In risposta a Mario Loreti, ma anche per soddisfare la curiosità di chi ritiene che sia quasi impossibile modificare la frequenza della propria voce senza alterare “la formante”, vale a dire l’impatto emotivo che i suoni hanno sulla nostra percezione uditiva, allego un limpido esempio.
Ho cantato (malissimo) una delle più belle canzoni di Elvis Presley, Love Me Tender.
Mi faccio ascoltare l’audio della sola ripresa microfonica della voce. Un suono crudo, ogni nota è leggermente stonata. Manca tutto salvo una certa precisione nei tempi di attacco e di uscita.
Dopodiché ascolterete lo stesso file audio, la stesa take, trattata con Melodyne per la correzione del pitch più una serie di effetti per renderla “ear friendly”.
Sarete (spero) tutti d’accordo con me sulla magia del mondo digitale.










Grazie per la demo!
Caspita.. se costruissero un chip che esegue in real time queste trasformazioni.. potrei diventare una rockstar
Ah, ah, ah,
))
Marco, non ce l’hai fatta a steccare più di tanto, neanche per scopi dimostrativi…!
E, già che c’eri, ne hai approfittato per mostrare una tutt’altro che brutta imitazione di Elvis !
E’ dura imbruttirsi volontariamente sia pur per motivi di scena…ci vuole una buona dose di autoironia… io non ci riesco neanche a Carnevale
Comunque ora che c’è questo Melodyne cadono le ultime certezze sulla bravura reale dei cantanti.
Come al solito c’è il fronte e c’è il retro della medaglia…
Meglio vedere il fronte, però
La stessa cosa l’ho pensata anch’io… i cantanti “famosi” ci prendono per il naso.
E’ troppo facile oggi offrire un prodotto impeccabile. Sono tutti intonati. Anche Tricarico!!!!
Concordo per te sul fronte della medaglia.
Anche se il retro… visto da dietro…….. ha i suoi innegabili pregi.