Archivio di novembre 2008

autore: marcodedomenico | 30 novembre 2008

Let it snow, let it snow, let it snow….

categorie: altro

 E mentre fuori la neve ha imbiancato il bel quartiere residenziale dove vivo, a Dresano, in casa l’atmosfera oggi è per la prima volta nataliza.

Ci siamo regalati un albero magnifico e altissimo che abbiamo addobbato acquistando oggetti sulle tonalità del rosso e dell’oro. L’effetto è incantevole, anche grazie alle lucette a led made in China che per ora funzionano.

Non poteva mancare un sottofondo musicale dedicato, che grazie alla nuova tecnologia che ora ho fatto definitivamente mia, mi ha concesso di diffondere in tutta la casa le note di una radio full Christmas, sul web. Sembra incredibile, eppure è realtà. 

Con un anticipo di un mese pieno, mi sono regalato per natale un Mac Book. Definirlo incantevole è ben poca cosa, rispetto al design, all’ingegnerizzazione e alla funzionalità di quest’oggetto che ora ho sotto le dita a far "tac tac" ad ogni carattere.

Sono contento!

In questi giorni Canale 5 stà diffondendo la mia segreteria per malati di mente all’interno del programma "Amici di Maria De Filippi". Si tratta di una segreteria telefonica divertente che ideai nel testo e incisi anni fa per gioco. Fù trasmessa da Fabio volo a Radio Deejay, e ora la ritrovo su Canale 5. Oggi il telefonino non ha mai smesso di squillare, un mucchio di amici che mi dicevano di accendere la tv, perchè "c’ero io".

Avrei molto gradito che gli autori della trasmissione almeno mi avvisassero, non è accaduto. Mi sarebbe bastata la citazione del mio nome.

Domani interesso qualche amico delle alte sfere di Cologno Monzese, vediamo cosa viene fuori.

Ed ora cenetta della domenica sera, perchè la settimana che arriva sarà densa di buone cose da fare.

Let it snow, let it snow, let it snow.

 

 

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autore: marcodedomenico | 26 novembre 2008

Appunti sparsi… Seconda parte. (Mi piace e non mi piace)

categorie: altro

 E’ arrivato il gelo. Domenica notte qui in pianura qualche fiocco di neve ha fatto timidamente capolino nei cieli sopra Milano e ha ammantato quel che resta della campagna lodigiana.

Lunedì all’alba sono subito uscito con la mia possente Citroen C1 gommata da neve per capire se è vero quel che si dice a proposito delle gomme invernali. Esperimento pessimamente riuscito per troppo poca neve. Sembrava di guidare sull’asfalto asciutto di giugno. Riproverò alla prossima nevicata che spero arrivi alla svelta. La neve mi piace da matti, e in questo sono rimasto davvero bambino.

Non passa giorno che non dedichi un pensiero a quando ero piccolo. Mi scopro spesso a pensare alla mia infanzia e alla mia adolescenza. Più spesso mi spremo alla ricerca di qualche ricordo in più, mi sforzo anche di separare i ricordi indotti (quelli a cui un gran contributo danno le fotografie viste in epoche successive) da quelli originali. Continua »

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autore: marcodedomenico | 17 novembre 2008

Appunti sparsi… prima parte.

categorie: altro

Non scrivo da un po’, eppure non passa giorno che non mi venga in mente qualcosa di sensato da condividere con voi. Mi propongo ogni volta di segnarmi un appunto da approfondire, e ogni volta puntualmente non lo faccio.

Mi fido troppo della mia memoria, e sbaglio sempre. Si sono aggiunti nuovi lettori, ogni giorno siete quasi duecento… Varrebbe la pena essere un po’ più prolifici, mi dico spesso.

E’ arrivato l’autunno, anche qui a Dresano. Gli alberi sono quasi del tutto spogli, il sole scende prestissimo e comunque descrive un arco assai modesto. E’ il mio primo autunno qui, è il mio primo autunno da uomo sposato, sto notando un sacco di cose.

Le luci dei lampioni della via dove abito la sera si fanno regalo di un cono di umidità che li circonda e mi ricorda quando da adolescente non facevo caso a nulla tranne che al freddo. Oggi valuto ogni cosa, medito sulla mia età e mi auguro col cuore di vedere ancora tanti autunni. Da qualche giorno il freddo ci ha invasi, la notte la temperatura scende e sfiora gli zero gradi. L’estate mi sembra ancora così vicina! I pomeriggi assolati di giugno che mi hanno visto grondare di sudore quando insieme alla mia futura moglie cercavamo con grande impegno di dare forma alla nostra nuova casa. Era estate l’altro ieri, e oggi siamo coi caloriferi a tutto gas.

