Archivio di dicembre 2009

autore: marcodedomenico | 30 dicembre 2009

Terra di nessuno

categorie: altro

IMG_0381I giorni che separano il Natale dalla fine dell’anno sono terra di nessuno. In pochi lavorano seriamente dal 27 al 31 dicembre, si attende l’ultimo giorno dell’anno e si tenta di limare il cappotto adiposo che si è fatto ipertrofico con i bagordi delle feste.

Io sono in montagna, il caminetto è acceso, fuori le nuvole sono basse e il cielo è grigio, mia moglie è sul divano che legge “Dolceattesa”, io invece fingo di lavorare sul MacBook.

Ieri ho foderato l’armadio della stanza degli ospiti della mia casetta di montagna con del materiale fonoassorbente e ignifugo.

Ho eliminato il bastone che serviva per tenere su gli ometti, ho fatto un foro dall’alto e vi ho calato un’asta microfonica collegata al mio nuovo Rode Broadcaster USB.

Il risultato è stratosferico!!

Ora in definitiva anzichè scendere in macchina di continuo (qui l’inverno è davvero rigido e la macchina è fuori) mi limito a infilarmi nell’armadio, dentro il quale ho messo anche uno sgabello.

Mi siedo sullo sgabello, davanti a me ho il microfono ma in sospensione, arriva dall’alto quindi sotto non ho alcun filo. Le cuffie (le mie mitiche Sennheiser HD25, stato dell’arte della cuffia monitor da spekaer) sono direttamente collegate al microfono per via dell’uscita audio minijack di cui è dotato.

Il computer portatile resta fuori, mi trovo più comodo.

Leggo i testi degli spot dall’iPhone.

Ieri mi sono collegato via Skype con un mio cliente dell’Emilia e insieme abbiamo inciso una ventina di spottini locali, mi sono divertito parecchio.

Non immaginavo nemmeno che il suono fosse così buono, perchè nonostante tutto è sempre un’armadio adattato a cabina speaker.

Comunque, l’ingegno è sempre all’opera, mi piace trovare soluzioni utili e originali per il mio lavoro.

In questi giorni di vacanza conto di lavorare ancora qualcosina, mi dispiacerebbe restare senza davvero nulla da fare per tutti questi giorni.

Ed ora parliamo del nuovo anno. Quando ripenso all’inizio del 2009 mi viene da piangere. Potrei dire di non aver fatto quasi nulla fino ai primi di marzo. Quanto ho prodotto nei primi due mesi dell’anno, sarebbe stato tranquillamente comprimibile in un paio di giorni di lavoro ben assestati. E’ stata un’agonia che sembrava non finire mai, ricordo ancora adesso quelle settimane di nulla da fare come un’interminabile sequenza di giornate infinite passate su internet, fuori a fumare e al telefono in cerca di qualche nuovo contatto.

Il duemiladieci mi sembra migliore a partire dal nome, niente di male può succedere ad un anno il cui numero è così bello intero. Divisibile oltre che per uno e per se stesso, anche per due e per cinque. Ogni numero divisibile per cinque mi mette serenità e mi regala un senso di pienezza e di compattezza. Forse perchè sono nato il venticinque dell’anno millenovecentosettantacinque.

A proposito, il duemiladieci sarà anche l’anno dei miei trentacinque e l’anno che a maggio (mese numero cinque!) mi vedrà diventare padre.

Per adesso, potrei non desiderare null’altro. Tutto quello che sarà, sarà un bel regalo che cercherò di accogliere nel migliore dei modi.

Il duemiladieci sarà (almeno nelle mie intenzioni) anche un anno “virtuoso” nei confronti della mia salute.

In autunno comincerò la cura per una malattia che mi porto dietro da troppi anni ormai. Per cominciare questa cura dovrò perdere peso.

Siccome siamo arrivati a vette stratosferiche, non credo sarà poi così difficile perdere una dozzina di chili.

