Può darsi, ma non in tutti gli ambiti.
Ovunque occorra estro, immaginazione, sensibilità artistica, curiosità e tensione alla perfezione, questo passaggio di consegne non avverrà mai.
Ci sono cose che le macchine fanno già meglio dell’uomo. Per correre, volare, scavare e coltivare, è meglio avvalersi delle macchine.
Per suonare, cantare, disegnare, inventare, ballare, scrivere poesie e fare l’amore, l’uomo sarà insostituibile.
Da circa cinque anni si parla nell’ambiente del doppiaggio di quando i computer sostituiranno gli speaker. Sarebbe un momento esaltante per tutti i miei clienti, che potranno finalmente fare a meno di versarmi i diritti di utilizzo sulla voce e userebbero quella del computer per tutto il tempo che pare a loro.
Ma davvero qualcuno crede che l’uso della voce sia una cosa così meccanica, scomponibile e ricomponibile in particelle da poter essere riprodotta da una macchina?
La bocca è lo strumento di comunicazione più vicino al cervello, e il cervello è la sede operativa dell’anima. Il concetto di anima non è neppure immaginabile dalle macchine, io stesso farei fatica a spiegare a parole il valore di quel dettaglio che ha reso la razza umana un animale un po’ speciale.
Non potrà mai esistere un sistema in grado di leggere un testo con la stessa naturalezza di una voce umana. Né sarà mai possibile riempire una voce di sintesi di quel bagaglio di conoscenze, sensibilità e speranza di cui disponiamo noi umani.
I computer ci capiscono qualcosa soltanto se gli parli di zero e di uno. Gli uomini hanno inventato un universo di numeri che spazia da meno infinito a più infinito. Il computer ti può dire quante volte è contenuta la parola la lettera “D” in “sedendo e mirando”, ma solo Leopardi poteva comporre l’Infinito.
Il sito del Corriere della Sera (non quello del pescivendolo di Ranzanico al Lago) offre un nuovo servizio, credo destinato ai non vedenti, che legge in automatico il contenuto degli articoli.
Prendiamo un articolo a caso, ad esempio questo: http://www.corriere.it/sport/10_febbraio_15/grasso-buffon-presunta-bestemmia_9ad55c0e-1a02-11df-8cad-00144f02aabe.shtml
Ora proviamo ad ascoltare la voce automatica che lo legge: Computer.L
E compariamolo con la lettura resa da uno speaker professionista: Speaker
I commenti come sempre li lascio a voi.










Ciao Marco, parla uno speaker non vedente che usa sintesi vocali dal 1991, che ti dice che di passi ne sono stati fatti tantissimi! ora i fonemi sono assemblati in maniera molto più naturale e si parte da una voce campionata, non da una voce pcm. Una volta la sintesi vocale era una grossa scatolona con una voce di certo non prosodica, ora bene o male un po’ di intonazione c’è, ma per fortuna è ben lontana dalla naturalezza di uno speaker… ma questo credo lo notino tutti! clienti, sgonfiate i vostri portafogli, ne guadagnerà la vostra immagine
Bravo Mario, attendevo proprio il tuo commento!
Non c’è paragone, ovviamente è molto meglio la voce umana, speriamo di non cadere così in basso da lasciare fare anche questi lavori ai computer. Come ai detto tu sono utili solo per quei lavori che non richiedono quella parte che solo noi esseri viventi abbiamo ed esercitiamo.
Non voglio fare il bastian contrario a tutti i costi ma, ne siamo sicuri tipo “mano sul fuoco”?
Oggi i computer fanno cose che non immaginavamo possibile, eppure lo fanno.
Anche riprendendo quanto scritto da Mario, di passi avanti la sintesi vocale ne ha fatti.
Fino a poco tempo fà ascoltando una voce computerizzata mi dava l’impressione che stesse per, concedetemi, vomitarti addosso da un momento all’altro.
Ad oggi il risultato mi sembra molto più naturale ma ancora parecchio lontano dalla voce umana.
E’ ovvio, essendo del mestiere, che auspico che il giorno che le macchine possano in maniera soddisfacente sostituire la voce e l’interpretazione unama, non arrivi mai.