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	<title>Commenti a: Il confine sottile che passa fra le parole &#8220;cliente&#8221; e &#8220;rompiscatole&#8221;</title>
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	<description>Un professionista del doppiaggio spiega come utilizzare in modo professionale la propria voce</description>
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		<title>Di: marcodedomenico</title>
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		<dc:creator>marcodedomenico</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 17:06:06 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Francesco, ti rispondo subito: Non è una perdita, è un guadagno!
La tua storia (sempre scritta in modo spassoso) mi ha ricordato di un tale che tempo fa mi martoriava con frasi analoghe. Ho vissuto la sua autoeliminazione con lo stesso sollievo di un apneista che esce dall&#039;acqua dopo il record del mondo.
Non bastavano i clienti depressi, quelli poveri dentro e fuori e quelli cattivi pagatori. No, pare che la nostra categoria abbia anche bisogno degli esagitati, dei confusi e dei cerebrolesi.
Tanto per non farci mancare proprio nulla... 
A presto Frenzis, buon lavoro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Francesco, ti rispondo subito: Non è una perdita, è un guadagno!<br />
La tua storia (sempre scritta in modo spassoso) mi ha ricordato di un tale che tempo fa mi martoriava con frasi analoghe. Ho vissuto la sua autoeliminazione con lo stesso sollievo di un apneista che esce dall&#8217;acqua dopo il record del mondo.<br />
Non bastavano i clienti depressi, quelli poveri dentro e fuori e quelli cattivi pagatori. No, pare che la nostra categoria abbia anche bisogno degli esagitati, dei confusi e dei cerebrolesi.<br />
Tanto per non farci mancare proprio nulla&#8230;<br />
A presto Frenzis, buon lavoro.</p>
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		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.usalavoce.it/2009/07/07/il-confine-sottile-che-passa-fra-le-parole-cliente-e-rompiscatole/comment-page-1/#comment-921</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 16:57:53 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Marco, posso secondo te non dire la mia su un così appetitoso argomento? Condividendo con te quasi lo stesso mestiere (tu molto più in grande, chapeau), mi sono anch&#039;io imbattuto in clienti con forti deficit cognitivi e forte surplus di invadenza. Ne cito uno. Il signor B. ha 40 anni ed ha un&#039;agenzia di produzioni video: molto professionali le sue attrezzature, le riprese sono davvero eccellenti. E&#039; in grado anche di fare casting di modelli e modelle, grande organizzazione, non c&#039;è che dire. In più è uno straordinario procacciatore di contratti. Insomma, una sola persona che catalizza su di sé la figura di amministrativo, account, responsabile casting, camera-man, regista, ecc. Ma tra tutte queste virtù, purtroppo ne manca una, forse la più importante: avere le idee chiare. Recentemente mi ha commissionato un concept per una sala ricevimenti. Ho raccontato - credo in modo nuovo rispetto allo stereotipo dello &quot;scenario suggestivo ed elegante in un oasi di verde e relax&quot; - ho raccontato attraverso uno storyboard una piccola storia che trasferiva un messaggio semplice ma diverso. L&#039;obiettivo era superare il brusio comunicativo della solita poltiglia in onda sulle tv locali. &quot;Va benissimo, stupendo, spettacolo&quot;. Era fatta, aveva approvato. Qualche giorno dopo mi richiama e mi dice che non va per niente bene. Gli chiedo &quot;cosa&quot; non va bene. Non lo sa spiegare, fa giri di parole, tentenna, dice di buttare giù un&#039;altra idea. Gli faccio presente che non si può sparare nel mucchio, la creatività ha bisogno di un trampolino per prendere il volo, senza trampolino è solo un piccolo salto. Niente, non mi sa dire cosa mettere in evidenza nello spot, qual è il cuore strategico della campagna. Mi butto. Ma dopo la seconda proposta ecco lui: &quot;Mmm, non so. Al cliente non piacerà&quot;. &quot;Fallo decidere al cliente se non piace&quot;. &quot;No, aspetta: mi è venuta un&#039;idea. Me la vedo io, tranquillo&quot;. Qualche giorno dopo m&#039;arriva il sonoro da incidere, testo completamente rivisitato: la mano è quella di un&#039;analfabeta della comunicazione (&quot;Cerchi eleganza? Cerchi lo splendore di uno scenario da ricordare per lo sposo e la sposa? Scegli noi&quot;). Fa niente, si registra lo stesso. Poi mi chiama, mi dice: &quot;Senti, questo spot lo congeliamo. Direi di iniziare invece a pensare a quel concessionario che ti dissi l&#039;altra volta. Butta giù qualcosa: mi serve subito, anzi mi serviva più ieri che oggi, muoviti!