autore: marcodedomenico | 17 novembre 2008

Appunti sparsi… prima parte.

categorie: altro

Non scrivo da un po’, eppure non passa giorno che non mi venga in mente qualcosa di sensato da condividere con voi. Mi propongo ogni volta di segnarmi un appunto da approfondire, e ogni volta puntualmente non lo faccio.

Mi fido troppo della mia memoria, e sbaglio sempre. Si sono aggiunti nuovi lettori, ogni giorno siete quasi duecento… Varrebbe la pena essere un po’ più prolifici, mi dico spesso.

E’ arrivato l’autunno, anche qui a Dresano. Gli alberi sono quasi del tutto spogli, il sole scende prestissimo e comunque descrive un arco assai modesto. E’ il mio primo autunno qui, è il mio primo autunno da uomo sposato, sto notando un sacco di cose.

Le luci dei lampioni della via dove abito la sera si fanno regalo di un cono di umidità che li circonda e mi ricorda quando da adolescente non facevo caso a nulla tranne che al freddo. Oggi valuto ogni cosa, medito sulla mia età e mi auguro col cuore di vedere ancora tanti autunni. Da qualche giorno il freddo ci ha invasi, la notte la temperatura scende e sfiora gli zero gradi. L’estate mi sembra ancora così vicina! I pomeriggi assolati di giugno che mi hanno visto grondare di sudore quando insieme alla mia futura moglie cercavamo con grande impegno di dare forma alla nostra nuova casa. Era estate l’altro ieri, e oggi siamo coi caloriferi a tutto gas.

A proposito, ogni giorno verifico i consumi di luce e gas, improvviso le mie medie e scopro con crescente disagio che la vita di coppia è bellissima e costosissima. Fra studio e abitazione ogni giorno polverizzo almeno ventidue kilowatt, che si traducono in bollette bimestrali da 400 euro e svariati litri di gasolio bruciato dalle centrali per alimentarmi. Come si fa a lavorare senza corrente? Lo stesso discorso vale per tutti gli altri consumi. Mi mette angoscia questa cosa, la vivo male. Vorrei trovare la maniera di spendere di meno un po’ su tutti i fronti. In parte ci sono riuscito liberandomi della mia amatissima Corvette. E’ il primo grande passo verso una vita più serena, non mi piace pensare ogni dieci minuti ai soldi. Preferisco patire sballottato e assordato dal rumore della mia Citroen C1. Che non sarà campionessa di comfort ma mi costa un quinto della portaerei americana che cavalcavo prima.

Però la potenza mi manca, prima o poi vi porrò rimedio.

Ieri ho terminato di arredare l’ultima stanza della casa che da qualche mese meritava un po’ di maquillage. Ora abbiamo anche una sala hobby, dove ascoltare musica, guardarsi un film o pedalare in cyclette avvolti dalle comodità casalinghe. Fra circa venti giorni il mio studio si arricchirà di una fila di mobiletti bassi dove poter riporre i miei raccoglitori, oltre a varie apparecchiature che al momento non utilizzo. E’ attesa anche una scrivania che sostituisce un esperimento non del tutto riuscito.

Fatico a capire se la famosa "crisi" è arrivata anche qui nel mio studio. Mi sforzo di non pensarci e mi impongo di lavorare sempre meglio, di espandere il mio raggio d’azione. Ad oggi ho circa 220 clienti, di cui un quinto non italiani. Credo di essere a buon punto, è difficile che rimanga troppo a lungo senza lavorare, anche se come sempre e come al solito mi preoccupo di continuo.

Sto assistendo alla dipartita dei miei due nonni paterni. Sono entrambi in condizioni di salute critiche, entrambi quasi centenari. Credo il momento stia arrivando, e non mi stupirei se li vedessi andar via all’unisono. Non provo dolore perchè è difficile voler bene senza riceverne, però provo pena per mio papà. Mio padre ha quasi settant’anni e ancora entrambi i genitori, spero che la stessa fortuna tocchi anche a me. Per lui, dev’essere un momento piuttosto difficile. Sono i suoi genitori, e nessuno è mai abbastanza preparato per affrontare in assoluta serenità l’abbandono definitivo di chi ti ha fatto la cortesia di generarti.

