In termini puramente fisici, tutto è senza fine. Ad ascoltare Lavoisier, non è possibile creare o distruggere nulla. Ogni cosa invece è soggetta a perenne e costante trasformazione.
Scendo un gradino e mi appoggio saldo al mondo della musica, di quelle sette note della scala modale di DO che ogni giorno non mancano di trasmettermi fortissime emozioni. Una volta da ragazzo ero sul sedile posteriore di una Ford Fiesta già rudere all’ora, quando ascoltando una musicassetta dei Pearl Jam riprodotta su un mangiacassette ancor più rudere pensai che senza la musica la mia vita sarebbe stata ben peggiore.
Per fortuna a quella bella pensata negli anni ne sono seguite altre, ho scelto di frequentare il mondo dell’audio e di farne anche un lavoro.
Se è vero che per mestiere uso la voce (sorgente audio straordinaria) per hobby suono. Da piccolo suonavo il pianoforte, da adolescente la chitarra e il basso. Ora mi sono messo a studiare il sax. Come cantante non me la cavo poi così male.
Di composizione non so quasi nulla, men che meno di arrangiamento, però sono arrivato a credere che con un po’ di impegno potrei suonare una canzone da solo. Piano, chitarra, basso, sax e voce. Magari mi manca la batteria, per quella potrei affidarmi all’elettronica.
Dunque tutto si trasforma, quindi tutto è "senza fine". A ispirarmi questo post, è stata "Senza fine" di Gino Paoli, cantata a cappella dai Neri per caso. E’ veramente senza fine, in tutti i sensi. Bella sempre, nel tempo e nello spazio. Cambia l’arrangiamento, gli strumenti sono stati sostituiti dalle voci, ma la sequenza armonica e la melodia non si risparmiano in emozioni, un regalo inaspettato ad ogni ascolto.
Ho acquistato su itunes, moderno megastore di dischi (anche se oramai nell’era dell’mp3 la parola "disco" perde di senso, perchè si riferisce alla forma tonda del vinile) l’intero LP dei Neri per caso, come l’ultimo di Cesare Cremonini. Oltre a un gruppetto folto di canzoni che mi mancavano. E poi con "mela + T" parte una specie di fuochi d’artificio di colori che si muovono sinuosi sullo schermo al ritmo della mia musica. Senza fine, come la mia inclinazione naturale verso il mondo uditivo. Senza fine, come il mio desiderio di vivere di musica, soprattutto.






















Solo per dirti che è sempre un piacere leggerti, oltre che con la voce, riesci con gli scritti a far riflettere, pensare, meditare . Un caro saluto .
Grazie Salvo, sei molto caro.
A presto, buon lavoro e W Prima Radio!