Avete mai immaginato di poter ascoltare la vostra voce in un momento di estrema tensione?
In situazioni critiche, istintivamente si tende ad urlare, nella speranza inconscia di essere ascoltati meglio e a maggiore distanza.
Sempre a livello inconscio, la tensione del corpo interessa anche i muscoli dell’epiglottide e del volto. Il risultato sonoro è ben più brutto di quanto si possa immaginare. La voce si fa stridula, sottile, sgraziata.
Nel doppiaggio italiano dei film ho sempre criticato quella modalità fin troppo delicata adottata dal doppiatore nel dare voce a personaggi coinvolti in scene pericolose e di tensione in generale.
Nella realtà, nessuno di noi parlerebbe così.
Con una leggera virata, intendo ora fare riferimento ai piloti di aeroplani. Credo ci sia a monte un addestramento piuttosto rigido nel gestire le situazioni d’emergenza. Il vantaggio reale ottenuto dalle ore passate in aria a simulare stalli, atterraggi in scivolata d’ala e altre amenità ai confini della fisica dei gravi, è che quando poi l’evento si verifica nella realtà, di norma il pilota è sereno, molto concentrato a risolvere la situazione, a salvare la propria vita (perchè siamo progettati per badare anzitutto al tornaconto personale) e poi se possibile anche quella degli altri.
Vi invito ad ascoltare con spirito critico quei magnifici documentari su Discovery Channel in cui vengono diffuse le comunicazioni radio REALI fra la torre di controllo e i piloti di aeroplani in avaria.
Mantengono un contegno quasi aristocratico, emettono suoni brevi e precisi, dicono solo l’indispensabile e con tono basso e profondo. Non c’è isteria, anche ad un ascolto attento non si percepisce alcun disagio, la prosa è funzionale al massimo. Stanno gestendo una situazione di grande tensione, ma nella voce non si sente. E’ spettacolare.
E’ uscita oggi la notizia e il video di un pilota americano che mentre sorvolava una città a bordo del suo piccolo aeroplano autocostruito, ha gestito con grande maestria un arresto totale dell’unico motore di bordo.
A elica ferma, questo ragazzo non si è minimamente perso d’animo, ha cercato con attenzione una strada, e l’ha usata come pista d’atterraggio. Incolumi sia lui che il fotoreporter che aveva a bordo.
Allego il video affinché anche voi possiate commentarlo a piacimento.
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/videodallarete/video737.shtml





















