autore: marcodedomenico | 11 settembre 2008

Membrane…

categorie: altro

 Se non fosse per le pareti delle cellule che formano il nostro organismo, nemmeno esisteremmo.

Se non fosse per i timpani delle nostre orecchie, non sentiremmo un tubo. In particolare io non sentirei un tubo se non fosse per gli altoparlanti delle casse del mio studio

Se non fosse per la capsula del microfono che ho in sala di incisione, nessuno potrebbe ascoltarmi se non da qui.

In sostanza, pellicole sottili dividono il mondo fra un dentro e un fuori, indipendentemente dalla nostra volontà. 

E "membrana" è una di quelle parole che si imparano alle elementari, insieme alla fotosintesi clorofilliana, a Romolo e Remo, alle tabelline e all’analisi grammaticale.

Insieme ai miei ricordi di bambino, esiste anche una "Val Membrana", che confondevo allegramente con "Val Brembana" dove mi portavano i nonni per le vacanze estive.

Siccome oggi ho poca voglia di lavorare, ho tentato di fare un passo all’indietro nel tempo per tentare di ricordare quanto più possibile dalle mie esperienze del passato. Ho scoperto che per ogni singolo evento, i ricordi sono pochi e piuttosto frammentati, tutti profondamente negativi. Non riesco a ricordare un giorno preciso in cui a sera mi sono detto  "oggi sono stato davvero bene". Però potrei raccontarvi di un’infinità di giorni in cui sentimenti come frustrazione, disagio fisico e psicologico, pena, nostalgia e rimorso mi cavalcavano l’anima come Mustang nelle praterie dell’Oregon.

Dunque è vero, confermo, i ricordi sono il frutto di una selezione a priori, che va piuttosto al di la della nostra coscienza di esseri umani.

A proposito di esseri umani, ieri non siamo morti. O meglio, ieri non sono morte più persone di quante mediamente ne muoiano in 24 ore sulla terra. A Ginevra poi non è morto proprio nessuno. Ma gli svizzeri muoiono?

Provo rabbia per questi allarmismi da copertina che non fanno altro che spalmare tensione mediatica gratuita. Per quale cazzo di motivo i giornalisti devono dare la notizia di fantasiose teorie di buchi neri inghiotti-tutto quando sappiamo perfettamente che quasi tutto ciò che abbiamo è il risultato di studi ed esperimenti? Senza la scienza saremmo niente di quel che siamo. Bello o brutto che sia questo mondo di energie fossili non rinnovabili, ci siamo abituati a una serie di vantaggi che nessuno vorrebbe mai abbandonare, nemmeno gli Hamish. Perché potremmo fare a meno dei bottoni automatici, ma non dell’energia elettrica.  Viva il Cern!!!

Pur non essendo un religioso, provo un certo ribrezzo nella definizione che è stata data alle particelle che dovrebbero essere il frutto dello scontro fra fasci di elettroni: "particella di Dio". Tutto è di Dio, particelle e membrane incluse! E non è certo questo gran concetto teosofico, è solo l’ennesima constatazione di come il giornalismo abbia preso una piega spregevole. Aprite la home page del TGcom, ci sono più tette e culi che sul sito di Playboy. E soprattutto, dovere di impaginazione, spesso finiscono accanto alla foto del Papa, o a quella di qualche morto ammazzato. L’altro ieri, accanto all’immagine di Berlusconi, c’era la foto pubblicitaria del Sanitrit, il cesso portatile che non richiede installazione. Non penso che il Presidente del Consilvio sarebbe stato contento di vedere quella pagina di Tgcom. E si vantano di essere sfogliati da più di mezzo milione di lettori. Mecojoni, direbbe il mio amico Elvio!

Vado a incidere lo spot di una Società di credito al consumo. Danno danaro a tutti, anche a chi ha cambiali e assegni protestati, a chi è in ritardo col pagamento delle bollette, a chi non ce la fa ad arrivare a fine mese e per questo si fa prestare 5000 euro al 23 per cento di interesse. Come mettere il collo sotto la ghigliottina insomma! Eppure lo incido lo stesso, perchè senz’altro se non lo faccio io lo fa un mio collega che si accontenterà di due terzi del mio cachet. 

La parola d’ordine di oggi dunque è membrana.  Che divide anche i buoni dai cattivi.

 

 

 

 

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Commenti (1)

  1. |

    La mia teoria fondamentale della materia è che tutto, dall’infinitamenta piccolo all’infinitamente grande, sia strutturato in contenuto e contenente, divisi ovviamente da membrane, pareti, setti, ecc.
    E’ chiaramente una teoria semplicistica ma qualcosa mi dice che abbia a che fare con l’entropia e quindi con la termodinamica.
    Condivido la difesa della scienza dagli attacchi dei pennivendoli.

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