La mia nuova Nintendo Wii, dice che vista la mia altezza e la mia struttura, dovrei pesare 74 chili. E’ un vero piacere scoprire che vestito ne peso 123. E non sono nemmeno ricco e famoso come Bud Spencer!!!

Comunque, quest’anno dunque dieta, smettere di fumare, cominciare a diventare padre, guadagnare di più.

Ma i buoni propositi invernali si sa, si sciolgono come  neve al sole della primavera.

Audio inciso e mixato “in armadio” Coda Fopla da Gelsi

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autore: marcodedomenico | 21 dicembre 2009

Regalo di Natale…

categorie: altro

fotoQuesta mattina mi sono recato presso il solito sportello Bancomat della Popolare di lodi per prelevare qualche euro.

Ma arrivato a pochi passi dalla banca… ho cominciato a ridere. Ridere, ridere, ridere ancora….

Allego fotografia del “mio” bancomat.

Quest’anno per qualcuno sarà un Natale davvero ricco!

Tanti cari auguri a tutti i lettori di Usalavoce!!!

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autore: marcodedomenico | 18 dicembre 2009

Some beach

categorie: altro

IMG_0334Accanto e di fronte a me, altre tre poltroncine nere in pelle dal design accattivante.

Sulla quarta sono seduto io.

Se alzo lo sguardo leggo ” Cassa”, ed è una specie di finestra nel muro che fa da sfondo alla concessionaria Volkswagen presso la quale ho portato la Dedomobile per il tagliando.

Su questo bel tavolino di ciliegio ho appoggiato l’iPhone che in questo momento è il mio modem, il MacBook al minimo della luminosità così le pile durano di più, e le cuffiette. iTunes in questo momento riproduce una selezione di musica natalizia che mi giunge da una radio finlandese che trasmette sul web.

I proprietari delle auto che condividono la sorte della mia sono qui intorno a me, mi guardano come se una piramide di cristallo emettesse raggi fotonici in grado di cambiare il dna umano! ;)

Questa è tecnologia, questa è mobilità, questo è telelavoro, questa è indipendenza digitale, questo è il futuro.

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autore: marcodedomenico | 16 dicembre 2009

Røde Podcaster USB

categorie: tips & tricks

Røde Podcaster USB

Alla fine ho deciso di scriverne un post.

Ne spreco spesso molti in argomenti che sono  troppo distanti dalla mia professione di speaker/doppiatore pubblicitario e tecnico del suono.

Di solito cerco di inserire una qualche notizia di lavoro, magari alla lontana. Chiudo con un bollettino lavorativo, raccontand

o di una grossa produzione nazionale. Ma troppo spesso parlo solo di me.

Ieri è arrivato l’oggetto ordinato in rete il giorno prima, un microfono professionale da studio che si chiama  Røde Podcaster USB.

E’ un microfono dinamico (dunque non a condensatore) la cui caratteristica principale è quella di trasformare internamente il suono analogico in suono digitale, e di emetterlo dunque sotto forma di “numeri” anzichè come forma d’onda.

Il giochetto è delicato, perché proprio la fase di trasformazione A/D (da analogico a digitale) che è chiamata  ”conversione” richiede un buon processore, che decide in sostanza cosa tenere del suono originale e cosa scartare.

E’ un processo che di norma è affidato alle schede audio, in certi casi addirittura ad un singolo oggetto separato, che può costare alcune migliaia di euro. In quest’arte, Apogee si colloca nell’olimpo dei convertitori A/D.

Qui con 195 euro sono entrato in possesso di un microfono più che onesto e di un convertitore molto buono.

L’audio è esente da qualunque fruscio, il campionamento avviene ovviamente in tempo reale e senza alcun artefatto.

I vantaggi sono molti, specialmente per chi come me ha l’esigenza di registrare in mobilità.

