autore: marcodedomenico | 29 ottobre 2008

Un maggior controllo della voce…

categorie: in privato, in pubblico, per persuadere, tips & tricks

 Ogni tanto mi capita di scrivere qualcosa su indicazione di un nostro lettore.

Fabio oggi ha lasciato un commento al mio post di ieri sull’incapacità di una donna inglese di associare una voce al suo relativo volto tanto che al telefono non è in grado nemmeno di riconoscere suo figlio.

Fabio mi domanda cosa nella voce quando questa viene udita "live", al telefono o attraverso un microfono. Poi mi chiede anche cosa accade quando dobbiamo usare la voce per un’emergenza.

Con ordine: una voce ascoltata dal vivo, senza nulla che la amplifichi o la trasporti, è la forma più diretta di ascolto e anche la più naturale. Nessun impianto inventato dall’uomo sarà mai in grado di restituirci la voce così come la emettiamo. Ricordiamo sempre che ciò che ascoltiamo della nostra stessa voce è il risultato della somma dell’aria messa in movimento dalle nostre corde vocali più le frequenze basse trasmesse dalla nostra stessa scatola cranica. 

Per chi non ha dimestichezza con l’uso della voce, diciamo anche che in maniera piuttosto naturale saliamo di tono e di volume a seconda delle circostanze. La situazione classica è di due che camminano in centro città e parlano fra di loro. Tengono un volume di voce altissimo in assoluto e adeguato per le circostanze. Se la stessa conversazione si tenesse in aperta campagna, entrambi parlerebbero a un volume almeno dimezzato. Ma se nel frattempo passa un’ambulanza, istintivamente entrambi (per mantenere aperto il canale della comunicazione) si alzerebbero di volume e anche di tono. Il salire di tono è una conseguenza indiretta e puramente psicologica dell’uso della propria voce. Siccome non siamo in grado di controllarla alla stessa maniera lungo tutto il range di volume di cui siamo capaci, ci viene naturale alzare il tono in corrispondenza del volume. Provate a usare il registro più basso della vostra voce, scoprirete di emettere a volume bassissimo. Provate a urlare rimanendo su un registro basso, il risultato sarebbe per lo meno buffo. Si urla alzandosi di tono, come le donne quando urlano a squarciagola, come sulle giostre. Sono sibili, non urla. Orribili all’ascolto, aggiungerei.

Mi sono dilungato su questo aspetto solo per evidenziare quanto inconsciamente modifichiamo l’uso della nostra voce a seconda dell’ambiente che ci circonda. Ma non solo, perchè a seconda dello strumento che diffonde la nostra voce, senza volerlo adoperiamo toni e volumi diversi. Mia madre ad esempio al telefono urlazza in proporzione alla distanza del suo interlocutore. E questa cosa mi ha sempre fatto molto ridere!

Se ad esempio è al telefono con sua sorella che si trova a Mantova, urla con moderazione. Ma se invece si collega con una sua zia di Messina, allora bisogna chiudere le finestre perchè la figura di merda è in agguato. Mia madre rappresenta però un campione considerevole di persone che usano in maniera molto spontanea la propria voce, e la capisco. 

Scrissi tempo fa un post sulle cassiere dei supermercati e a come trasformano la loro voce quando accostano la bocca al microfono che diffonde in tutto il locale. Perchè? E chi lo sa… Fino a un attimo prima voce tranquilla, un secondo dopo gallina sgozzata che chiede un addetto al reparto latticini. 

Anche qui scatta l’inconscio, si crede che al microfono si parli così. Ogni volta che ho ospitato amici nel mio studio, appena indossavano le cuffie e riascoltavano la loro voce in tempo reale, facevano facce stranite, paradossali. Non è una cosa naturale riascoltarsi in questo modo, non è mai accaduto nei secoli, e nessuno ne ha mai sentito la necessità. Eppure io assicuro che per un professionista della voce l’opportunità di ascoltarsi mentre si esprime nella sua perfomance è irrinunciabile.

