E’ il mio primo Natale dal quasi lodigiano. E’ anche il mio primo Natale da sposato. E’ il mio primo Natale da "capofamiglia".
Questo pomeriggio abbiamo sfruttato il giorno di festa settimanale e ci siamo tuffati nella bolgia degli acquisti natalizi.
Lodi, con le sue vie antiche di acciottolato, la sua Piazza quadrata e grandissima, i suoi negozi sempre aperti e sovralluminati ha fatto da contorno a questa passeggiata rallentata dagli acquisti e dai passeggini che intralciavano il traffico.
Ho ascoltato gli zampognari spandere il suono del loro goffo strumento per le vie di Lodi, ho respirato l’aria del Natale.
In Piazza un signore dietro una grande bancarella si è munito del microfonino di Ambra e urlazzava ai passanti le qualità organolettiche del suo magnifico torrone morbido. Anche nelle qualità senza zucchero e senza miele per diabetici. Forse era anche senza nocciole e senza mandorle. E senza ostia. Senza torrone in pratica!
Uno speaker non può non notare come parlano qui a Lodi. E’ una specie di milanese ma peggiore, involgarito dalle campagne, dai suoni gutturali tipici delle regioni del nord, degradati dalla parlata tipica dei borghi rurali. Il risultato è una catena di fonemi dal dubbio gusto artistico, che mal si conciliano specialmente con le donne ingioiellate e impellicciate che con i tacchi a spillo calpestano le vie del centro.
Lodi vive di un’economia propria e ricchissima, in gran parte dovuta al commercio di sementi per uso zootecnico per cui è famosa in tutt’Italia. A un passo da Milano, Lodi fa il verso al capoluogo lombardo almeno per quanto riguarda le Porsche e le Maserati, che adagio rotolano silenziose fra le vie del borgo.
Mi è piaciuto oggi ascoltare le voci delle persone, accompagnate dal fumetto classico del freddo decembrino. Mi è piaciuto passeggiare con mia moglie con una mano nella mano e l’altra al portafogli, pronto ad aprirsi davanti alle luci di quasi ogni bel negozio di abbigliamento ed accessori.
Nella testa ho giusto un paio di sogni, che questo Natale potrebbe contribuire a trasformare in Realtà.
Ma il bello è l’attesa.






















Che bello, Marco
ho visto atmosfere magiche nel tuo racconto. Incrocio le dita per i tuoi sogni..
Sandra
Si cara…. l’atmosfera era davvero speciale!
BACIO GRANDE!