&quot;. Al che dico basta. Gli mando un&#039;e-mail in cui gli dico che deve rivolgersi altrove. Da me ci sono degli step da seguire, ci sono delle procedure, non posso stare dietro alla sua schizofrenia lavorativa. Sparisce. Dopo 2 mesi si fa vivo: &quot;Ehi, ti mando un documentario da registrare. Chi c&#039;è? Dai, vedi un po&#039; se lo vuoi fare&quot;. Sinceramente non ho mai visto un cliente commissionare un ordine dicendo &quot;vedi un po&#039; se lo vuoi fare&quot;. Vabbe&#039;, gli rispondo: &quot;Il costo è di xx euro. Queste le coordinate per il bonifico. Per far partire l&#039;ordine attendo il pagamento. Grazie per avermi scelto di nuovo, felice di rileggerti&quot;. Risultato? Sparito. Chiudo (mi scuso per la prolissità) con un domanda per Marco: secondo te perdere questo cliente si può definire davvero una perdita? ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Marco, posso secondo te non dire la mia su un così appetitoso argomento? Condividendo con te quasi lo stesso mestiere (tu molto più in grande, chapeau), mi sono anch&#8217;io imbattuto in clienti con forti deficit cognitivi e forte surplus di invadenza. Ne cito uno. Il signor B. ha 40 anni ed ha un&#8217;agenzia di produzioni video: molto professionali le sue attrezzature, le riprese sono davvero eccellenti. E&#8217; in grado anche di fare casting di modelli e modelle, grande organizzazione, non c&#8217;è che dire. In più è uno straordinario procacciatore di contratti. Insomma, una sola persona che catalizza su di sé la figura di amministrativo, account, responsabile casting, camera-man, regista, ecc. Ma tra tutte queste virtù, purtroppo ne manca una, forse la più importante: avere le idee chiare. Recentemente mi ha commissionato un concept per una sala ricevimenti. Ho raccontato &#8211; credo in modo nuovo rispetto allo stereotipo dello &#8220;scenario suggestivo ed elegante in un oasi di verde e relax&#8221; &#8211; ho raccontato attraverso uno storyboard una piccola storia che trasferiva un messaggio semplice ma diverso. L&#8217;obiettivo era superare il brusio comunicativo della solita poltiglia in onda sulle tv locali. &#8220;Va benissimo, stupendo, spettacolo&#8221;. Era fatta, aveva approvato. Qualche giorno dopo mi richiama e mi dice che non va per niente bene. Gli chiedo &#8220;cosa&#8221; non va bene. Non lo sa spiegare, fa giri di parole, tentenna, dice di buttare giù un&#8217;altra idea. Gli faccio presente che non si può sparare nel mucchio, la creatività ha bisogno di un trampolino per prendere il volo, senza trampolino è solo un piccolo salto. Niente, non mi sa dire cosa mettere in evidenza nello spot, qual è il cuore strategico della campagna. Mi butto. Ma dopo la seconda proposta ecco lui: &#8220;Mmm, non so. Al cliente non piacerà&#8221;. &#8220;Fallo decidere al cliente se non piace&#8221;. &#8220;No, aspetta: mi è venuta un&#8217;idea. Me la vedo io, tranquillo&#8221;. Qualche giorno dopo m&#8217;arriva il sonoro da incidere, testo completamente rivisitato: la mano è quella di un&#8217;analfabeta della comunicazione (&#8221;Cerchi eleganza? Cerchi lo splendore di uno scenario da ricordare per lo sposo e la sposa? Scegli noi&#8221;). Fa niente, si registra lo stesso. Poi mi chiama, mi dice: &#8220;Senti, questo spot lo congeliamo. Direi di iniziare invece a pensare a quel concessionario che ti dissi l&#8217;altra volta. Butta giù qualcosa: mi serve subito, anzi mi serviva più ieri che oggi, muoviti!&#8221;. Al che dico basta. Gli mando un&#8217;e-mail in cui gli dico che deve rivolgersi altrove. Da me ci sono degli step da seguire, ci sono delle procedure, non posso stare dietro alla sua schizofrenia lavorativa. Sparisce. Dopo 2 mesi si fa vivo: &#8220;Ehi, ti mando un documentario da registrare. Chi c&#8217;è? Dai, vedi un po&#8217; se lo vuoi fare&#8221;. Sinceramente non ho mai visto un cliente commissionare un ordine dicendo &#8220;vedi un po&#8217; se lo vuoi fare&#8221;. Vabbe&#8217;, gli rispondo: &#8220;Il costo è di xx euro. Queste le coordinate per il bonifico. Per far partire l&#8217;ordine attendo il pagamento. Grazie per avermi scelto di nuovo, felice di rileggerti&#8221;. Risultato? Sparito. Chiudo (mi scuso per la prolissità) con un domanda per Marco: secondo te perdere questo cliente si può definire davvero una perdita? <img src='http://www.usalavoce.it/wordpress_it_IT_285/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Diego</title>
		<link>http://www.usalavoce.it/2009/07/07/il-confine-sottile-che-passa-fra-le-parole-cliente-e-rompiscatole/comment-page-1/#comment-920</link>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 23:06:42 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; un po&#039; diversa la storia ma mi vien da pensare a mia cognata di mestiere avvocato. Appena gli &quot;amici&quot; (soliti conoscenti vari che una vita sociale e lavorativa media comporta) vengono a sapere che lavoro fa, scatta prima o dopo, il consiglio o &quot;parerino&quot;. 