A proposito, ogni giorno verifico i consumi di luce e gas, improvviso le mie medie e scopro con crescente disagio che la vita di coppia è bellissima e costosissima. Fra studio e abitazione ogni giorno polverizzo almeno ventidue kilowatt, che si traducono in bollette bimestrali da 400 euro e svariati litri di gasolio bruciato dalle centrali per alimentarmi. Come si fa a lavorare senza corrente? Lo stesso discorso vale per tutti gli altri consumi. Mi mette angoscia questa cosa, la vivo male. Vorrei trovare la maniera di spendere di meno un po’ su tutti i fronti. In parte ci sono riuscito liberandomi della mia amatissima Corvette. E’ il primo grande passo verso una vita più serena, non mi piace pensare ogni dieci minuti ai soldi. Preferisco patire sballottato e assordato dal rumore della mia Citroen C1. Che non sarà campionessa di comfort ma mi costa un quinto della portaerei americana che cavalcavo prima.

Però la potenza mi manca, prima o poi vi porrò rimedio.

Ieri ho terminato di arredare l’ultima stanza della casa che da qualche mese meritava un po’ di maquillage. Ora abbiamo anche una sala hobby, dove ascoltare musica, guardarsi un film o pedalare in cyclette avvolti dalle comodità casalinghe. Fra circa venti giorni il mio studio si arricchirà di una fila di mobiletti bassi dove poter riporre i miei raccoglitori, oltre a varie apparecchiature che al momento non utilizzo. E’ attesa anche una scrivania che sostituisce un esperimento non del tutto riuscito.

Fatico a capire se la famosa "crisi" è arrivata anche qui nel mio studio. Mi sforzo di non pensarci e mi impongo di lavorare sempre meglio, di espandere il mio raggio d’azione. Ad oggi ho circa 220 clienti, di cui un quinto non italiani. Credo di essere a buon punto, è difficile che rimanga troppo a lungo senza lavorare, anche se come sempre e come al solito mi preoccupo di continuo.

Sto assistendo alla dipartita dei miei due nonni paterni. Sono entrambi in condizioni di salute critiche, entrambi quasi centenari. Credo il momento stia arrivando, e non mi stupirei se li vedessi andar via all’unisono. Non provo dolore perchè è difficile voler bene senza riceverne, però provo pena per mio papà. Mio padre ha quasi settant’anni e ancora entrambi i genitori, spero che la stessa fortuna tocchi anche a me. Per lui, dev’essere un momento piuttosto difficile. Sono i suoi genitori, e nessuno è mai abbastanza preparato per affrontare in assoluta serenità l’abbandono definitivo di chi ti ha fatto la cortesia di generarti.

E per rimanere in tema, vorrei diventare presto papà, mi sento assolutamente pronto e desidero provare il più presto possibile anche questa emozione. Sono sicuro che saprò essere un padre di alta qualità, credo di poter garantire a mio figlio molto di quel che non ho avuto, oltre a tutto quello che ho ottenuto dai miei genitori.

Divento sempre più pigro! Sabato sera ho riscoperto il dispiacere di tornare a casa tardissimo (o prestissimo) e per ogni chilometro che percorrevo a bordo dell’auto di un mio amico, maledicevo il momento in cui ho deciso di non prendere la mia auto. Questo animale guidava sguaiatamente, sorpassando a gran velocità file di auto che in autostrada viaggiavano già a 130 all’ora. Mi ha fatto arrivare a casa alle tre. Ma vaffanculo! Era dalle undici che desideravo una doccia e il mio letto. Si vede che non sono più in grado di reggere certi orari.  E in generale, la classica uscita con gli amici non fa più per me. Tendo ad annoiarmi dopo tre secondi che sto zitto. A volte mi annoio anche quando parlo, perchè sono perfettamente consapevole che a volte uso la voce solo per sparare cazzate ad uso e consumo di chi è in grado di recepire correttamente solo quelle.

Ricevo di continuo richieste di aiuto da parte di persone che non conosco che dicono di fare il mio lavoro. Sembra che sia diventato il centro di smistamento ufficiale delle speaker. Dammi una mano ad entrare, aiutami a impormi, scegli ti prego la mia voce per le tue future produzioni, dammi un consiglio sulle apparecchiature da comprare, suggeriscimi i nomi di studi di registrazione presso i quali propormi. E’ normale? Si fa sempre così? Ma il know how non sarebbe una cosa di cui andare fieri e gelosi? Io posso aiutare un’amica, una persona che conosco realmente, non mi sento però in dovere di condividere con perfetti sconosciuti quanto ho raccolto fin’ora. Sarebbe anche ingiusto nei confronti di quelli che si sono fatti da soli, me compreso.

Per adesso basta così, ma prevedo almeno una seconda e forse anche una terza parte.

 

 

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