autore: marcodedomenico | 7 gennaio 2009

Ma quanto durano le vacanze?

categorie: altro

 Anni fa mi accorsi che dopo un lungo periodo di inattività, ricominciare il mio lavoro di speaker era più difficile.

La voce mal calibrata, imprecisa, inbolsita dall’ozio prolungato in passato mi stupiva e mi infastidiva. Ma professionalità è anche questo, no? Essere in grado di prevedere le reazioni dell’organismo con un certo anticipo, e disporre affinchè il Diesel si riaccenda adagio e senza eccessivi sbuffi.

Stamane, sotto quasi un metro di neve e infreddolito da tre quarti d’ora trascorsi a spalare il vialetto di casa, mi sono cimentato in un piccolo rifacimento di un audio inciso il giorno prima delle vacanze natalizie.

Beh, sembrava la voce di un altro! Mi sforzavo di imitarmi, affinchè il frammento reinciso "matchasse" alla perfezione con il resto ma il risultato era proprio scadente.

Calma, è già successo. Ed ecco venirmi in soccorso gli esercizi per scaldare la voce. Ero sereno, sapevo che sarebbe accaduto, quindi ho preso a pronunciare una serie di fonemi ideali per portare alla giusta temperatura l’impianto fonatorio. Anche l’articolazione era pessima, i suoni sembravano uscire come cubetti di ghiaccio da quei grossi frigo a due ante della General Electric.

Alla fine, il risultato era decente, visto si stampi!

Finite le vacanze, il lavoro è lì dietro un angolo. Un angolo cieco, a dir la verità, perchè non si vede nulla. La mia casella di posta elettronica fà l’eco, non c’è niente salvo una richiesta di incisione da un mio cliente inglese di un lunghissimo documentario che potrò registrare solo quando la traduttrice mi avrà consegnato la versione italiana dello script. Si parla di venerdì, dopodomani.

Per intanto dunque si cazzeggia amabilmente qui in studio, fra pianoforte, saxofono, luci soffuse, moquettes blu e caldo, tanto dolcissimo caldo….

Fuori nevica ancora, la neve ha coperto il verde del giardino che si osserva dalla finestra del mio studio, il panorama è invariabilmente bianco. La neve è stata la mia compagna di viaggio costante delle vacanze di Natale. Cinque giorni in Alto Adige mi hanno garantito panorami mozzafiato, per contro non si poteva muovere un passo senza essersi intabarrati a regola d’arte. Il termometro della  mia auto sul Passo Sella, fra Ortisei e Canazei, registrava un ricco -12 che avrei desiderato non leggere. Schiaffi in faccia di vento gelido, da banchisa polare.

Ma bello, tutto ammantanto, tutto silenzio, solo il rumore di neve che cade su altra neve. Nell’Ipod un Michel Petrucciani in gran forma ha fatto da colonna sonora ufficiale alle mie vacanze natalizie, scorse fra affetto e un velo di noia, tipica del Natale.

Ma quanto durano le vacanze? Avrei di nuovo voglia di lavorare!

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Commenti (10)

  1. |

    Ciao Marco, sono una tua insostenibile lettrice e trovo i tuoi articoli non solo interessanti, ma “conditi” di ironia ed autoironia che aiutano a vivere.
    Hai proprio ragione nel dire “Quanto durano le vacanze?”…sembra proprio che siano eterne.
    Per quanto mi riguarda non le amo perchè interrompono quel “sano “equilibrio che cerco di mantenere nelle cose di tutti i giorni.
    Secondo me dovrebbero essere più brevi per consentire, poi, ad ognuno di noi di ricominciare a lavorare con maggiore entusiasmo.
    Paola

  2. |

    Sarà… ma quando si sta veramente bene con se stessi e si conduce una vita piena, è bellissimo lavorare ed è bellissimo stare in vacanza.
    Come vestire in due stili diversi, di colori diversi, di epoche diverse… incantevole, magico, potersi reinventare ogni volta e recitare sul palcocenico della vita con nuovi costumi, con un testo appena inventato.
    Reinventati, no? Non dirmi che non lo sai fare ;-)
    Oppure puoi restare lì a farti scodinzolare intorno dalle depresse…

