autore: marcodedomenico | 25 gennaio 2008

Sano come un pesce

categorie: altro

pesce1.gifSi chiama Piero, e da circa un anno pinneggia all’interno di una boccia di vetro sferica, che a sua volta è addossata alla parete sud di casa mia. Mangia esattamente quando mangio io, non dice mai nulla. Si accontenta di vivacchiare lì, nel suo microcosmo fatto di sassolini arancioni e acqua non troppo pulita. E’ sano come un pesce, e se non lo fosse ci sarebbe di che preoccuparsi, perchè sarebbe morto.

Mai fatto caso che i pesci praticamente non si ammalano? Non hanno evidentemente condizioni di salute intermedie, o se le hanno evidentemente sfuggono ai nostri occhi, perchè il pesce è praticamente un interruttore. On – off, o acceso o spento, o vivo o morto.

Spesso lo guardo fare la pappa, se anch’io potessi campare di quei picogrammi di scagliette probabilmente avrei una Porsche! Mi fa invidia, pierino. Perchè appunto stà sempre bene.

Io predico un gran bene e razzolo proprio male. So che d’inverno sarebbe buona norma coprirsi in maniera opportuna. Un giubbotto e una sciarpina dovrebbero rappresentare il corredo base di quando si esce. La regola evidentemente vale per tutti tranne che per me. Il giubbotto addosso mi pesa, quando guido nemmeno se ne parla. Il risultato è che passo i mesi invernali come un automobilista passa su un viadotto. Sguardo diritto, gocciolina di sudore giù dalla tempia e una gran voglia d’esser fuori da quella campata altissima il prima possibile. Io conto i giorni che non mi ammalo, mi consolo quando al mattino non ho mal di gola, e mi lamento immediatamente appena c’è qualcosa che non va.

E… lavoro con la voce. Uno speaker dovrebbe coprirsi bene, intabarrarsi la gola, non fumare e parlare poco. Perchè per parlare veniamo pagati e neanche male.

Io naturalmente mi copro zero, strafumo, e sono un gran chiacchierone.

Ora mi fa male un orecchio, addirittura mi fa male anche quando parlo, quando spalanco la bocca.
Non sono nemmeno andato su internet a cercare una diagnosi, ho paura di sapere.

Oggi ho inciso audio per ore filate, sempre con questo dolore e una voce brutta. Mi suona brutta al palato, me la sento nel naso, non riesco a scendere con l’intonazione, mi sento un violino che ha preso umidità.

Ora gradirei un cocktayl a bordo piscina, un bel sole tondo e a perpendicolo (non questo cerchietto rossiccio e basso all’orizzonte che lo puoi anche guardare) e un impegno romantico per la sera.

Invece è passata mezzanotte, sono nel mio studio dove ho lavorato tutto il giorno, c’è silenzio profondo, nemmeno Piero ha nulla da dire.

Per fortuna è venerdì.

PS: Domani un bel post sul Cinema, è tornato il momento di dire qualcosina..

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Commenti (1)

  1. |

    Mi rendo conto che non ti sia particolarmente d’aiuto ammalarti, però alla fine un pizzico di libertà ci vuole! Ora, credo che non cambi la vita a nessuno mettersi il giubotto o meno, però è una questione di onore personale! Quando si decide che il giubotto non serve, nessuno deve togliertelo dalla testa! XD
    E a dirla tutta, personalmente preferisco gironzolare rischiando di ammalarmi, piuttosto che sopprimere la mia natura e mettermi il giubotto. Ti capisco benissimo.
    In ogni caso, spero ti passi il dolore all’orecchio, e la tua voce torni al più presto nella sua forma smagliante :)
    Salutami Piero :D ti auguro che il suo momento Off sia lontano, perché quando ti muore un pesce è deprimentissimo :(

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