Archivio di maggio 2009

autore: marcodedomenico | 28 maggio 2009

61 Km/h

categorie: altro

Era un giorno bellissimo, lo scorso 12 aprile. Il cielo sopra la Maremma era blu, il sole caldo e docile, la mia piccola Citroen C1 scorreva serena sulle provinciali dell’entroterra.

Una gita domenicale con mia moglie, i panorami che fermano il respiro dei quali ho ampiamente parlato in questo blog, un autovelox.

Sulle provinciali e le statali della Maremma verrebbe voglia di spalancare il gas, di dare fiato alle trombe, di sciogliere le briglie ai cavalli delle auto.

Io ho una Citroen C1 nera, un brufoletto buffo che ispira tenerezza, di cavalli ne ha 68 ma sembrano molti meno. Scorrevo tranquillo sulla più larga, placida e sottotrafficata di queste provinciali a quattro minuti dalla una. Ora del pranzo, tutti a casa. Tutti a casa salvo lui, l’autovelox, che rilevava la mia auto a ben 61 chilometri orari in un tratto in cui il limite di velocità imposto è 50 all’ora.

170 euro di contravvenzione e soprattutto 5 punti della mia già martoriata patente.

Presso una famosissima località turistica  ho posteggiato in zona blu e da bravo cittadino ho pagato la sosta poichè l’unico posteggio per disabili era già occupato. Ho acquistato due cartoni di vino dando quindi altro danaro alla città. Ho acquistato quindi una cartina stradale della Toscana e consumato al bar. Sono stato poi obbligato a imboccare quella provinciale perchè il centro cittadino era chiuso per lavori.

Ma come, io vi do l’onore della mia visita, spendo per voi, vi pago il parchimetro, acquisto le vostre cose, contribuisco alla vostra ricchezza e voi mi trattate così? Mi obbligate a una deviazione e  sull’unica strada che si può percorrere ci mettete un autovelox?

Volevate rapinarmi a tutti i costi?

Vi do un consiglio gratis: le mascherine nere per gli occhi e il vestito a righe della Banda Bassotti costano molto meno di un Autovelox modello 104/E.

Ladri!

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autore: marcodedomenico | 20 maggio 2009

A Linus

categorie: altro

linus1E’ da  parecchio tempo che ci penso. Scrivo qualcosa su Linus?

L’idea mi preoccupa, perché conoscendo un po’ la logica (spietata e imperfettibile) dei motori di ricerca, questo scritto senz’altro sarà letto presto o tardi anche da lui e da chi lo conosce.

Io Linus non lo conosco, o meglio lo conosco per come lo conoscono tutti gli altri. Ne sento però la voce su Deejay. E la cosa buffa,  è che lui sente ogni giorno la mia voce su Deejay, negli spot, ma non sa chi sono.

Magia della telecomunicazione, che in virtù del fatto di essere appunto “tele”, ognuno sta dove crede e a diffondere la propria voce ci pensa la tecnologia.

Seguo Linus da quando cominciò a Deejay, e la mia stima in lui è cresciuta con la sua bravura. Su Youtube si trova il video della sua prima apparizione a Deejay Television. Io allora giocavo ancora con le figurine, eppure mi piaceva.

Buona parte della mia carriera di speaker e doppiatore pubblicitario è dovuta anche a lui. Immaginate di dover curare la parte artistica di tre radio e di un pezzo di televisione (fra un po’, molto più che un pezzo) e domandatevi quanta voglia avrete di andare anche in onda due ore ogni giorno. Nella testa un miliardo di impegni, un’agenda da ottavo stadio del Tetris, una moglie e due figli, le ore a correre, il giovedì a Roma da Capo de Capis, la responsabilità degli ascolti, l’incubo dell’Audiradio come la pagella del primo quadrimestre.

Evidentemente, Linus (l’uomo) è riuscito a sincronizzare perfettamente ogni cosa rimanendo lucidissimo. Provate ad ascoltare una sua intervista, chiunque sarebbe propenso a credere che mentre l’intervistato risponde lui stia pensando a tutt’altro, e forse è anche vero. Ma quando tocca a lui, parla con una lucidità che imbarazzerebbe anche il più consumato dei politici. Elabora in pochi attimi il contenuto di quel che l’intervistato ha detto, e procede con una battuta, un’allusione, un doppio senso con avvitamento logico, quindi la domanda successiva.

Linus è anche il Re dei transienti. Scivola da un argomento all’altro senza che nessuno se ne accorga. Ti trovi a ragionare sulle nuove cose domandandoti di continuo come abbia fatto a farti dimenticare le vecchie. Eppure era venti secondi fa!!!

E’ un’arte, quella della conduzione radiofonica. Con tempi micidiali: intro e outro dei dischi, la pubblicità che incombe, un milione di input dall’esterno da coagulare in pochi secondi di intervento.

Linus è il Signore di questa arte, il Michael Schumacher della Radio. Linus è Linus, un nome d’arte buffo e antico, a involucro di un nome reale che di radiofonico aveva davvero troppo poco per essere usato. Lui stesso dice che anche sua mamma lo chiama Linus, perfetto!

Ci sono mattine che ho decine di email di clienti che attendono le registrazioni, spot che devono andare in onda due ore dopo, programmi televisivi in montaggio, eppure non riesco. Dalle dieci a mezzogiorno io sono qui in studio, sul monitor del mio Mac però, in una traccia di Protools c’è scritto TUNER, ovviamente su Deejay. Poi, con calma, si registra.

Linus ti fa venire voglia di continuare a fare il tuo lavoro, esempio adamantino di come “volere” sia “potere” più di quanto si possa sospettare.

Quando le cose mi vanno male, quando soffro perchè vorrei fare di più e guadagnare di più, accendo Itunes e riascolto “Ascolta il consiglio”. A volte sei in testa, a volte resti indietro; la corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.

Mi rilasso, penso ad altro, chiudo Itunes e accendo la radio.

Grazie, Linus.

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autore: marcodedomenico | 6 maggio 2009

Benedetto country

categorie: altro

Si è appena ritirato il tornado che ha invaso questo blog, grazie al post su Susan Boyle.

Non avrei potuto avere idea migliore per decuplicare il numero dei miei lettori. Usalavoce è passato da 100 visitatori al giorno a quasi 1000.

Analizzando l’origine dei visitatori (Google offre un servizio gratuito di osservazione) si evinceva che la quasi totalità delle visite arrivava dalle parole chiave “Susan Boyle”. Appunto.

Non ho scritto quasi null’altro in questi giorni. Sarebbe stato come chiedere a Leonardo di ritoccare la Gioconda a lavoro ultimato. Fatte le debite proporzioni, s’intende. Sono già accusato da quasi tutti di essere troppo “pieno di me”.

Io controbatto che in realtà, sono troppo “ripieno di me”. Perchè con 115 chili e il 38% di massa grassa sono considerato dalla scienza medica “grande obeso”. Olè, è tutta  salute!!!

Non fumo da un mese, e non passa giorno che non desideri fumare una sigaretta. Ma perchè ogni cosa dev’essere una tortura?

Meno male che c’è il country. Ho rivisto l’altro ieri sera per l’ennesima volta il film su Johnny Cash. In questo momento in sottofondo c’è Daddy Sang Bass… poi arriveranno anche Ring of Fire e la mitica Folsom Prison Blues…

Dovevo nascere negli anni 30 a Nashville, lo dico sempre. Avrei cantato accanto a Elvis, June Carter, Johnny Cash e tutti gli altri. Mi sarei fatto di anfetamine, sarei vissuto poco e al massimo di me.

Benedetto country!

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