  3. |

    Buongiorno Marco,

    ho scoperto il tuo blog solo ieri, complimenti ho letto alcuni dei tuoi post e mi son sembrati davvero interessanti… Io ho da sempre subito un pò il fascino della “voce”, del modo in cui alcune persone sanno usarla, di ciò che è possibile fare esercitandola, plasmandola…

    Fin da bambino mi appassionava sentire le “voci fuori campo” nei documentari, nelle trasmissioni, negli spot televisivi… E non solo, mi sono sempre immaginato come fosse il mondo dello “studio” di registrazione.. Mi è sempre piaciuto volare con la fantasia :)

    Mi piacerebbe chiederti un parere, un consiglio… Ho 32 anni, secondo te è tardi per iniziare?
    Vivo a Milano e mi sono deciso a frequentare il corso di “Dizione e approccio alla recitazione” del CTA, pre-requisito base per frequentare poi i corsi di pre-doppiaggio, speakeraggio e doppiaggio (che è ciò che mi interessa).

    Da quel che ho letto nella tua bio, un pò il percorso che hai fatto te, con la differenza che avevi forse 10 anni di meno, e avevi già avuto delle esperienze nel campo (oltre al fatto che evidentemente, avevi già “un dono”.. Cosa che io devo ancora verificare del tutto)

    Insomma non so, da un lato sono molto stimolato da questo tipo di progetto che sto facendo per me, che mi riporta un pò ad una dimensione del “provare a fare ciò che davvero mi piace, per vivere”, dall’altra sono un pò intimorito dall’età (sarò “competitivo”, lavorativamente parlando?), dal fatto che ho già un buon lavoro di impiegato (buono nel senso della sicurezza del posto, non certo dell’entusiasmo….) e che sai, di questi tempi doversi poi trovare davanti ad una scelta futura “Lascio un posto fisso per un qualcosa che… Non so…” è sempre un pò difficile.

    Non so, intanto credo proprio che mi iscriverò al corso del CTA, inizia il prossmo 26 gennaio. Gli stimoli ci sono, e io credo anche le potenzialità per non farmi dire poi “Ho buttato via i soldi”.

    Spero di leggere tue considerazioni :)

    Buona giornata

    Alessandro

  4. |

    Per “Anonima”: ammetto di non saperlo fare, o meglio di non saperlo ancora fare. Reinventarsi è un’arte innata, oppure acquisita come frutto di un discreto sforzo psicologico.

    Al termine del corso di PNL che mi accingo a frequentare, quasi certamente saprò godere del mio tempo libero come di quello che passo davanti al microfono. :)

    E’ poi non è detto che sia brutto avere qualcuno che ti scondinzola in torno, no?

  5. |

    Ciao Ale, rispondo volentieri al tuo commento perché riporta questo mio post all’interno della strada che dovrebbe percorrere. Nasce infatti come un blog professionale sull’uso della voce, e finisce sempre che racconto i fatti miei.
    Ma è più forte di me, sono marcocentrico. ;)

    Allora, il primo passo vero che puoi compiere è l’iscrizione al CTA, lo hai capito perfettamente da te. Dopo il corso di dizione, fai anche il provino per il corso di doppiaggio, di predoppiaggio e di recitazione a microfono.
    Insomma studia tanto, anche se sospetti che la tua voce sia inadoperabile per questo lavoro.
    Quando ti senti pronto, ti metti sul campo e cominci ad allenarti. Bussi a qualche piccolo studio di registrazione, vai a seguire i doppiaggi (è sempre concesso) ti ascolti con attenzione i documentari (ora Capone non c’è più ma gli altri non sono male) e i film. Cerca i punti di criticità nella tua voce, individua le aree dove credi si possa migliorare, e poi procedi spedito.
    Il “dono” come lo chiami tu, è più che altro una propensione naturale all’ascolto critico. Io ti assicuro che si è speaker nelle orecchie, prima che nella bocca. Se impari ad ascoltare veramente, saprai anche cosa fare per rendere la tua voce migliore. E’ come andare in bici o sugli sci.
    Alla tua età non è facile, prevedo che il “grande salto” sarà difficile, e non è affatto detto che accadrà.
    Prova, prova e riprova. Però, meglio rimpianti o meglio rimorsi?

