E’ arrivato il gelo. Domenica notte qui in pianura qualche fiocco di neve ha fatto timidamente capolino nei cieli sopra Milano e ha ammantato quel che resta della campagna lodigiana.
Lunedì all’alba sono subito uscito con la mia possente Citroen C1 gommata da neve per capire se è vero quel che si dice a proposito delle gomme invernali. Esperimento pessimamente riuscito per troppo poca neve. Sembrava di guidare sull’asfalto asciutto di giugno. Riproverò alla prossima nevicata che spero arrivi alla svelta. La neve mi piace da matti, e in questo sono rimasto davvero bambino.
Non passa giorno che non dedichi un pensiero a quando ero piccolo. Mi scopro spesso a pensare alla mia infanzia e alla mia adolescenza. Più spesso mi spremo alla ricerca di qualche ricordo in più, mi sforzo anche di separare i ricordi indotti (quelli a cui un gran contributo danno le fotografie viste in epoche successive) da quelli originali.
Mi vedo piccolo in montagna ad ascoltare musica con mio nonno, mi vedo ragazzino seduto al pianoforte che impettito e teso eseguo il mio primo Bach, mi rivedo da adolescente obeso a bordo del mio Malaguti Fifty Top 50 o che ho amato più dei miei genitori.
Proprio adesso che sono sposato, proprio adesso che sono ufficialmente titolare di una famiglia che porta il mio cognome, volto il capo all’indietro ben più del dovuto. Mi domando di continuo perchè. E poi penso che da piccolino ero il re dei "perchè". Non c’era frase che pronunciata da me non partisse con un "perchè". Curioso lo sono sempre stato, e per fortuna ancora oggi.
Dunque, perchè mi piace essere assalito dai ricordi? Perchè sono un nostalgico naturale? Può essere. In generale questo post è dedicato ai "mi piace" e ai "non mi piace".
Ci sono aspetti della società di oggi che adoro, altri che odio profondamente. Spesso sono dettagli, per lo più linguistici, ma che rilevo di continuo e mi fanno rizzare i peli delle braccia.
Ad esempio mi infastidisce parecchio chi parla per frasi fatte, chi fa uso troppo ampio dei modi dire (per il rotto della cuffia, buon sangue non mente, la sera leoni al mattino coglioni, sei sul filo del rasoio, stai marcando male), chi sostituisce le parolacce ai concetti perchè non è in grado di formularli in maniera precisa e compatta (e ma cazzo, sei il solito testa di minchia. Tu credi che io si qui a grattarmi le palle? Va che io lavoro eh? Io mi tiro il culo dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina. La prossima volta quel dito ficcatelo in quel posto, eccheccazzo). Al contrario, qualche volta, una parolaccia può fare dono al discorso e renderlo più leggero. Io faccio abbondante uso di parolacce nei miei scritti, e rarissimamente le pronuncio, perchè mi vergogno un po’.
Proseguendo, odio intensamente chi mi scambia per deficiente e mi ripete le cose tre o quattro volte all’interno dello stesso discorso. Mi considero una persona intellettualmente normodotata, per cui mediamente non è necessario che un concetto mi venga esposto due volte per essere pienamente compreso. E invece ricevo spesso telefonate tipo:
- E quindi mi fai questo spottino, però me lo devi montare con una base, una bella basettina dance, ok?
- Si, tutto chiaro.
- E poi mi fai un’interpretazione bella allegra, non da morto. Bello pimpante, allegro, e me lo monti con una bella base dance, di quelle belle potenti, ok?
- Si si, come ti dicevo, è tutto chiaro.
- Ecco bravo, vedo che capisci. Quindi ricapitolando, spottino per te consegna oggi stesso, non più tardi delle sei. Me lo fai con tono bello "up", da giovane, mi raccomando la base, dev’essere allegra, fresca, qualcosa di dance magari. Tutto chiaro?
- Si si, guarda vai tranquillo, direi che ho capito tutto.
- Oh, bene, sei un ragazzo intelligente. Oh, allora lo aspetto eh? Bello allegro e pimpantino mi raccomando, non più tardi delle sei eh? Vai con la basella dancereccia mi raccomando.
- Ok, ti ringrazio per il lavoro, ciao.
- Ciao, ciao belllo.. vado a lavorare.. ciao ciao…
Clik.
Mavaffanculo! Te, la tua basella dancereccia, il tuo tono up, e i tuoi venticinque ricchissimi euro in cambio di una telefonata da dieci minuti per un lavoro da tre!!!!
E domani, scrivo qualcosa su quello che mi piace!






















Che belli questi post “Appunti sparsi”. Grazie per renderci partecipi di questi tuoi pensieri. In qualche modo mi aiutano a riflettere anche su di me.
Interessante ed ironico, mi piace sempre di più leggerti..