Le prime volte ci &quot;cascava&quot;. Poi qndo ha capito che &#039;sta gente nn si accontentava di una consulenza sulle generali, insomma un &quot;indirizzamento&quot; ma era in parte preparata e mediante più telefonate...rompeva er ca (per dirla alla Proietti eheh)e  voleva si approfondisse, il che a qque professionista comporta tempo e il tempo è denaro...lei taglia corto ed esibisce il costo stabilito dall&#039;albo per il parere:250euro iva esclusa. Pensi che lo chiedano a lei a quel punto? scompaiono. Piuttosto fanno regolare richiesta ad altro avvocato.
Caro Marco ora hai preso le misure a tale tipo di &quot;clientela&quot;.
Ti rinnovo vivissimi complimeti per il tuo interessante blog - Diego</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un po&#8217; diversa la storia ma mi vien da pensare a mia cognata di mestiere avvocato. Appena gli &#8220;amici&#8221; (soliti conoscenti vari che una vita sociale e lavorativa media comporta) vengono a sapere che lavoro fa, scatta prima o dopo, il consiglio o &#8220;parerino&#8221;.<br />
Le prime volte ci &#8220;cascava&#8221;. Poi qndo ha capito che &#8217;sta gente nn si accontentava di una consulenza sulle generali, insomma un &#8220;indirizzamento&#8221; ma era in parte preparata e mediante più telefonate&#8230;rompeva er ca (per dirla alla Proietti eheh)e  voleva si approfondisse, il che a qque professionista comporta tempo e il tempo è denaro&#8230;lei taglia corto ed esibisce il costo stabilito dall&#8217;albo per il parere:250euro iva esclusa. Pensi che lo chiedano a lei a quel punto? scompaiono. Piuttosto fanno regolare richiesta ad altro avvocato.<br />
Caro Marco ora hai preso le misure a tale tipo di &#8220;clientela&#8221;.<br />
Ti rinnovo vivissimi complimeti per il tuo interessante blog &#8211; Diego</p>
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		<title>Di: marcodedomenico</title>
		<link>http://www.usalavoce.it/2009/07/07/il-confine-sottile-che-passa-fra-le-parole-cliente-e-rompiscatole/comment-page-1/#comment-909</link>
		<dc:creator>marcodedomenico</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 12:07:54 +0000</pubDate>
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		<description>Hai ragione fabio. Che ti posso dire? Mi sono lasciato convincere e ho sbalgiato. Punto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai ragione fabio. Che ti posso dire? Mi sono lasciato convincere e ho sbalgiato. Punto.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Fabio</title>
		<link>http://www.usalavoce.it/2009/07/07/il-confine-sottile-che-passa-fra-le-parole-cliente-e-rompiscatole/comment-page-1/#comment-908</link>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 12:06:24 +0000</pubDate>
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		<description>Brutta cosa.. :-(
però in realtà si dovrebbe dire di &quot;No&quot; piuttosto che far credere che una prestazione professionale possa valere così poco, altrimenti ci perdono tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Brutta cosa.. <img src='http://www.usalavoce.it/wordpress_it_IT_285/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /><br />
però in realtà si dovrebbe dire di &#8220;No&#8221; piuttosto che far credere che una prestazione professionale possa valere così poco, altrimenti ci perdono tutti.</p>
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