fra i risultati anche un link a usalavoce solo perchè quasi tre anni fa scrissi un post dal titolo “sano come un pesce” e per immagine avevo messo una illustrazione generica di un pesciolino.

Questo dovrebbe dimostrare a tutti noi che l’intelligenza artificiale è semmai più vicina alla deficienza umana.

E per questo (ma anche per molto altro), che Dio sia lodato.

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