Come più volte ho scritto sul verde di queste pagine, non è raro che mi occorra registrare la voce mentre sono fuori studio. Possiedo una casa in montagna, mia moglie ne ha una al mare. Nei fine settimana capita spesso che frequentiamo appunto la Toscana e le Valli Bergamasche. In quelle occasioni, io porto con me una bellissima borsa da computer portatile con dentro il Macbook, il microfono Røde NT2, la scheda audio della Digidesign per Protools, una minischeda audio sempre di Digidesign per un Protools al volo, le cuffie Sennheiser HD25 (lo stato dell’arte per chi è speaker) oltre a un’infinità di cavetti usb, firewire, di alimentazione e quant’altro. Oltre a questo materiale, si aggiungono la chiavetta Ilock per le licenze di Protools, l’iPhone e rispettivi cavi.

Alla fine sembro una salsiccia che registra in macchina, letteralmente appallottolato nei cavi.

Ora il cavo è uno solo, quello che dal microfono va al Macbook, e la cuffia per l’ascolto è direttamente collegata al microfono, che possiede un’uscita minijack per il feedback in tempo reale. Ho provato a collegare le microcuffie in dotazione con iPod e iPhone e non sono affatto male.

In sostanza, non avrei quasi potuto desiderare di meglio.

Il prossimo passo sarà un’applicazione per iPhone che mi permetta di registrare dentro la mia voce raccolta direttamente dal Podcaster.

Ecco, questa è la prossima frontiera dell’incisione in mobilità, sarà la fine di un incubo e l’inizio di un sogno.

La mia cassetta degli attrezzi come si vede è ricolma di oggetti hi-tech, dei quali pare strano ma non riesco più a fare a meno. Il paradosso è che c’è sempre qualcosa che non funziona, che si inchioda, che cede oppure che diventa semplicemente obsoleta perché in questo campo l’obsolescenza viaggia a Mach tre.

Il paradosso è che spesso, più spesso di quanto vorrei, perdo molto tempo a far funzionare quel che dovrebbe servirmi a farmi risparmiare tempo.

Ad ogni buon conto, la componente ludica del mio lavoro continua ad avere la meglio su tutte le altre. Finché sarà così, non temo nulla.

Allego a questo post una foto scattata pochi minuti fa qui in studio di registrazione, con il Røde in primissimo piano, ultimo oggettino da aggiungere alla pila di quelli che ho già fatto miei.

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autore: marcodedomenico | 14 dicembre 2009

Il vento del perdono

categorie: altro

Scrivo poco in queste settimane perchè c’è poco da dire.

Ho comprato ieri una motosega per fare a tranci un po’ più piccoli quelle sequoie  da Appalachi che il commerciante di legnami mi ha venduto spacciandole come legna pronta per il caminetto. Mi sto divertendo moltissimo, mi sento a metà fra Brian De Palma in Scarface e un boscaiolo degli Appalachi, appunto.

Acquisti anche oggi, in ambito più hi tech. Ho ordinato sul web un microfono Rode professionale ma USB, per collegarlo direttamente al Macbook quando incido in auto. Un grande aiuto perchè quando lavoro in macchina sono praticamente avvolto a salsiccia da chilometri di cavi.

Arriva domani nel pomeriggio, come sempre sono molto curioso.

Sono triste oggi, non solo perchè c’è poco da fare e perchè temo che il 2010 non sarà un grande anno per me sotto il profilo del lavoro, ma perchè ieri pomeriggio quel che è accaduto in Piazza del Duomo a  Berlusconi mi ha un po’ sconvolto.

Niente giustifica la violenza, mai.

Casini ha detto “senza ma e senza se”, che è una frase fatta e come tale mi fa un po’ schifo, però ha ragione.  Berlusconi è quello che è, ma a dispetto di quanto si dice a riguardo del suo potere sui media, la rete è piena di siti, di gruppi su Facebook, di canali su Youtube e quant’altro che lo vorrebbero sotto un treno.

