autore: marcodedomenico | 14 giugno 2008

Gloria nell’alto dei cieli…

categorie: altro

oro-incenso-e-birra.jpgChe non c’è pace quaggiù, direbbe Zucchero.

Zeta aspra o sonora a parte (a proposito, Zucchero si pronuncia con la zeta aspra, quella di “zozzo” per intenderci), Adelmo aveva proprio ragione. Correva l’anno 1989, usciva uno dei dischi destinati a cambiare la storia della musica leggera italiana.

Anzitutto, è uno dei dischi meglio incisi in Italia di sempre, e si facevano i primi esperimenti nell’ambito del dominio digitale. Corrado Rustici programmò i computer (allora potenti quanto un Nokia di oggi), Polo Jones al basso, e molti altri grandissimi aristi presero parte a quel progetto, destinato a passare alla storia.

Uscì oggi, il 14 giugno di dicannove anni fa. Quante volte l’avrò ascoltato? Ne comprai una copia in vinile, avevo quattordici anni, ricordo quell’estate come se fosse ieri, e conto di averla sempre con me. Quell’estate passai dall’infanzia all’adolescenza. Scoprii i peli (uno ogni due o tre centimetri quadrati), scoprii il sesso (autoindotto da allora, e per molti anni a “venire”), scoprii tutta la parte di musica che mi mancava e che non avevo per forza mai ascoltato. Scoprii il vento in faccia del motorino, le ore infinite di matematica al Liceo, i primi “no” assestati come fossero pugni alla tempia, le prime sigarette e il profumo di uno spinello. Per fortuna, solo quello.

E la radio suonava un’Overdose d’amore, Diavolo in me, Iruben me, e soprattutto Diamante. Ancora adesso, quando provo un’emozione grande e sento le lacrime salire e tracimare oltre le ciglia, penso a quella frase sussurrata appena: “fai piano, i bimbi grandi non piangono.. fai piano, i bimbi grandi non piangono”…

Quante ore passate a girare e rigirare sul piatto quel disco, con le casse e l’amplificatore di mio papà. Sputtanati poi la sera del mio diciottesimo compleanno, grazie a un acuto di Axl Rose.

Oro Incenso e Birra è un disco che ho nell’anima, perchè quel che ho dentro è scritto anche grazie a quelle canzoni.

Ora ascolto Zucchero qui nel mio studio, ripercorrendo con la memoria le tappe del mio cammino, dall’adolescenza all’età adulta. Consapevole che anche quest’estate è destinata a cambiarmi prodondamente, fosse anche solo perchè a luglio mi sposo.

Ieri mi ha chiamato Derek Allen, lo speaker inglese che con me ha recitato nello spot TV di Coca Cola, vuole venire a vedere il mio studio, è curioso come un gatto. Questa sera sarà ospite nella mia (nostra) nuova casa il mio amico Claudio. Claudio Martini è il mio amico più antico, lo conobbi proprio nell’estate del 1989, al primo banco insieme a me in prima Liceo. Sarà una coincidenza? Che dice Nietzsche? Boh!

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Commenti (2)

  1. |

    Non è questo un commento specifico al post. Ma sono solo poche righe per inviarti i complimenti per i tuoi scritti sempre interessanti e mai banali , fatti da chi ama veramente ciò che fà e il mondo che lo circonda , in questo caso la musica e la radio . Ti leggo con interesse anche se poi sono abbastanza pigro per scrivere dei commenti . Complimenti vivissimi … e Auguri .

  2. |

    Grazie di cuore Salvo… commento apprezzatissimo il tuo, anche perchè sei un mio collega.
    Scrivi, scrivi pure quando vuoi.. questo blog è anche tuo, è di tutti noi!
    A presto.. grazie.

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