Archivio di dicembre 2008

autore: marcodedomenico | 27 dicembre 2008

Buio

categorie: altro

 Non c’è momento migliore dell’anno per ammalarsi di tristezza. 

Il sole scorre basso lungo l’orizzonte, proietta ombre quasi infinite sulle cose e sulla gente, che crede (illusa) che il Natale porti allegria e spensieratezza.

Per me il Natale è frustrazione per quel che vorrei avere e che invece non ho (a partire da una taglia 50), per quel coagulo di falsissime aspettative, per quella fastidiosa aria di festa obbligatoria che ognuno di noi ha ma solo per facciata.

Per me il Natale è pomeriggi infiniti, buio presto, aria fredda e umida, silenzio involotnario.

Meno male che è finito!

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autore: marcodedomenico | 23 dicembre 2008

Il cerottino per il naso…

categorie: tips & tricks

fba0_1 Aveva una pessima voce la mia collega Claudia, quando la scorsa settimana è stata qui nel mio studio a incidere l’audio per un programma televisivo che insieme conduciamo.

Dunque, alla prova del microfono (il giudice più severo, nel nostro ambito) ne è uscita una voce piuttosto scornacchiata. Proprio lei, che invece in maniera molto naturale possiede un timbro molto bello, caldo e coinvolgente.

Alla seconda frase che alle mie orecchie suonava veramente di naso, le ho chiesto di fermarsi e sono volato in bagno. Nel mobiletto dei medicinali ho estratto il salva-speaker! Continua »

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autore: marcodedomenico | 17 dicembre 2008

Meraviglioso

categorie: altro, radio

 "…ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto
ti hanno inventato il mare
tu dici: "Non ho niente"
ti sembra niente il sole
la vita, l’amore.
Meraviglioso, il bene di una donna
che ama solo te. meraviglioso
la luce di un mattino
l’abbraccio di un amico, il viso dì un bambino, meraviglioso." 

E’ semplicemente… meraviglioso! Ci penso ininterrottamente dal primo momento in cui ho ascoltato questa bellissima canzone di Domenico Modugno, nella cover dei Negramaro. I Negramaro non mi stanno affatto simpatici, trovo stucchevole e retorica la loro sonorità, sono alla conquista della musica italiana spinti dalla forza tipica di chi ha ancora molto da dimostrare. Eppure non sarebbero i primi artisti che il Salento ci regala. 

Questa volta però credo abbiano fatto centro. Hanno saputo con un’alchimia perfetta, da Mago Merlino, dare nuova linfa vitale a un brano oramai definitivamente consegnato alla storia della musica italiana.

Ascoltate per favore la versione dei Negramaro di Meraviglioso, vi ritroverete commossi a galleggiare fra la poesia del testo originale e tesi d’orecchi a isolare una commistione di suoni quasi sovrannaturali.

 

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autore: marcodedomenico | 12 dicembre 2008

Lo stereotipo del mestiere di speaker

categorie: in pubblico, radio, televisione

Spesso, quando racconto a qualcuno il lavoro che faccio, questi mi guarda sorridendo e "imposta la voce" a presa di culo. Simula in sostanza il modo di parlare dei giostrari, dei calcinculari, degli speaker sfigatissimi degli autoscontri.

Voce ingolata, finto tono figo, imbarazzante abuso del diaframma, frasario da "disc jockey" anni ottanta tipo: "bene ragazzi, ben sintonizzati sui novantanove megacicli di reteeeeeee centocinqueeeeee.. il prossimo successo è già sul piatto in rotazione a trentatrè giri e un terzo… e vai con la musicaaaaaaaaaaa".

