Archivio di settembre 2008

autore: marcodedomenico | 12 settembre 2008

Vacuum

categorie: tips & tricks

Un ragazzo che si chiama Angelo mi ha appena scritto una mail che riporto qui nella sua interezza:

 

Ciao Marco,
mi chiamo Angelo ed ho seguito con interesse il tuo seminario sull’uso della voce. Volevo chiederti una curiosità a rigurado.
Da qualche anno ho scoperto un esercizio per il muscolo traverso dell’addome, finalizzato ad avere uno stomaco meno sporgente. L’esercizio si chiama "Vacuum" o vuoto addominale e deriva da un esercizio yoga.
Si tratta, dopo aver espirato completamente, di simulare un’ispirazione senza in realtà fare entrare aria, così da tirare la pancia in dentro contraendo appunto il traverso dell’addome. La posizione va tenuta per 20 secondi.

 

Sembra l’opposto di quanto tu dici per la respirazione di diaframma, in cui la pancia si gonfia.
Io credo che i due esercizi siano indipendenti (e servono a due cose diverse), ma volevo chiederti se secondo te il "Vacuum" può avere qualche effetto, magari negativo, sulla propria voce.

Grazie per la risposta,
Angelo

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autore: marcodedomenico | 11 settembre 2008

Membrane…

categorie: altro

 Se non fosse per le pareti delle cellule che formano il nostro organismo, nemmeno esisteremmo.

Se non fosse per i timpani delle nostre orecchie, non sentiremmo un tubo. In particolare io non sentirei un tubo se non fosse per gli altoparlanti delle casse del mio studio

Se non fosse per la capsula del microfono che ho in sala di incisione, nessuno potrebbe ascoltarmi se non da qui.

In sostanza, pellicole sottili dividono il mondo fra un dentro e un fuori, indipendentemente dalla nostra volontà. 

E "membrana" è una di quelle parole che si imparano alle elementari, insieme alla fotosintesi clorofilliana, a Romolo e Remo, alle tabelline e all’analisi grammaticale.

Insieme ai miei ricordi di bambino, esiste anche una "Val Membrana", che confondevo allegramente con "Val Brembana" dove mi portavano i nonni per le vacanze estive. Continua »

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autore: marcodedomenico | 5 settembre 2008

Raf Freddore!

categorie: radio

 C’è un pezzo di Raf sullo sfondo acustico del mio studio, e un pacco doppio di fazzolettini di carta a portata di mano.

Altri cento sono usati, nel cestino della carta. Che disagio lavorare col raffreddore, specialmente per chi fa il doppiatore. Mi sento la testa grande il doppio e pesante il triplo, mi ciondola sul collo come quella di un neonato. L’unica consolazione è che è venerdì. E non certo perchè domani e dopo non si lavora, ma perchè non si deve lavorare! E dunque nessuno si accorgerà di questa voce da controfagotto che mi ritrovo oggi.  Continua »

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autore: marcodedomenico | 2 settembre 2008

Il segreto della felicità è fare quello che si sognava da bambini

categorie: altro

 Mi sono messo comodo. Sono le 13,49 di oggi 2 settembre 2008, fra undici minuti Claudia Cassani sarà qui nel mio studio per incidere insieme a me nuove puntate del programma Tv Mya Mag, in onda sul digitale terrestre di Mediaset.

Ho dunque undici minuti per esprimere un concetto che avevo in un angolo della mente da molto tempo, e che tuttavia non riuscivo ad esprimere.

Poco fa, pranzando, davo un’occhiata svogliata al TG5. L’orecchio mi è caduto su un servizio che il giornalista ha scelto di concludere proprio così: Il segreto della felicità è fare quello che si sognava da bambini.

Pam! Colpito nel segno. Mi sono quasi commosso.

Ma allora è vero, sono un privilegiato. Se penso alla mia infanzia e alla mia adolescenza, devo constatare non senza un abbondante sorriso che non ho mai desiderato fare altro che questo.

A meno di sei anni mi stupiva e mi sconcertava il concetto di radio. Era il 1980, a Milano le radio private erano ancora poche, eppure viaggiavo sul sedile posteriore dell’Alfetta di mio papà, e ascoltando la radio concepivo un perfetto pensiero di bambino. Mi domandavo come potessero quelle voci essere altrove anzichè dentro l’autoradio, evidentemente troppo piccola per contenere persone fisiche. A sei anni mio papà mi ha regalato una radio, il modello cubo della Brionvega, un oggetto ora di culto per il design dei tempi alla Munari.

Rotolavo le manine sulle manopole della sintonia e del volume, esplorando l’etere in quell’FM e AM che nemmeno intuivo cosa fossero. Ci passavo le notti. A tredici anni sono diventato radioamatore, violando ogni legge delle PPTT che prevede l’uso di tali apparati solo dal quattordicesimo anno in poi e dietro Concessione del Ministero.

E poi è stato un susseguirsi di eventi che mi ha portato fino qui, fino alla poltroncina del mio studio. Aspetto una collega doppiatrice, faremo dell’audio. Stamane ho inciso l’audio per uno spot che sarà in onda sul sito di MTV, nel tardo pomeriggio ho in programma di produrre l’audio per il nuovo spot di Zed in onda sulle reti Mediaset quest’autunno.

E’ questa la mia felicità? Da bambino probabilmente non desideravo altro. Credo allora di essere felice, estremamente felice.

Mi emoziono all’idea che il mio lavoro è anche il mio hobby, il mio ieri che scavalca l’età adulta e si proietta nel mio domani. E io non ho fatto niente, ho solo seguito la mia inclinazione naturale, ho messo i piedi su un solco che in qualche modo era già tracciato.

L’agiatezza è un riflesso incondizionato, e la uso quasi esclusivamente per fare acquisti nel mio ambito. Quanto godo a pasticciare su tasti e levette di ogni nuova apparecchiatura che acquisto dietro la maschera dello strumento di lavoro. Perchè è vero che scarico l’iva e metto il cespite in carico fiscale, ma il godimento vero è armeggiare e imparare a usare. 

Faccio lo speaker, sono uno speaker, lavoro per le radio e le televisioni e i loro cloni del futuro nel web. Amo il mio lavoro, amo l’idea di aver regalato realtà al mio sogno di bambino. 

E sono felice.

 

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