autore: marcodedomenico | 16 dicembre 2009

Røde Podcaster USB

categorie: tips & tricks

Røde Podcaster USB

Alla fine ho deciso di scriverne un post.

Ne spreco spesso molti in argomenti che sono  troppo distanti dalla mia professione di speaker/doppiatore pubblicitario e tecnico del suono.

Di solito cerco di inserire una qualche notizia di lavoro, magari alla lontana. Chiudo con un bollettino lavorativo, raccontand

o di una grossa produzione nazionale. Ma troppo spesso parlo solo di me.

Ieri è arrivato l’oggetto ordinato in rete il giorno prima, un microfono professionale da studio che si chiama  Røde Podcaster USB.

E’ un microfono dinamico (dunque non a condensatore) la cui caratteristica principale è quella di trasformare internamente il suono analogico in suono digitale, e di emetterlo dunque sotto forma di “numeri” anzichè come forma d’onda.

Il giochetto è delicato, perché proprio la fase di trasformazione A/D (da analogico a digitale) che è chiamata  ”conversione” richiede un buon processore, che decide in sostanza cosa tenere del suono originale e cosa scartare.

E’ un processo che di norma è affidato alle schede audio, in certi casi addirittura ad un singolo oggetto separato, che può costare alcune migliaia di euro. In quest’arte, Apogee si colloca nell’olimpo dei convertitori A/D.

Qui con 195 euro sono entrato in possesso di un microfono più che onesto e di un convertitore molto buono.

L’audio è esente da qualunque fruscio, il campionamento avviene ovviamente in tempo reale e senza alcun artefatto.

I vantaggi sono molti, specialmente per chi come me ha l’esigenza di registrare in mobilità.

Come più volte ho scritto sul verde di queste pagine, non è raro che mi occorra registrare la voce mentre sono fuori studio. Possiedo una casa in montagna, mia moglie ne ha una al mare. Nei fine settimana capita spesso che frequentiamo appunto la Toscana e le Valli Bergamasche. In quelle occasioni, io porto con me una bellissima borsa da computer portatile con dentro il Macbook, il microfono Røde NT2, la scheda audio della Digidesign per Protools, una minischeda audio sempre di Digidesign per un Protools al volo, le cuffie Sennheiser HD25 (lo stato dell’arte per chi è speaker) oltre a un’infinità di cavetti usb, firewire, di alimentazione e quant’altro. Oltre a questo materiale, si aggiungono la chiavetta Ilock per le licenze di Protools, l’iPhone e rispettivi cavi.

Alla fine sembro una salsiccia che registra in macchina, letteralmente appallottolato nei cavi.

Ora il cavo è uno solo, quello che dal microfono va al Macbook, e la cuffia per l’ascolto è direttamente collegata al microfono, che possiede un’uscita minijack per il feedback in tempo reale. Ho provato a collegare le microcuffie in dotazione con iPod e iPhone e non sono affatto male.

In sostanza, non avrei quasi potuto desiderare di meglio.

Il prossimo passo sarà un’applicazione per iPhone che mi permetta di registrare dentro la mia voce raccolta direttamente dal Podcaster.

Ecco, questa è la prossima frontiera dell’incisione in mobilità, sarà la fine di un incubo e l’inizio di un sogno.

La mia cassetta degli attrezzi come si vede è ricolma di oggetti hi-tech, dei quali pare strano ma non riesco più a fare a meno. Il paradosso è che c’è sempre qualcosa che non funziona, che si inchioda, che cede oppure che diventa semplicemente obsoleta perché in questo campo l’obsolescenza viaggia a Mach tre.

Il paradosso è che spesso, più spesso di quanto vorrei, perdo molto tempo a far funzionare quel che dovrebbe servirmi a farmi risparmiare tempo.

Ad ogni buon conto, la componente ludica del mio lavoro continua ad avere la meglio su tutte le altre. Finché sarà così, non temo nulla.

Allego a questo post una foto scattata pochi minuti fa qui in studio di registrazione, con il Røde in primissimo piano, ultimo oggettino da aggiungere alla pila di quelli che ho già fatto miei.

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Commenti (8)

  1. |

    Ciao Marco, una domandina al volo….
    Come mai hai scelto un microfono dinamico per effettuare le tue registrazioni on-the-road??
    Mi pare esistano anche a condensatore USB.

    Non è piuttosto strano per un professionista come te usarne uno dinamico di microfono per incidere. O no?!

    P.s: Ultimamente i tuoi post sono eccezzionali! Hai mai pensato di realizzare un podcast invece di un blog (o in aggiunta)….?

  2. |

    P.P.S: Come sempre Røde non si smentisce per la sua qualità!
    (per scrivere Røde con quella “O” ho dovuto fare copia incolla dal tuo blog)
    Ma il Mac c’è l’ha come tasto di default?! ;-)
    SALUTI

  3. |

    Ciao James,
    ho scelto un dinamico perchè fra i microfoni USB era l’unico che avesse un’uscita monitor per le cuffie incorporata.
    Siccome sapevo perfettamente che avrei avuto una certa latenza (il Macbook non è certo performante come il MacPro) era indispensabile che potessi ascoltare la mia voce in tempo reale.
    E il Røde (devi fare Alt + o) era appunto l’unico ad avere questa possibilità, ed era un dinamico. Pazienza, ti garantisco che il suono è comunque eccellente.
    Non ho mai pensato a un podcast ma adesso… prometto di ragionarci almeno su.
    Mi informo e mi attivo.
    Grazie mille per il suggerimento!!!

  4. |

    Marcolino, ci fai sentire il suono?

  5. |

    Ok Mario, entro domattina ti allego il primo audio inciso oggi in auto con il Podcaster.
    Ciao!

  6. |

    Ciao Marco, domanda da 1.000.000 di dollari! :o )
    Ma quando tu registri in mobilità con il tuo Mac Book e il microfono USB della RODE, che software usi? Immagino non il Pro Tools (perché manca l’hardware)…
    Grazie!!

  7. |

    Ciao Gianluca,
    uso Audacity ma solo perchè Protools non riconosce il microfono.
    Uso comunque poi Protools per l’editing, il mix e il mastering grazie a Protools Mini che è una specie di chiavetta USB con dentro PT.
    A presto!

  8. |

    Fantastico! Me ne intendo poco, ma è possibile utilizzare questo microfono anche per le dirette? Suppongo di no…

    Quando registri in auto, come fai con il riverbero?

    Buon week end, allla prossima, Omar

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