Fino ad ora su questo blog ho scritto soltanto io,
credo che i tempi siano maturi per dare spazio anche a chi ha qualcosa di interessante da dire.
Pubblico oggi una composizione di un nostro lettore, che si chiama Sal Messina.
tace la parola all’eco
le sinfonie sognate
così come lo sguardo
di chi ti ha tanto amato
silenzi
dove non brillano le stelle
i palpiti del cuore si rivelano
elencano dolori
le carni insanguinate teneri dei figli belli
sfumano smettono i sogni degli amanti
dai santi condannati
in piazza all’unisono inquisiti
arsi coi figli al grembo
memorie
certezze scatenanti
piangono le brezze dai campi in fiore
“ferite dissacrate al petto”
la buona capinera assassinata
i cieli di mio padre tanto amati
i poveri di questa terra dissacrata ormai
“derelitti senza più patria nè anima
senza alcun dio da pregare”
caos
no non m’appartiene questa terra





















