La risposta corretta è: “falsetto“!!!
E’ chiaro che la febbre porta con se anche strani effetti, sulla psiche umana.
Il bello di avere un’influenza micidiale con naso chiuso e mal di gola, per uno speaker è il piacere di non avere nulla da fare. Visto il senso del dovere che quotidianamente mi permea, è sostanzialmente un dispiacere. Però prendo atto che la mia cassetta degli attrezzi oggi è lucchettata, e mi sforzo di fare altro e non pensarci. Fuori diluvia, il cielo è basso e plumbeo, non sento gli odori nè i sapori, e ci sento anche poco.
Così davanti a me oggi anzichè il microfono ci sono i famosi Dieci piani di morbidezza. Il secondo rotolo. E non sono nemmeno le cinque del pomeriggio.
Prima pensavo al falsetto. Ci pensavo in chiave fonatoria, ovviamente. E poi è sopraggiunta l’intuizione del falso diminutivo. Un giochetto da Pagina della Sfinge della vecchia e cara Settimana Enigmistica, che mio nonno quand’era in Vita completava in un paio di giorni, dedicando gli altri cinque allo studio approfondito delle Religioni. Mio nonno era un bravo teosofo, persona dall’intelligenza davvero straordinaria, e dal carattere instabile e scontroso. Piuttosto tipico di quelle personalità. Eppure mi amava e lo amavo.
Mio nonno mi ha lasciato almeno tre passioni: la musica, la radiotecnica, la lettura.
La terza per me oggi è un hobby, i primi due un vero lavoro. Non l’avevo mai ringraziato pubblicamente, attraverso questo post ne ho senz’altro l’opportunità.
Marconista in marina, un vero innamorato della radiofonia e della radiotecnica. Insieme a lui ho progettato e costruito una radiolina in AM all’età di soli undici anni. Se non è passione questa…
Mio nonno Leonardo avrebbe senz’altro sorriso a questo gioco di parole del falso diminutivo di falso per falsetto, e senz’altro avrebbe scritto alla Redazione della Settimana per farlo pubblicare. Una volta abbiamo vinto anche un Monopoli e rischiato di vincere un Ciao della Piaggio.
Io poi il motorino me lo sono comprato lo stesso, prima di farlo fuori contro una Ritmo parcheggiata male.
Eppure questo è un blog professionale dove si parla di uso della voce, quindi in pratica mi corre l’obbligo di parlare di voce. Del falsetto, appunto.
Il falsetto è un particolare modo di vibrazione delle corde vocali che permette di emettere le note più acute con meno sforzo, o in alternativa di emettere note più acute di quanto si potrebbe fare con mezzi normali: si produce per stiramento delle corde vocali in seguito all’inclinazione della cartilagine tiroide, che provoca una vibrazione “per giustapposizione” delle corde stesse invece che per battimento.
Questo modo di emissione può essere un effetto voluto oppure un riflesso automatico della laringe, che se forzata a emettere suoni più acuti di quanto può fare (o se è affaticata) si protegge emettendo suono in falsetto. I cantanti addestrati possono controllare la zona di passaggio dagli acuti in voce piena a quelli in falsetto, ottenendo il cosiddetto falsettone, una tecnica usata spesso nelle opere barocche. E’ un tipo di emissione che a me piace pochissimo, ma è un parere del tutto personale.
Il suono di una voce in falsetto è più acuto e meno potente della voce normale, ed è più sibilante e meno ricco di sonorità, quindi del tutto scarico di quelle belle armoniche che la nostra voce è in grado di generare nell’uso cosiddetto “normale”.
Ne hanno fatto un lavoro i Bee Gees, che per contratto guidavano una AUDI, la famosa Audìp is your love ![]()
In Italia invece la mente corre ovviamente ai Cugini di Campagna. E poi a seguire senz’altro anche Umberto Tozzi e Mango, i cui controllatissimi falsetti restano mitici.
In questo falso giorno di vero inverno, fra termometri e sciroppi e spremute d’arancia, si è parlato di falsetto e si è parlato di mio nonno Leonardo, detto Nardino.
Darei una falange nonno, per farti vedere che ora cammino quasi bene.










Complimenti al nonno! Un suggerimento per un prossimo post…le voci della radio quando vedi in foto chi sono non ci credi…un esempio? Cruciani di radio 24…o Milla di Radio Italia..
Bell’idea, Marco. Tempo fa dedicai un post a questo argomento… e forse è arrivata l’ora di approfondirlo.