autore: marcodedomenico | 27 novembre 2007

Ti senti bene?

categorie: Consigli

sennheiser.jpgFatta in condizioni “standard”, questa domanda sottintende una qualche pregressa condizione di malessere. Uno comincia a chiedersi se in effetti sta bene. Si guarda allo specchio per fugare il timore d’esser pallido o gonfio o cos’altro.

Nell’ambiente di noi speaker è invece la classica domanda che ci viene posta dal tecnico del suono di turno, al fine di capire se l’ascolto in cuffia è ottimale.

Ed è una parte essenziale, indispensabile, imprescindibile del nostro lavoro.

Bisogna ascoltarsi bene. Le cuffie devono essere di eccellente qualità, in grado di garantire la giusta spinta sonora e al contempo essere belle chiuse, in modo che il suono della nostra stessa voce non fuoriesca dai padiglioni auricolari perchè si incorrerebbe nel più classico dei Larsen.

L’effetto “Larsen” detto anche “innesco” o “feedback acustico” è quando le cuffie cominciano a fischiare perchè il microfono di fronte a noi riceve il suo stesso suono dalle cuffie. Nei concerti è un classico.

In sostanza quando lo speaker incide, deve avere in testa un paio di ottime cuffie, che gli garantisco un riascolto perfetto della sua stessa voce.

Solo così puoi controllare al meglio la tua voce, solo così puoi modulare con precisione l’emissione.

Le cuffie (possibilmente piuttosto altine) ti permettono di sentire ogni cosa, amplificata dieci volte. Hai così la garanzia di una precisione chirurgica, quella che ti occorre quando registri in maniera professionale.

C’è uno studio di doppiaggio di Milano dove odio andare perchè anzichè le cuffie, hanno una specie di cornetta del telefono segata a metà. Dentro dovresti sentirci solo la colonna sonora originale del film che stai doppiando.

Per me che sono più uno speaker che un doppiatore è una specie di incubo. Non posso risentire la mia voce, la governo male e mi faccio piuttosto schifo.

E lì… scatta la mano a conchetta.

Eh, la mano a conchetta è un classico! Il più estremo e rudimentale dei rimedi. Ma come funziona?

E’ semplice.. se proprio non hai come riascoltarti a regola d’arte, ti scegli un’orecchio (possibilmente quello al quale appoggeresti la cornetta del telefono, quello quindi più sensibile) e ci appoggi la mano a forma di conca, come quando vuoi sentire meglio un suono debole e lontano.

In questo modo, è come se protesizzassi il tuo padiglione auricolare, dotandolo di maggior sensibilità.

Ascolterai la tua voce un po’ più forte e un po’ più precisa… Controllarla meglio, in queste condizioni, è più semplice.

Do’ anche un consiglio tecnico. A un giovane speaker che volesse fare strada in questo ambito, suggerisco l’acquisto di una cuffia Sennheiser HD25. Sono potenti, non innescano e sono leggere, si possono tenere in testa per ore senza troppo disagio. Giuro che non ho un contratto con Sennheiser.

Occhio però coi volumi… ho colleghi che tengono le cuffie così alte che a 40 anni non sentono più nemmeno il fischio del treno!!!

Qundi, ricapitolando, chi di mestiere fà lo speaker… si deve sentire bene. Pena, un risultato mediocre della propria incisione.

Essere speaker, prima che grandi parlatori, significa essere degli eccellenti uditori. Questa cosa non mi stancherò mai di scriverla.

Ora baci e abbracci a tutti, vado a incidere un po’ con le mie vecchie ma ancora ottime HD25!

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Commenti (9)

  1. |

    Sono le mie stesse cuffie :)
    devo solo trovare un lungo lungo lungo filo nuovo..

    Sandra

  2. |

    Si Sandra… il cavetto delle HD25 è dotato di vita propria.. Si attorciglia guardandolo, non torna mai nella sua posizione originale, e senza un minimo di manutenzione alla fine ti strozza la gola. Ho visto colleghi con la giugulare al cappio! Dove si potrà mai acquistare soltanto il cavo, che dura poco e si logora alla svelta?
    Se qualcuno lo sa, ci faccia un fischio. Un fischio da innesco. :)

    M.D.D.

  3. |

    Ma.. quando doppi con le cuffie, il suono della tua voce arriva in tempo reale? Ho sempre avuto la convinzione che arrivasse pochi istanti dopo, come per la tv satellite, e credevo che fosse quantomeno impossibile correggersi in tempo..

