E’ uscito di scena come fanno i grandi artisti, perfettamente in silenzio.
All’ombra dell’Erika delle coste scozzesi, si è spento a 55 anni Claudio Capone.
Mito e mentore della mia generazione di giovani speaker, autore di notti insonni passate ad ascoltarlo, ad imitarlo.
Mancherà al popolo degli innamorati del doppiaggio in lingua italiana, agli amanti del bel timbro, alle orecchie che non si accontentano.
L’inventore del “documentariese” lascia in eredità personaggi indimenticabili come Ridge di Beautiful, e i documentari più belli.
La foca monaca, si è sempre riprodotta sulle coste del Mare di Barings, con la sua splendida voce.
Addio Claudio, ora doppi per gli angeli.

autore: marcodedomenico | 24 giugno 2008
E’ morto Claudio Capone
categorie: altro

Commenti (11)







Quando me l’hanno detto non volevo crederci.
Ho 34 anni e praticamente sono cresciuto ascoltando la sua voce nei documentari di Quark e in alcuni film e telefilm mito.
Adesso era “conosciuto” perche’ dava la voce al mascellone di Beautiful ma di cose ne ha fatte !
Davvero un grande che se ne va, colpito da quel male bastardo e subdolo che e’ l’ictus.
Se non fossi adulto e vaccinato mi verrebbe da dire che “non e’ giusto!”.
Immenso, Capone.
La testimonianza di Piero Angela, col quale Capone ha collaborato per decenni:
http://snipurl.com/2o9i1
Se n’è andato un grande del doppiaggio. Anche io sono cresciuto ascoltandolo, nei film ma soprattutto nei documentari. La sua voce era inconfondibile. Una di quelle che ha fatto nascere in me il sogno di fare doppiaggio…un giorno.
Quando l’ho saputo credo di aver pensato contemporaneamente a due cose:
1) solo due anni fa c’è stato un periodo in cui per settimane l’ho “rincorso”, ero sul punto di incontrarlo..e non ce l’ho fatta. Non credevo che non ne avrei più avuta la possibilità..
2) ho pensato a te, Marco, che tempo fa gli dedicasti un post.
Sarà difficile dimenticarlo e difficile, per chi lo amava e stimava, accettare la cosa, perchè la sua voce è ovunque da più di 20 anni.
Sandra
Si, ricordo perfettamente Sandra quando gli dedicai un post. E’ raro che si parli del doppiaggio, è ancor più raro che si parli dei doppiatori. Piuttosto, lo si fa quando qualcuno dei bravi se ne va.
Anzi, quando qualcuno dei più “celebri” se ne va.
Hai notato che quando si parla di doppiaggio c’è sempre qualcuno che dice: “eh, il grande Ferruccio Amendola…” e sai perchè? Perchè novantanove persone su cento conoscevano solo lui! Ma quanti sono i bravi doppiatori? Duecento? Forse trecento! Come vedi, spesso, è fatica sprecata. E’ morto Capone, e qualcuno torna a parlare del mondo dei doppiatori.
Comunque, ovviamente, mi spiace molto per la sua famiglia e perchè quando un artista taglia la corda, è sempre una perdita. Come fù per Freddy Mercury, per Corrado, per Alberto Sordi, per Nino Manfredi, per Battisti.
E’ vero, Marco. Il doppiaggio è in ombra. E per chi lo ama e lo fa è un dolore quotidiano. Ma sai…io credo che ci siano anche tanti che del doppiaggio amano anche questo suo ambiente fumoso e chiuso, senza luce e vero risalto. Insomma: quanti timidi e schivi si nascondono in sala?
Più che altro io direi che oggi, nel 2008, c’è ancora tanta tantissima ignoranza su quel che è il mondo della comunicazione verbale: faccio radio da 12 anni e ogni volta che qualcuno mi chiede quale sia il mio lavoro la mia risposta “speaker” fa assumere all’ interlocutore una espressione facciale molto chiara: sta pensando ” e questa che ha detto, mò??”. Dici radio? E capiscono Rai. Insomma…la voce è il primo mezzo di comunicazione e ancora tanti nemmeno lo sanno
Sandra
Ragazzi, scusate se mi intrometto, ma è da un po’ che avrei voluto scrivere qualcosa su Claudio. Alle vostre belle parole vorrei aggiungere una testimonianza diretta, visto che lo conoscevo bene da tanti anni, essendo un suo collega. Aldilà della bravura che tutti gli abbiamo sempre riconosciuto, Claudio era un Uomo e non uno sciacallo (come alcuni colleghi). Era una persona sempre sorridente e garbata, mai arrabbiata. Lavorava tanto perché era bravo e non ha mai usato (come tanti colleghi) la indignitosa arma della concorrenza sleale, dell’offerta a ribasso per togliere del lavoro ad altri per il proprio tornaconto. Ecco: Claudio aveva una Dignità Umana! Aveva anche una sua vita, separata dal lavoro. Il lavoro era strumentale al suo benessere, ma non era un’ossessione. Amava andare in barca, rilassarsi con altri hobbyes: lavorava moltissimo ma era capace anche di staccare la spina. Era una persona che lascia un vuoto umano nel nostro ambiente. Grazie…
Ciao Gino, grazie per le tue parole. Ho approvato il tuo commento ancor prima di leggerlo, m’è bastata la tua firma.
Continua, se ti va, a frequentare questo blog.
marco
Grazie a te Marco, anche per le belle parole che mi hai rivolto! Ho già messo il blog tra i preferiti: lo frequenterò senz’altro. Un abbraccio a te e agli amici del blog
gino
sono un fonico dal 1976 e ogni volta che una voce si spegne e’ un lutto…mi spiace molto