  6. |

    Grazie Marco,
    erano le considerazioni che desideravo leggere :)

    Continuerò a seguirti, su questo blog. E se ti và, ti aggiorno sul mio percorso.

    Se le cose vanno come mi piacerebbe andassero (non è detto che io cerchi il “grande salto” ad ogni modo), avrò ancora bisogno di confrontarmi con te.

    Buona giornata e buon lavoro

    Alessandro Cannarozzo

  7. |

    Buongiorno Marco,
    mi chiamo Enrico e avevo già lasciato un commento sul tuo blog, dove ti chiedevo di darmi un tuo parere circa alcuni miei doppiaggi amatoriali.
    La tua risposta mi ha fatto molto piacere, e ho cercato un corso o una scuola di recitazione nella mia zona ma, ahimè, non c’è proprio nulla.
    Sembra impossibile ma è così! Il corso più vicino è a 110 Km da dove abito, e i miei non sono disposta a portarmici una volta alla settimana, soprattutto per il fatto che ho iniziato quest’anno il liceo e quindi dovrei pensare solo a quello (per ora), e poi perchè entrambi lavorano e quindi non ci riuscirebbero comunque.
    Io sono disperato, il doppiaggio era e rimane tuttora la mia passione ed il mio più grande sogno ma sortunatamente non ho la possibilità di metterli in pratica.
    Vorrei sapere se esistono dei corsi in dvd o Cd (anche se sono certo che non è a stessa cosa..) per quanto riguarda dizione e recitazione.
    Tu ne sai qualcosa?
    PS: a 14 anni è presto per iniziare?

  8. |

    Ciao Enrico,
    no 14 anni non è presto per iniziare, andrebbe bene anche a 6 anni. La dizione dovrebbe essere insegnata a scuola!!!!
    Comunque capisco e condivido il punto di vista dei tuoi genitori, sarebbe un discreto sbattimento.
    Non credo che esistano corsi su CD o DVD, però senz’altro esistono pubblicazioni interessanti.
    La dizione in fondo sono semplici regole, è meglio partire da quelle e studiarsele con zelo.
    Cerca sul web qualcosa che possa fare al caso tuo e poi fammi sapere.
    Eventualmente qualche regoletta te la posso girare io qui sul web.
    Ti faccio un complimento che senz’altro gradirai: Per avere solo 14 anni scrivi molto bene, meglio del 98% dei tuoi coetanei. Ti invito a studiare con passione anche al Liceo, vedrai i risultati quando sarai adulto, e non ti pentirai mai delle ore trascorse sui libri che oggi ti sembrano infinite.

  9. |

    Ciao Marco,
    Ho molto gradito il tuo complimento e cercerò di impegnarmi al massimo al Liceo, anche se durante le ore di Latino prefereri trovarmi in sala ad esercitarmi nel doppiaggio..
    Seguirò il tuo consiglio, navigherò in rete fino a trovare qualcosa che possa sostituire, per ora, i corsi veri e propria.
    Se ciò non ti da troppo distrurbo magari ogni tanto potrei lasciare dei commenti per mostrarti ciò che trovo (non si sa mai se tutto quello che c’è sul Web isa totalmente attendibile..).
    Ti saluto e ti ringrazio di cuore per la tua attenzione.
    Enrico

  10. |

    Per Paola: brava, ottime parole. “Sano equilibrio”, anch’esso richiede esercizio e dedizione. Per sua natura, l’equilibrio è precario, le vacanze lo scuotono sempre un pochino!
    Leggimi sempre.

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