    Ah, e poi avrei bisogno di un’informazione.. purtroppo so molto poco del mondo del doppiaggio e avrei bisogno di un aiutino..
    Allora, vi spiego, ho deciso da tempo oramai di intraprendere gli studi per le superiori all’istituto d’arte, perché è un ambito che mi piace molto e nel quale spero di poter fare strada.
    Ma veniamo al dunque: anche il mondo del doppiaggio mi ha sempre affascinato molto, e se avessi avuto una voce più adatta probabilmente avrei provato a studiare dizione (se è questo che bisogna fare).
    Siccome però in casa, durante il giorno, è mia consuetudine sollevare qualche argomento che ha a che fare con il mondo del doppiaggio, ho “attirato” l’attenzione di mia madre su questo argomento.
    E’ da un po’ di tempo che mi chiede se è possibile per lei intraprendere questa strada, se e cosa dovrebbe studiare, e come potrebbe informarsi. Purtroppo in questo non posso esserle molto d’aiuto, quindi, sapendo che tu ci sei passato, volevo chiederti se potresti indirizzarci, per così dire, sulla retta via, fornirci qualche piccola dritta.

    Grazie per l’attenzione

    P.S.
    non so se cambia qualcosa, ma ha 43 anni..

  4. |

    Ciao Claudia!
    Andiamo per ordine:
    La tua voce in cuffia arriva con un ritardo di qualche millisecondo perchè deve passare attraverso tutti i circuiti elettronici e digitali.
    Un ritardo così breve però non può essere percepito dal nostro sistema uditivo, quindi in pratica è come se la voce ti tornasse in tempo perfettamente reale.
    Sarebbe assolutamente impossibile lavorare se fosse altrimenti, te lo posso garantire per esperienza diretta.
    Nel 2000 lavoravo a Italia 1, e lì avevo in cuffia un ritardo di mezzo secondo. Ovviamente le toglievo e non le usavo.
    Poi, quanto al doppiaggio, l’età naturalmente non conta, anzi.
    Il primo passo è un ottimo corso di doppiaggio. Visto che sei di Milano suggerisco il CTA, centro teatro attivo.
    Dopo il corso di doppiaggio bisognerebbe fare un corso di recitazione, magari più di uno. La bellezza della voce nel doppiaggio NON CONTA NULLA. Non mi stancherò mai di ripeterlo. Contano se mai le proprie capacità attoriali, i riflessi, l’arte di saper incollare la propria voce sulla bocca di un altro.
    E’ poi un percosrso lunghissimo, senza alcuna certezza di riuscita, quindi dì pure a tua mamma di non farsi alcuna illusione. Non è come il corso di formazione di un’azienda, dove esci e senz’altro qualcosa sai già fare.
    Per te, Claudia mia nuova lettrice, auguri per l’Istituto d’Arte.

  5. |

    Al dilà del fatto che il ritardo è di pochi decimi di millisecondo e non di “qualche millisecondo” senno te ne accorgeresti eccome,su torino trovi molti rivenditori di articoli musicali pieni di cavi per le s hd25

  6. |

    Non si direbbe mai che lavoro da un decennio abbondante..leggendo questo blog scopro ogni giorno cose nuove!! Che vergogna! :)

    Torino per me è un pò lontano, qualcuno conosce rivendite a Napoli? (scusa, Marco, se approfitto del tuo blog per chiedere questa cosa..)

    Sandra

  7. |

    Rispondo a Lello che si sbaglia. Un ritardo di “qualche millisecondo” è assolutamente non percepibile dall’orecchio umano, quando si sta incidendo.
    A titolo di esempio, eccovi un link dove ascoltare la mia voce due volte, sovrapposte, e distanziate di 25 millisecondi.

    http://www.dedomenicoaudioserver.com/millisecondo.mp3

    Si sentirà un leggero effetto “flanger”.
    Questo ritardo però, relativo alla voce emessa in presa diretta, è del tutto inudibile.
    Viceversa, i conduttori radiofonici non potrebbero avere in cuffia l’audio di una comune radio sintonizzata sulla loro frequenza di emissione. E si tratta di una pratica diffusissima.

    Quando trasmettevo su Radio Reporter, in cuffia avevo sempre e solo il 103.7, la frequenza principale. Altro che qualche millisecondo, in quel caso. Eppure la sensazione in cuffia era di alcun ritardo, rispetto alle mie parole.

    Ed ora tutti a Torino a comprare i cavetti delle cuffie, e guai a comprarli a Napoli.
    Anche alla velocità della luce, Napoli e Torino sarebbero lontane esattamente 0,002(6) secondi. Troppi, per uno speaker.

  8. |

    Ciao Marco, una domanda tecnica sulle HD25.
    Oltre all’ottima qualità acustica, secondo te sono buone anche perché, portandole molto tempo, danno meno problemi all’udito (ovviamente ad un volume normale) rispetto ad altre cuffie più economiche?

    Grazie mille!

  9. |

    Ciao gianluca, la risposta è no.
    Anzi, mi viene da pensare il contrario.
    Dopo alcune ore che le ho in testa provo una leggera sensazione di stordimento.
    Inoltre, essendo molto occlusive alla fine fanno male sia sulle orecchie che in testa.
    Quindi ottime se usate a dosi omeopatiche.
    Questo però vale soltanto per la mia esperienza personale.

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