
Terra di nessuno
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I giorni che separano il Natale dalla fine dell’anno sono terra di nessuno. In pochi lavorano seriamente dal 27 al 31 dicembre, si attende l’ultimo giorno dell’anno e si tenta di limare il cappotto adiposo che si è fatto ipertrofico con i bagordi delle feste.
Io sono in montagna, il caminetto è acceso, fuori le nuvole sono basse e il cielo è grigio, mia moglie è sul divano che legge “Dolceattesa”, io invece fingo di lavorare sul MacBook.
Ieri ho foderato l’armadio della stanza degli ospiti della mia casetta di montagna con del materiale fonoassorbente e ignifugo.
Ho eliminato il bastone che serviva per tenere su gli ometti, ho fatto un foro dall’alto e vi ho calato un’asta microfonica collegata al mio nuovo Rode Broadcaster USB.
Il risultato è stratosferico!!
Ora in definitiva anzichè scendere in macchina di continuo (qui l’inverno è davvero rigido e la macchina è fuori) mi limito a infilarmi nell’armadio, dentro il quale ho messo anche uno sgabello.
Mi siedo sullo sgabello, davanti a me ho il microfono ma in sospensione, arriva dall’alto quindi sotto non ho alcun filo. Le cuffie (le mie mitiche Sennheiser HD25, stato dell’arte della cuffia monitor da spekaer) sono direttamente collegate al microfono per via dell’uscita audio minijack di cui è dotato.
Il computer portatile resta fuori, mi trovo più comodo.
Leggo i testi degli spot dall’iPhone.
Ieri mi sono collegato via Skype con un mio cliente dell’Emilia e insieme abbiamo inciso una ventina di spottini locali, mi sono divertito parecchio.
Non immaginavo nemmeno che il suono fosse così buono, perchè nonostante tutto è sempre un’armadio adattato a cabina speaker.
Comunque, l’ingegno è sempre all’opera, mi piace trovare soluzioni utili e originali per il mio lavoro.
In questi giorni di vacanza conto di lavorare ancora qualcosina, mi dispiacerebbe restare senza davvero nulla da fare per tutti questi giorni.
Ed ora parliamo del nuovo anno. Quando ripenso all’inizio del 2009 mi viene da piangere. Potrei dire di non aver fatto quasi nulla fino ai primi di marzo. Quanto ho prodotto nei primi due mesi dell’anno, sarebbe stato tranquillamente comprimibile in un paio di giorni di lavoro ben assestati. E’ stata un’agonia che sembrava non finire mai, ricordo ancora adesso quelle settimane di nulla da fare come un’interminabile sequenza di giornate infinite passate su internet, fuori a fumare e al telefono in cerca di qualche nuovo contatto.
Il duemiladieci mi sembra migliore a partire dal nome, niente di male può succedere ad un anno il cui numero è così bello intero. Divisibile oltre che per uno e per se stesso, anche per due e per cinque. Ogni numero divisibile per cinque mi mette serenità e mi regala un senso di pienezza e di compattezza. Forse perchè sono nato il venticinque dell’anno millenovecentosettantacinque.
A proposito, il duemiladieci sarà anche l’anno dei miei trentacinque e l’anno che a maggio (mese numero cinque!) mi vedrà diventare padre.
Per adesso, potrei non desiderare null’altro. Tutto quello che sarà, sarà un bel regalo che cercherò di accogliere nel migliore dei modi.
Il duemiladieci sarà (almeno nelle mie intenzioni) anche un anno “virtuoso” nei confronti della mia salute.
In autunno comincerò la cura per una malattia che mi porto dietro da troppi anni ormai. Per cominciare questa cura dovrò perdere peso.
Siccome siamo arrivati a vette stratosferiche, non credo sarà poi così difficile perdere una dozzina di chili.
La mia nuova Nintendo Wii, dice che vista la mia altezza e la mia struttura, dovrei pesare 74 chili. E’ un vero piacere scoprire che vestito ne peso 123. E non sono nemmeno ricco e famoso come Bud Spencer!!!
Comunque, quest’anno dunque dieta, smettere di fumare, cominciare a diventare padre, guadagnare di più.
Ma i buoni propositi invernali si sa, si sciolgono come neve al sole della primavera.
Audio inciso e mixato “in armadio” Coda Fopla da Gelsi










