E’ sempre più forte in me l’odio per le frasi fatte. Contagiato probabilmente da Andrea Camilleri che attraverso il Commissario Montalbano odia ogni forma di costruzione verbale precoconfezionata e incellofanata dall’uso, finisco per notarle come se fossero in grassetto e corpo 18 in mezzo a un testo corsivo corpo 10.
Preso alla sprovvista, per non saper né leggere né scrivere, fra il lusco e il brusco (che cazzo vuol dire poi?), volente o nolente, dalla testa ai piedi, fasciarsi la testa prima di essertela rotta, abbassare la cresta, a bocca asciutta, a buon mercato, a colpo d’occhio, a denti stretti, a destra e a manca (nessuno più dice “manca” anziché sinistra), farsi in quattro (macabro).
La più bella e stupida di tutte è “portare acqua al proprio mulino”. Ma se sono oramai cinque generazioni che compriamo la farina all’Esselunga. Ma quale mulino?
La domanda è sempre la stessa: perché? Forse perché non abbiamo altre parole più efficaci, oppure perché non siamo in grado di generare un’immagine più precisa e autentica di quella che appartiene al modo di dire…
E’ un fatto però che comincio seriamente ad odiare i modi di dire.
Sto leggendo in questi giorni “L’eleganza del riccio”, magnifico libro di un’autrice francese che si chiama Muriel Burbery che regala (non è esattamente un regalo ma sono i miei 18 euro spesi meglio dall’inizio dell’anno) un’infinità di interessanti spunti filosofici sulla vita.
Avevo in canna una serie di domande sul senso della vita, ed ecco quasi tutte le risposte. Ad avere un poco di fede, si può quasi fare a meno della Fede.
Mi sento più completo, ed è una sensazione che onestamente provo piuttosto di rado.
Il lavoro mi è esploso in mano (frase fatta). Negli ultimi due giorni ho inanellato una serie positiva di scelte nell’ambito del mio lavoro, che mi stanno portando a immediati e cospicui risultati. Mi auguro di proseguire così almeno per un po’.
Ho ricaricato le pile del mio cervello grazie a una magnifica vacanza in Toscana. Per quest’occasione, insieme a mia moglie ho visitato luoghi che penso porterò nell’animo per un lungo periodo. A chi può, suggerirei di percorrere la strada provinciale che da Grosseto porta, attraverso la Maremma, a Scansano. Da lacrime agli occhi per le bellezze del paesaggio.
Proseguo nella mia lotta contro il fumo, non tocco una sigaretta da dieci giorni, è un buon risultato. Inutile dire che il fumo mi manca, ma sarebbe come provare nostalgia per un pugno sul naso. Ne faccio a meno volentieri!
Fra qualche tempo sarà on line un breve film d’animazione che tratta in maniera buffa e intelligente la nostra Costituzione.
Nell’anno in cui è polemica sull’opportunità o meno di modificarla, è simpatico che esca un prodotto editoriale multimediale la cui parte audio è… naturalmente prodotta da me!
Maledette frasi fatte, quasi non se ne può fare a meno. E’ proprio vero, non ci sono più le mezze stagioni e piove sempre sul bagnato.
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