Diciamo qualcosa:

Lo speaker, non è un conduttore radiofonico. I ruoli sono molto ben separati. Chi fa il conduttore radiofonico non è affatto detto che sappia anche fare lo speaker, anzi. L’uso della voce è completamente diverso, e senz’altro mi sarà concesso evidenziare il fatto che lo speaker deve avere una sensibilità ben maggiore rispetto a quella del conduttore. Almeno nella parte di emissione del suono

Il conduttore radiofonico non parla più così da circa un ventennio, i bravi conduttori oggi parlano in maniera molto naturale, non sembrano più nemmeno alla radio. A chi si sta ancora chiedendo come mai agli albori della radiofonia privata si tendeva ad urlazzare nel microfono e ad allungare le vocali, ecco la risposta: Allora, si tendeva a copiare il modo di condurre dei dj americani. Ma la lingua imponeva loro (agli yankee) un mondo di suoni che in Italia non abbiamo affatto. Anche gli usi della voce sono ben diversi (si legga un mio post del passato in cui sostengo che l’americano è lingua da baritono). Il risultato era buffo già allora, io ero bambino e ascoltavo i primi network e relativi conduttori che sbraitavano davanti al microfono trascinandosi dietro fiumi di inutili vocali. 

Dunque, un conto è fare il conduttore radiofonico, un conto è fare lo speaker. Lo speaker è una persona che conosce benissimo i suoni della lingua italiana, conosce la differenza fra accenti fonici e accenti tonici, ha approfonditissima conoscenza delle regole della corretta pronunzia delle nostre parole. Il DJ è un bravo intrattenitore, potrebbe avere voce pessima, pessimo modo di usarla, potrebbe perfino parlare un dialetto regionale. Lo speaker, ovviamente, no.

E poi c’è il doppiatore pubblicitario, facciamo quindi un passo in là. 

Spesso, un bravo speaker (uomo o donna che parla in perfetto italiano) è anche un bravo doppiatore pubblicitario. E’ un arte che richiede qualche capacità in più. Uno speaker che approccia al mondo del doppiaggio pubblicitario, sarà anche un bravo venditore. Saprà modulare la sua voce per farla aderire perfettamente alla situazione che i creativi pubblicitari hanno pensato per lo spot. Saprà correre come un fulmine e scivolare anche sulle articolazioni più difficili, saprà interpretare un ruolo con ricchezza di colore e di interpretazione, pur volando come una scheggia nei trenta secondi a disposizione. Saprà anche incollare la sua voce all’attore dello spot, nel caso di una pubblicità televisiva, saprà aggiungere un tocco personale alla produzione.

Lo speaker ovviamente no, non è detto che sappia fare questo.

E poi c’è il doppiatore vero e proprio. Il doppiatore è la figura professionale di riferimento, perchè solo nel doppiaggio l’attore in voce è in grado di esprimersi appieno, il doppiatore è la quinta essenza della recitazione con la voce. E’ un arte che coinvolge tutti i sensi, richiede una sensibilità artistica elevatissima, capacità di tradurre in voce i sentimenti espressi dall’attore, prevede grandissima tecnica, indispensabile per far aderire la propria voce sul volto di un altro rispettandone i tempi recitativi e senza snaturarne il senso originale.

Il doppiaggio è l’arte della recitazione con la voce. 

Lo speakeraggio pubblicitario è l’arte di vendere con la voce.

Lo speakeraggio puro è l’arte di parlare al meglio la nostra lingua

La conduzione radiofonica è l’arte di intrattenere il proprio pubblico

 

Sono quattro professioni, distinte come possono esserlo quella dell’Avvocato, del Magistrato, del Giudice e del Pubblico Ministero. Nelle prime quattro, il comune denominatore sarà l’uso della voce. Nelle ultime invece, la conoscenza delle leggi e delle istituzioni.

Speaker è una parola inglese che significa "diffusore", "cassa acustica", "altoparlante". 

E’ già un peccato che in italiano non esista una parola adatta a questa figura professionale. Cerchiamo di non peggiorare le cose dando al termine inglese un significato sbagliato anche in italiano!

 

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autore: marcodedomenico | 8 dicembre 2008

La Pigotta, gli zampognari e il torrone..

categorie: altro

 E’ il mio primo Natale dal quasi lodigiano. E’ anche il mio primo Natale da sposato. E’ il mio primo Natale da "capofamiglia".

Questo pomeriggio abbiamo sfruttato il giorno di festa settimanale e ci siamo tuffati nella bolgia degli acquisti natalizi.

Lodi, con le sue vie antiche di acciottolato, la sua Piazza quadrata e grandissima, i suoi negozi sempre aperti e sovralluminati ha fatto da contorno a questa passeggiata rallentata dagli acquisti e dai passeggini che intralciavano il traffico. Continua »

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