Archivio di aprile 2009

autore: marcodedomenico | 23 aprile 2009

Parlare bene in pubblico…

categorie: in pubblico, per persuadere

Ragazzi, questo si che è parlare bene!

Nemmeno un piccolo difetto di pronuncia. Continue variazioni cromatiche del tono per tenere sempre destra l’attenzione, qualche battuta di spirito per alleggerire l’atmosfera, lunghe pause per lasciare tempo al pubblico di metabolizzare i concetti appena espressi.

Un genio della comunicazione verbale e non verbale. L’idolo degli esperti di comunicazione, riferimento assoluto di persuasione.

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autore: marcodedomenico | 23 aprile 2009

Atterraggio d’emergenza

categorie: altro

Avete mai immaginato di poter ascoltare la vostra voce in un momento di estrema tensione?

In situazioni critiche, istintivamente si tende ad urlare, nella speranza inconscia di essere ascoltati meglio e a maggiore distanza.

Sempre a livello inconscio, la tensione del corpo interessa anche i muscoli dell’epiglottide e del volto. Il risultato sonoro è ben più brutto di quanto si possa immaginare. La voce si fa stridula, sottile, sgraziata.

Nel doppiaggio italiano dei film  ho sempre criticato quella modalità fin troppo delicata adottata dal doppiatore nel dare voce a personaggi coinvolti in scene pericolose e di tensione in generale.

Nella realtà, nessuno di noi parlerebbe così.

Con una leggera virata, intendo ora fare riferimento ai piloti di aeroplani. Credo ci sia a monte un addestramento piuttosto rigido nel gestire le situazioni d’emergenza. Il vantaggio reale ottenuto dalle ore passate in aria a simulare stalli, atterraggi in scivolata d’ala e altre amenità ai confini della fisica dei gravi, è che quando poi l’evento si verifica nella realtà, di norma il pilota è sereno, molto concentrato a risolvere la situazione, a salvare la propria vita (perchè siamo progettati per badare anzitutto al tornaconto personale) e poi se possibile anche quella degli altri.

Vi invito ad ascoltare con spirito critico quei magnifici documentari su Discovery Channel in cui vengono diffuse le comunicazioni radio REALI fra la torre di controllo e i piloti di aeroplani in avaria.

Mantengono un contegno quasi aristocratico, emettono suoni brevi e precisi, dicono solo l’indispensabile e con tono basso e profondo. Non c’è isteria, anche ad un ascolto attento non si percepisce alcun disagio, la prosa è funzionale al massimo. Stanno gestendo una situazione di grande tensione, ma nella voce non si sente. E’ spettacolare.

E’ uscita oggi la notizia e il video di un pilota americano che mentre sorvolava una città a bordo del suo piccolo aeroplano autocostruito, ha gestito con grande maestria un arresto totale dell’unico motore di bordo.

A elica ferma, questo ragazzo non si è minimamente perso d’animo, ha cercato con attenzione una strada, e l’ha usata come pista d’atterraggio. Incolumi sia lui che il fotoreporter che aveva a bordo.

Allego il video affinché anche voi possiate commentarlo a piacimento.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/videodallarete/video737.shtml

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autore: marcodedomenico | 22 aprile 2009

Zelante

categorie: altro

zelante [ze-làn-te] agg., s.
• agg. Che compie con zelo, sollecitudine il proprio dovere: studente z.; anche, che sostiene con fervore una causa: uno z. sostenitore di un’ideologia politica; anche, con valore negativo o iron., pignolo: sei troppo z.
• s.m. e f. Nei sign. dell’agg., spec. con valore spreg.: non fare troppo lo z.

E’ bellissima la nostra lingua.
Chi è in grado di cogliere tutti i dettagli del nostro idioma, sarà senz’altro d’accordo più con la seconda definizione del dizionario che non con la prima.
Zelante è colui che fa bene il compitino, quello che non va a casa se la scrivania non è perfettamente ordinata, con gli oggetti allineati e in squadra con i bordi, quello che chiama la moglie per sapere se nella corsia dei detersivi deve acquistare quello con dentro i tenso anionici, quello che scambia di posto Anton Giulio con Anton Luca.

Siete contenti se vi danno dello “zelante”?
Sarà che mai aggettivo è stato più lontano dal mio mondo, ma io preferirei un vaffa!

Anton Giulio & Anton Luca

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autore: marcodedomenico | 22 aprile 2009

Usa la voce!!!

categorie: altro

Sto chiamando in questi giorni per lavoro il centralino di una grande impresa della Provincia di Varese che produce valvole e macchinari per la sabbiatura e la granigliatura.

Parte sempre una segreteria telefonica incisa dalla centralinista stessa.

Immagine sonora: rumori meccanici di sottofondo, la voce della signora (piuttosto in là negli anni) che con l’accentone lombardo più profondo mi invita ad attendere in linea. Altri rumori vari.

Questi fatturano qualche milione di euro all’anno, e non hanno cento euro per farsi incidere da uno studio professionale un messaggio decente di segreteria telefonica.

Io provo sempre qualche brivido quando ascolto queste cose… E’ così anche per voi.

