Guardo e ascolto i telegiornali dall’età in cui bevevo il Billy e giocavo a 1,2,3, stella.
Della politica mi sono sempre disinteressato, i fatti di cronaca invece mi hanno sempre attirato ma soltanto se riferiti a poche ore dall’accaduto. Gli infiniti strascichi tipici del giornalismo invece li trovo un po’ patetici.
Ma al di là delle mie considerazioni personali, da innamorato della nostra lingua ho sempre trovato molto divertenti i paradigmi tipici del giornalismo. Ci sono delle regole non scritte, nel giornalismo, che ogni nuova leva è obbligata a rispettare. Mai dire la stessa parola due volte se non separata da almeno quindici righe. Anche se non esistono vere alternative, almeno nella lingua corrente.
Ecco perchè i “medici” diventano di colpo “i dottori” e quindi la riga sotto si trasformano ne ”i sanitari“. Voi avete mai parlato di “un medico” come di “un sanitario”? Forse se il medico è anche brutto, così brutto da sembrare un cesso. Perchè per me i sanitari sono bidet, wc e al limite anche il lavandino. Misteri della sinonimìa.
E gli ospedali? Gli ospedali, una riga sotto diventano “i nosocomi“.
Ricollegandomi al mio ultimo post sulla tristezza delle pubblicità locali, mi immagino la scenetta:
“Amore? Sei passata dal nosocomio a ritirare le analisi del sangue?”
Ma non vi viene da ridere? A me si, molto.
E poi ci sono un paio di dozzine di frasi fatte tipiche del giornalismo, tipo:
- “Si sono spenti gli ultimi focolai della protesta” e io mi immagino i pompieri che fisicamente spengono questi fantomatici focolai.
- “si lavora alacremente per…” eh, questo avverbio lo si sente solo nei notiziari. Nessuno, nella lingua corrente, si sognerebbe mai di usare “alacremente”
- “Fervono i preparativi…” Sisi, se i preparativi non fervessero, il mondo sarebbe un posto peggiore
- “Ai sanitari non è rimasto altro da fare che constatarne il decesso”. Ma cazzo, esisterà un modo diverso per dire che i medici l’hanno trovato morto?
E poi ci sono i tipici “al termine”, “a seguire”, “in chiusura”, “in apertura”, “per ora è tutto”, “per questa edizione abbiamo concluso”, “non ci resta altro da fare che augurarvi una buona serata”, “dalla redazione è davvero tutto” e poi il mitico “Teniamo aperta la linea, e qualora ci fossero aggiornamenti non esiteremo a riferirveli”.
L’ultima moda poi è il collegare una notizia con quella successiva a tutti i costi. Anche quando il collegamento proprio non c’è. Il TG5 è il re dei collegamenti, spesso con risultati imbarazzanti.
Tipo che finisce la notizia sulla strage di Erba, e il conduttore dice “e a proposito di erba, il costo della frutta è verdura è tornato a salire. Oppure “e sempre parlando di erba, cresce il consumo di marijuana in Italia. O ancora “e sempre a proposito di Erba, vi riferiamo di un’omicidio in provincia di Prato.”.
Ovviamente esagero, ma solo per far comprendere il senso del mio discorso.
Domani, un bel post su quanto è accaduto lo scorso sabato. Il Primo dicembre abbiamo registrato i “Nickelodeon Kids Choice Awards”, spettacolo televisivo in onda l’otto dicembre su Nickelodeon, canale 604 di Sky. Io ero la voce ufficiale dell’evento, poichè sono la voce ufficiale del canale. E’ stata un’esperienza magnifica, ma per questo blog è davvero tutto, se avrò ulteriori aggiornamenti, non esiterò a riferirveli.










MI hai fatto davvero sorridere con questo post!! E mi fan sempre più ridere i giornalisti!!!
MA senti qui, ho qualcosa per te.
Son stata a Barcellona la settimana scorsa, e ho guardato un pò la loro TV, a parte che l’età media dei condutttori è molto più bassa che da noi, comunque, ti volevo proporre una cosa che ho notato che ha davvero dell’incredibile.
Guardavo un canale tipo Italia Uno, e c’erano gli stessi cartoni gli stessi telefilm e….le stesse VOCI!!! Ti spiego. Per alcuni personaggi, ho notato che il doppiatore spagnolo aveva la voce simile al doppiatore italiano, cioè come ci fosse un clone di Davide Garbolino…Incredibile! (….ops…lo potevo già ripetere?!?)
E’ vero! è verissimo e anche molto divertente!
Ma, bisogna dirlo, alzi la mano chi non ha fatto la stessa cosa… nel suo piccolo, magari chiudendo una mail con l’immancabile “distinti saluti”….
come diceva Severgnini (più o meno) “mi chiedo chi si sia preso la briga di distinguerli questi saluti!”
e tutte le altre frasi schifoaulicoincasinate che tanto piacciono ad alcuni.
QUindi torno a leggermi il giornale online aspettando il tg5 e porgo
DISTINTI SALUTI!