autore: marcodedomenico | 15 ottobre 2007

Il flusso dei pensieri.. Aut.Min.Ric scade il trentun dodici duemilasette!

categorie: in pubblico, per persuadere, tips & tricks

asiomae3_190gf.gifConosco moltissime persone che parlano a velocità supersonica. La maggior parte di esse si mangia le parole, rendendo semi incomprensibili i discorsi.

Perchè?

Io suono discretamente il pianoforte. Se lo suonassi a una velocità superiore a quella che la mia abilità manuale mi concede, comincerei a sbagliare alcune note, schiaccerei i tasti sbagliati, altri non li schiaccerei affatto oppure non con la giusta forza.

Chi parla, dovrebbe essere conscio del suo limite, in questo caso specifico il limite è dato dalla propria capacità di articolazione della lingua, della mascella e delle labbra.
Le parole sono l’unione di diversi fonemi, i fonemi sono le particelle essenziali delle lingue, e ogni lingua  ha le sue. Ci sono fonemi più complessi di altri.

Di fatto, non possiamo permetterci di parlare più rapidamente di quanto non ci venga concesso, a patto di non sottoporsi ad un allenamento specifico. Noi speaker ad esempio saremmo tecnicamente in grado di parlare più velocemente di altri. Ma il risultato comunque sarebbe deludente alla fonte, poichè per quanto veloce si possa parlare, non è affatto detto che il ricevente (colui o coloro che ci ascoltano) sia in grado di elaborare correttamente il messaggio nei ristretti tempi di una parlata veloce. Ecco perchè io suggerisco sempre di parlare adagio, specie in pubblico. Non tutti hanno le stesse capacità di apprendimento e di elaborazione del messaggio.

Pertanto, mi permetto di dare un consiglio a chi spesso parla in pubblico. Si parli adagio, scandendo bene le parole, dando il giusto risalto alle parole chiave del proprio discorso (che evidenzieremo rallentando leggermente e spingendo un po’ di più) e soprattutto… facendo molte pause.

Le pause sono molto intelligenti. Permettono a chi ci ascolta di metabolizzare e fare proprio il concetto appena espresso. Concedono a noi un istante di respiro, all’interno del quale potremo deglutire, riposare per un attimo la laringe, e riordinare le idee per il discorso successivo.

Ed ecco perchè spesso molte persone parlano velocemente. Si tratta per lo più di persone piuttosto insicure, che per inseguire il proprio flusso dei pensieri (rapidissimi, ahinoi) finisco per parlare a mitraglia (Enrico Mentana dei bei tempi del TG5) e inciampando di continuo.

Piuttosto che incastrarsi in continuazione (con effetti estetici orrendi), meglio parlare più adagio, con frequenti pause. Le persone anziane parlano adagio non solo perchè hanno ridotta la capacità di articolare i suoni, ma anche perchè la loro mente gira più adagio. Non hanno il quad core, hanno un semplicissimo 286 con un’antica versione del DOS. Ma quando un anziano parla, tutti noi stiamo in silenzio ad ascoltarlo curiosi.

Ci avete mai fatto caso?

Seguite solo relativamente il flusso rapidissimo dei vostri pensieri, fate uscire dalla bocca frasi brevi, scandite lentamente, e con le giuste pause di respiro, e la vostra audience ve ne sarà grata.

Altrimenti farete come gli speaker degli spot (me compreso) che in fondo al comunicato devo recitare quello che in gergo si chiama “legal”, vale a dire quelle tre righe tipo: E’ un medicinale, tenere lontano dalla portata dei bambini. Oppure: Aut.Min.Rich (che sta per Autorizzazione Ministeriale Richeista) scade il tentun dodici duemilasette. Il tutto ovviamente letto alla velocità del suono, e nessuno capisce nulla.

Trucchetto: Vero che noi speaker sappiamo anche leggere velocissimo, ma queste parti di spot vengono notevolmente accelerate in digitale. Noi leggiamo rapidamente, poi il computer ci rende sovrumani.

Onnipotenza oratoria!!!

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Commenti (6)

  1. |

    Bel post! Io ho un collega in stanza che parla a “mitraglia” e che urla un casino … pare che ha un megafono incorporato. Consigli? …

    Sto a buon punto del libro “Il potere della voce” e lo trovo interessante! Se ne trovi pure uno su “come parlare con calma e con una voce adeguata” fammi un fischio!!!