Io ieri sera al notiziario ho visto un vecchio sanguinante e con lo sguardo nel vuoto al quale avevano appena spaccato un labbro, il naso e due denti.

Chi ha visto una giusta ricompensa per le malefatte di una vita, chi ha visto un gesto dovuto, chi ha visto che era ben poca cosa rispetto al conto da pagare, si guardi dentro. Quando avrà visto il vuoto, vada dall’oculista, glielo pago io.

Se questa è la democrazia, che sia. Io sono nato all’interno di una democrazia, non conosco altra forma di governo e temo che questa nonostante tutto sia la migliore, ma non accetto la violenza. Non ricordo di aver mai menato nessuno, non mi piacciono sentimenti come rancore, insofferenza, intolleranza. Non accetto che si usino le mani per farsi giustizia e almeno nell’ambito della teoria, sarei per la pace nel senso più ampio possibile della parola.

Mi interesso poco di politica, la seguo da simpatizzante, non ho mai avuto la tessera di nessun partito e nemmeno ci tengo. Non sono con nessuna Associazione se non quella di categoria (però non vado alle Assemblee e nemmeno delego qualcuno) e per principio non giudico nessuno senza prove. Ora più che mai, ora che ho imparato che siamo tutti innocenti o solo presunti colpevoli fino a prova contraria e non viceversa.

Ho dolore per tutti quelli che odiano Berlusconi, ho dolore per tutti quelli che sono in grado di provare odio, sentimento che non serve a nulla se non a farci vivere peggio.

La domanda è: si vive meglio nell’odio o nell’amore?

Non sono Gandhi, King, Mandela e nemmeno il Papa, ma ogni persona a cui il Cielo ha fatto il dono del buon senso conoscerebbe la risposta senza nemmeno doverci pensare.

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autore: marcodedomenico | 4 dicembre 2009

Tommy Hilfigher

categorie: altro

A volte penso che se non avessi il mio lavoro, sarei molto meno di un uomo che non fa lo speaker.

Ci sono momenti di congestione qui in studio che mi esaltano.

Quando le email si formano più rapidamente in Posta in arrivo di quante non ne riesca ad evadere, quando vengo continuamente interrotto dal cellulare che squilla perchè c’è un nuovo lavoro all’orizzonte, un preventivo da fare o una chiamata certa per una grande produzione.

Ecco, in quei pomeriggi lunghi come un singolo respiro io sono indaffarato e contento.

L’altro ieri alle nove e mezza del mattino avevo già inciso il nuovo spot radio di Citroen e prodotto cinque puntate del mio programma radiofonico che si chiama One hour ed è in onda su un sacco di radio locali.

Alle tre del pomeriggio chiudevo il collegamento digitale che stabilisco almeno due volte alla settimana con gli studi di MTV per incidere i promo natalizi di Nickelodeon, canale 604 di Sky e di cui sono la voce ufficiale.

A seguire ancora spot, un documentario e un bellissimo comunicato in onda su 105 e che cita un marchio importante e raffinato come Tommy Hilfigher.

A sera ho spento tutte le macchine in studio e un bel silenzio compatto ha sostituito il ronzìo dei monitor e dei Mac.

Ho chiuso la bocca contento, per la prima volta nella giornata, e sono salito in cucina per preparare la cena.

Perchè non è così tutti i giorni? Io mi conosco, sto veramente bene quando non c’è tempo per pensare, quando il tempo è speso per produrre, per fare cose buone, per dare una spintarella a quell’immensa giostra che è l’economia mondiale.

Siccome lo spot per Tommy Hilfigher è venuto veramente carino, lo allego a questo post.

Chi mi legge da un po’ sa che questo accade assai raramente, perchè qui non sono mai stato parco di complimenti a me stesso.

E si sa, miele e melassa non vanno molto d’accordo.

Spot TOMMY HILFIGER

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