Controllare la propria voce, farlo a regola d’arte, è frutto di lungo esercizio. Nessuno nasce bravo a suonare il pianoforte, o a scrivere poesie, o a correre con l’auto o la moto. Nessuno nasce bravo a usare la propria voce. Tutti noi ne facciamo un uso minimo, poichè si ritiene che questo sia più che sufficiente  a farsi capire. Il Ministro Gelmini introduce lo studio della Costituzione nelle ore di Educazioni Civica e ne sono contento, a me è mancato. Non ricordo però mai nessuno che a scuola abbia corretto l’erre moscia o esse sibilante di qualche mio compagno di classe. Questi sono cresciuti con i difetti di pronuncia più evidenti senza che nessuno abbia mosso un dito. Eppure tutti a mettere grandi occhiali al primo decido di diottria mancante o al primo incisivo superiore sinistro non perfettamente in asse col meridiano di Greenwich. Perchè? Credo perché l’esigenza non si sia mai fatta particolarmente sentire. Ma a mio figlio, quando e se Dio vorrà donarmene, non farò mai mancare questo aspetto. Lo correggerò, con pazienza gli spiegherò le regole fondamentali della dizione perché voglio che scriva bene come il suo bisnonno e usi la voce al meglio come il papà.

 

Concludo con qualche considerazione sull’uso della voce nelle emergenze. Ecco, è in quella circostanza che viene fuori il vero sé e relativa voce. Possiamo controllare benissimo la nostra voce, fino a che la paura non prende il sopravvento. Quando però la morsa del panico ci attanaglia, non esiste attore o doppiatore, non esiste dizioni e nemmeno consapevolezza. In quella circostanza la nostra voce è allo stato brado, è composta dai suoni che abbiamo ascoltato da bambini, delle prime parole che abbiamo imparato. Se Se pugliese e vivi a Milano da trent’anni e fai il doppiatore, tornerai a parlare pugliese e userai un vocabolario di cento parole per esprimere tutta la gamma dei tuoi sentimenti.

Circa un mese fa sono stato involontario spettatore di un incidente automobilistico. Un’auto guidata da una donna ha travolto un ragazzo in scooter che cadendo si è polifratturato. Ho chiamato io l’ambulanza e ho cercato il tono più rassicurante che avevo per confortare questo poveretto che era a terra con una faccia che da qualche parte devo avere già visto. Dentro avevo il fuoco a bruciarmi i polmoni e il cuore che se non fosse stato sotto una cortina di muscolo coste e adipe sarebbe senz’altro uscito a farsi un giro. Eppure ho resistito, mi sono controllato, gli ho parlato con voce bassa e calma. L’ho convinto che non si era fatto quasi niente, che sentiva un gran formicolio per via della botta che aveva preso (ma una gamba era in una posizione che non si poteva guardare) e ho atteso con lui l’ambulanza. 

Mi vanto di quel pomeriggio, perchè per una volta ho usato la mia voce per fare del bene anzichè per fare dei soldi.

Ringrazio dunque Fabio per avermi fatto desiderare di scrivere queste cose, e invito chi lo volesse a migliorare il controllo della propria voce. C’è solo da guadagnare.

Abbracci da un’umida e bigia Milano.

 

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Commenti (4)

  1. |

    Può essere utile studiare canto per migliorare il controllo della propria voce? Sto pensando da un po’ di farlo, visto che non ho trovato un corso di dizione che vada un po’ oltre le basi (mi interessa molto imparare a controllare la voce).
    Grazie

  2. |

    Ciao Paolo, si è senz’altro utile.
    Il corso di dizione serve appunto alla dizione, quindi alla pronuncia corretta dei fonemi della nostra lingua.
    Per imparare ad avere maggior controllo della tua voce devi fare altro, come ad esempio scuola di canto.
    A presto.

  3. |

    ben, buongiorno dalla assolata milano. Io non riesco a controllare il tono della voce, o meglio, non mi accorgo di alzarla man mano che parlo, inoltre lavoro a un’assistenza clienti in un callcenter, e parlo a voce alta disturbando anche gli altri. Non posso permettrmi una scuola di canto, ma magari un manuale su come imppostare diaframma e quant’altro. Quando canto riesco a modulare la voce ma non so come faccio mi viene istintivo. Aiutatemi, fatelo per i miei colleghi e per chi mi ascolta all’altro capo del filo! grazie

  4. |

    Ciao Carmen, ti approvo solo adesso perchè sono stato in vacanza fino a dieci minuti fa.
    Acquista se vuoi “Il potere della voce” della Williams, ti apre un mondo!
    Ecco il link: http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__potere_della_voce.php
    A presto, fammi sapere com’è andata e leggimi sempre.
    Ciao!

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