Ricordo a TUTTI che chi volesse spendere qualche euro ed entrare in possesso di  in messaggio personalizzato di segreteria telefonica, inciso da un doppiatore professionista, mixato con una bella base musicale copyright free, può visitare il mio sito www.digitalphonerecording.it

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autore: marcodedomenico | 17 aprile 2009

Susan Boyle

categorie: televisione

susanboyletalent_lI più cattivi non esiterebbero un solo istante a chiamarla Susan Boyler!

Ha quarantasette anni ma ne dimostra almeno una decina in più, è pagnottella e non certo attraente.

Ma la sua voce è un mix fra Celine Dion e Dionne Warwick. Praticamente Celine Dionne Warick!

Questa donna si è presentata alla versione britannica di X Factor con una specie di tenda da cucina per vestito, due polpacci che sembrano due fiaschi di Chianti rovesciati e un’acconciatura degna di un Fox Terrier.

L’hanno presa per il culo, è naturale.

Ma poi ha aperto la bocca e lasciato a bocca aperta il pubblico in sala. Una voce strepitosa, potente e aggraziata, quasi perfettamente intonata, con un modo di modularla un po’ antico ma praticamente perfetto.

Quante volte dovremo riconoscere una totale distonia fra la voce e il volto prima di farcene una ragione? Perchè continuiamo a stupirci quando dentro un corpo non bello alberga una voce magnifica? Come se i due aspetti fossero ancorati!

Perchè purtroppo non è vero che l’occhio vuole la sua parte, l’occhio la parte se la prende quasi tutta, lasciando alle orecchie quel poco che serve per cogliere qualche possibile sfumatura. Così, di passaggio, senza impegno.

Quando accade (più spesso di quanto si pensi) che al cervello arrivino segnali contrastanti fra loro (vale il vecchio assioma della doppiatrice: bella voce, cesso atroce) il nostro santuario dell’omologazione crolla in tanti piccoli pezzi.

Ed ecco Susan Boyle, una specie di salsicciotto ungulato che canta divinamente. Perchè la voce e l’organismo che la ospita, per fortuna, rimangono due cose ben divise fra loro.

Parola di speaker non bello!

Ed ecco il link al video: http://www.youtube.com/watch?v=RxPZh4AnWyk

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autore: marcodedomenico | 16 aprile 2009

Maledette frasi fatte…

categorie: altro

E’ sempre più forte in me l’odio per le frasi fatte. Contagiato probabilmente da Andrea Camilleri che attraverso il Commissario Montalbano odia ogni forma di costruzione verbale precoconfezionata e incellofanata dall’uso, finisco per notarle come se fossero in grassetto e corpo 18 in mezzo a un testo corsivo corpo 10.

Preso alla sprovvista, per non saper né leggere né scrivere, fra il lusco e il brusco (che cazzo vuol dire poi?), volente o nolente, dalla testa ai piedi, fasciarsi la testa prima di essertela rotta, abbassare la cresta, a bocca asciutta, a buon mercato, a colpo d’occhio, a denti stretti, a destra e a manca (nessuno più dice “manca” anziché sinistra), farsi in quattro (macabro).

La più bella e stupida di tutte è “portare acqua al proprio mulino”. Ma se sono oramai cinque generazioni che compriamo la farina all’Esselunga. Ma quale mulino?

La domanda è sempre la stessa: perché? Forse perché non abbiamo altre parole più efficaci, oppure perché non siamo in grado di generare un’immagine più precisa e autentica di quella che appartiene al modo di dire…

E’ un fatto però che comincio seriamente ad odiare i modi di dire.

Sto leggendo in questi giorni “L’eleganza del riccio”, magnifico libro di un’autrice francese che si chiama Muriel Burbery che regala (non è esattamente un regalo ma sono i miei 18 euro spesi meglio dall’inizio dell’anno) un’infinità di interessanti spunti filosofici sulla vita.

Avevo in canna una serie di domande sul senso della vita, ed ecco quasi tutte le risposte. Ad avere un poco di fede, si può quasi fare a meno della Fede.

Mi sento più completo, ed è una sensazione che onestamente provo piuttosto di rado.

Il lavoro mi è esploso in mano (frase fatta). Negli ultimi due giorni ho inanellato una serie positiva di scelte nell’ambito del mio lavoro, che mi stanno portando a immediati e cospicui risultati. Mi auguro di proseguire così almeno per un po’.

Ho ricaricato le pile del mio cervello grazie a una magnifica vacanza in Toscana. Per quest’occasione, insieme a mia moglie ho visitato luoghi che penso porterò nell’animo per un lungo periodo. A chi può, suggerirei di percorrere la strada provinciale che da Grosseto porta, attraverso la Maremma, a Scansano. Da lacrime agli occhi per le bellezze del paesaggio.

Proseguo nella mia lotta contro il fumo, non tocco una sigaretta da dieci giorni, è un buon risultato. Inutile dire che il fumo mi manca, ma sarebbe come provare nostalgia per un pugno sul naso. Ne faccio a meno volentieri!

Fra qualche tempo sarà on line un breve film d’animazione che tratta in maniera buffa e intelligente la nostra Costituzione.

Nell’anno in cui è polemica sull’opportunità o meno di modificarla, è simpatico che esca un prodotto editoriale multimediale la cui parte audio è… naturalmente prodotta da me!

Maledette frasi fatte, quasi non se ne può fare a meno. E’ proprio vero, non ci sono più le mezze stagioni e piove sempre sul bagnato.

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