autore: marcodedomenico | 25 febbraio 2008

Romeo & Giulietta..

categorie: altro

romeogiulietta.pngChe significa “Montecchi”? Nulla: non una mano, non un piede, non un braccio, non la faccia, né un’altra parte qualunque del corpo di un uomo. Che cosa c’è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.  

Verità assoluta, quella pronunciata da una quattordicenne Giulietta, nel secondo atto del dramma amoro più famoso di tutti i tempi.

Fino a pochi mesi fa, di Romeo e Giulietta esistevano (oltre all’opera originale di William Shakespeare) un paio di film (quello di Zeffirelli e quello di Lurhmann) e diverse riduzioni musicali.

Dallo scorso anno si è aggiunta la versione con le musiche di Riccardo Cocciante e i versi di Pasquale Panella.
Sabato scorso ho assistito a quest’opera e ci sono rimasto proprio male!
Ammetto di non aver mai visto un musical in tutta la mia vita. Diciamo che fatico a riconoscere nel balletto una forma d’arte, ma questo è un mio difetto personale. E in generale mi piace la musica nella sua forma pura, e quindi decontestualizzata da qualunque immagine. Motivo per cui fatico a guardare i videoclip, e ho un vero odio verso i film musicali. Ho sempre trovato patetico il momento in cui l’attore in scena smette di recitare e comincia a cantare su una base musicale spuntata dal nulla. :)

Però, sabato sera ho goduto, e non pensavo. Qualche genio si è inventato una scenografia tridimensionale completamente virtuale. Mi sono fatto venire il torcicollo per guardare dietro di me e capire cosa stesse accadendo. In pratica ho scoperto che due proiettori cinematografici piuttosto distanti fra loro dipingevano sulle quinte mobili in tessuto del palcoscenico un vero e proprio scenario tridimensionale. Il risultato era davvero strabiliante.

E poi gli attori, tutti poco più che ventenni, con una padronanza della voce che mi ha davvero fatto sentire piccolo piccolo. E’ proprio vero che quando pensi di aver imparato bene qualcosa, arriva sempre qualche mostro pronto a gettarti sabbia negli occhi.

Un gruppo di ragazzini che recitava e cantava divinamente. Anche se non mi avessero detto nulla, già dalla terza nota in avanti avrei riconosciuto la modalità compositiva di Cocciante. E anche nel modo di cantare degli artisti ho visto molto di Cocciante. Immagino quante ore abbia dedicato ad insegnar loro ogni cosa.

Ma che bello… che brividi, e che emozioni! Se pensate che settanta euro per uno spettacolo di due ore siano troppe, forse non avete ancora Giulietta e Romeo.

Vi suggerisco una visitina, tanto più che al termine del tour mancano ancora diverse date, in tutt’Italia.

Bravo Cocciante, bravissimo Panella e la sua poesia, eccellenti gli artisti.

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