    Giulia

  2. |

    Marco, condivido: la velocità di lettura è inversamente proporzionale alla capacità di farsi capire. E farsi capire, se si vuol comunicare qualcosa a qualcuno, in teoria *qualcosa* dovrebbe contare.

    Posso citare un’esperienza: avevo una professoressa che amava non solo parlare velocemente, ma comporre frasi dalle volute sintattiche ampie. Un labirinto di subordinate, di parentesi, parentesi nelle parentesi, cambiamenti di registro continui (scherzoso, autorevole, minaccioso, annoiato…).

    Quando interrogato mi chiese un capitolo di Letteratura Greca, io iniziai a dire: “Lo srk tcd er visst a partr dl secl qnt avt crst”. Partii a razzo, divorandomi consonanti, vocali e semivocali.

    L’insegnante m’interruppe: “Guarda che abbiamo tutto il tempo. Rallenta”

    E io: “Loooooo stoooooooooriiiiiiiiicoooooooooooooo Tuuuuuccccccccciiiiiiiiiiiiidddddddiiiiiiiiiitttttteeee.

    Dai banchi si levò una scrosciante risata.

    “Vai fuori”

    Ed io uscii di scena muovendomi come al rallentatore.
    Una borsetta mi sfiorò l’allegro viso.

    Conclusione: chi parla veloce, fa ridere.

    :)

  3. |

    Sempre sagace, ironico e infine divertente, il mio amico, collega e cliente Francesco.
    Sai cosa dicevano i latini?

    FESTINA LENTE

    Vale a dire: Affrettati, ma lentamente.

    Non è magnifico?

  4. |

    Ciao Marco.
    Per prima cosa devo farti i complimenti per il blog e poi per la voce :)

    Non sono un professionista della voce come te ma nel mio lavoro (operatore di call center) l’uso della voce è molto importante.
    Concordo sul fatto che in generale una conversazione ragionata e dalla velocità moderata è sicuramente piu’ efficace dal punto di vista della comunicazione. A lavoro, dovendo spiegare ad un cliente determinate cose cerco di selezionare le parole piu’ efficaci da usare, cerco di parlare adagio, con un tono di voce rilassato evitando di dover ripetere più vole le stesse cose. Certe volte, nel tentativo di accorciare i tempi di conversazione ho provato a parlare piu’ velocemtente (cerco di evitare il piu’ possibile di farlo) ma inciampavo sulle parole e alla fine i miei sforzi si rivelavano inutili.

    Sono sempre rimasto affascinato dalle capacità dialettiche della Panicucci! Parla velocissimo e non sbaglia mai. Esistono dei metodi per imparare a parlare in quel modo?

    Ciao
    Luigi

  5. |

    Ciao Luigi, grazie di cuore per i complimenti.
    Rispondendoti… si, ci sono tecniche per migliorare la propria capacità di articolare i suoni. Credo che le stesse scuole di dizione e di doppiaggio indirettamente ti insegnino a migliorare l’uso della voce, e eventualmente anche la velocità delle parole.
    La panicucci è un Kalashnikov! Ma siamo sicuri che sia migliore di altre? Facci caso, anche Giorgia Surina è un missile, eppure non fa ridere nessuno, anzi se mai ispira altri generi di sentimenti. Come la Panicucci, parla di continuo e comunica pochino.
    Ora fammi tu un esempio di un personaggio famoso che parla adagio, eppure arriva diritto al centro della comunicazione. Dopo che ci avrai pensato, scoprirai come le due cose (parlare adagio, ed efficacia della comunicazione) siano strettamente vincolate.
    Marco

  6. |

    Fossero tutti così i Kalashnikov :)
    eheheh ho fatto la battuta …
    Non mi ero mai soffermato sulla velocità dei personaggi di spettacolo, la Panicucci credo sia la piu’ veloce poi a livello ci comunicazione magari qualcuno si perde sicuramente qualcosa.

    Mi piacciono molto gli Angela, Piero e Alberto. Che ne pensi della loto metrica (si può parlare di metrica in questi casi??)

    Ciao
    Luigi

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