E per rimanere in tema, vorrei diventare presto papà, mi sento assolutamente pronto e desidero provare il più presto possibile anche questa emozione. Sono sicuro che saprò essere un padre di alta qualità, credo di poter garantire a mio figlio molto di quel che non ho avuto, oltre a tutto quello che ho ottenuto dai miei genitori.

Divento sempre più pigro! Sabato sera ho riscoperto il dispiacere di tornare a casa tardissimo (o prestissimo) e per ogni chilometro che percorrevo a bordo dell’auto di un mio amico, maledicevo il momento in cui ho deciso di non prendere la mia auto. Questo animale guidava sguaiatamente, sorpassando a gran velocità file di auto che in autostrada viaggiavano già a 130 all’ora. Mi ha fatto arrivare a casa alle tre. Ma vaffanculo! Era dalle undici che desideravo una doccia e il mio letto. Si vede che non sono più in grado di reggere certi orari.  E in generale, la classica uscita con gli amici non fa più per me. Tendo ad annoiarmi dopo tre secondi che sto zitto. A volte mi annoio anche quando parlo, perchè sono perfettamente consapevole che a volte uso la voce solo per sparare cazzate ad uso e consumo di chi è in grado di recepire correttamente solo quelle.

Ricevo di continuo richieste di aiuto da parte di persone che non conosco che dicono di fare il mio lavoro. Sembra che sia diventato il centro di smistamento ufficiale delle speaker. Dammi una mano ad entrare, aiutami a impormi, scegli ti prego la mia voce per le tue future produzioni, dammi un consiglio sulle apparecchiature da comprare, suggeriscimi i nomi di studi di registrazione presso i quali propormi. E’ normale? Si fa sempre così? Ma il know how non sarebbe una cosa di cui andare fieri e gelosi? Io posso aiutare un’amica, una persona che conosco realmente, non mi sento però in dovere di condividere con perfetti sconosciuti quanto ho raccolto fin’ora. Sarebbe anche ingiusto nei confronti di quelli che si sono fatti da soli, me compreso.

Per adesso basta così, ma prevedo almeno una seconda e forse anche una terza parte.

 

 

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Commenti (3)

  1. |

    Condivido tutto in pieno….. Sia del lavoro, sperando che ogni mese ci siano sempre almeno quel numero di clienti e fatturato per pagare l’azienda ed i dipendenti e sia sulle spese che si sostengono stando al nord.

    Il freddo è tremendo e le bollette di luce e gas (specie per il riscaldamento) sono da urlo.

    Per il resto, la pigrizia è un qualcosa che viene con l’età….. è come se sentissi di aver già provato tutto nella vita…..

  2. |

    volevo solo ringraziarti perchè cercavo da tempo un blog che parlasse dell’ uso della voce in maniera consapevole e professionale ed ora l’ ho trovato…
    Io lavoro nell’ ambito del teatro di ricerca, ma ancora con la voce non sono soddisfatta e non ho raggiunto quel livello che invece ritengo necessario per poter fare bene il mio mestiere…Purtroppo, ahimè, ho avuto dei cattivi insegnanti e mi sono accorta solo dopo due anni del danno che avevano fatto.
    a volte mi capita di cantare molto bene, poi dopo vado a leggere un testo e la voce è diventata roca, ci sono giorni in cui è troppo nasale, insomma vorrei riuscire a trovare una tecnica che mi aiuti a prepararmi correttamente per il lavoro che svolgo. Di solito a teatro canto molto, repertorio mitteleuropeo, e inoltre faccio fiabe per bambini nelle scuole elementari e medie…quindi uso moltissimo la voce!

  3. |

    Ciao Marcella, grazie per i ringraziamenti, fanno sempre piacere.
    Trovo difficile immaginare utile questo blog, specialmente adesso che in pratica parlo dei fatti miei di uomo e poco o nulla di cose tecniche del mio lavoro.
    Comunque… potrei suggerirti una visita medica, più che altro. Mi sembra di capire che forse qualcosa non va nella tua voce a prescindere da come “bene” la usi.
    Magari un logopedista visitandoti potrebbe dirti se c’è qualcosa da mettere apposto.
    Prova, è gratis.
    Attenzione a non abusare mai del tuo apparato fonatorio, nessun organismo è esente da stress!
    A presto, leggimi sempre.

    Marco

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