Chi inventa un blog non è certo un modesto. Scrivere un diario quotidiano e renderlo pubblico significa desiderare di condividere con gli altri i propri fatti personali.
Magari non tutti i propri fatti personali, ma senz’altro tutti quelli che riguardano la sfera del lavoro.
Questo è senza dubbi un blog professionale sull’uso della voce. Pertanto mi piace qualche volta (non sempre, sennò sarebbe un vero dramma e un assoluto festival dell’ipocrisia) pubblicare qualche mio lavoro.
La scorsa settimana ho inciso presso Quiet, Please! ( si chiama così, è un’importante casa di produzione di Milano) lo spot per la campagna pubblicitaria radiofonica di Canon.
In questo spot, io sono la voce in apertura della scenetta (sono un matto che parla con le sue foto come se parlasse al suo cane, ammesso che chi parla al proprio cane sia del tutto sano nelle sinapsi) e la voce in chiusura che cita il pay off.
Mi sembra uno spot molto ben riuscito, le mie doti recitative sono in discreta evidenza… è in onda in questi giorni su tutti i Network, e desidero farlo ascoltare qui. Per quelli che la radio non l’accendono mai.
Se poi siete curiosi di sentire gli altri miei lavori.. potete visitare il mio sito personale: www.marcodedomenico.com
Buon ascolto!






















Ecco fosse che mi devo comprare una stampante canon anche io? … io appassionata di foto non dico che son matta come te in questo spot ma mi ci avvicino!!!
E bravo Marco!
Che bravo! Sei sempre un grande!
Complimenti!
Gianluca
caro Marco, tralascio di magnificare la tua performance vocale perché balza alle orecchie da sola.
Vorrei, se posso, marcare l’ottima fattura testuale dello spot.
Funziona perché c’è un’idea. E un modo divertente per raccontarla.
Il benefit per il consumatore è: foto ad alta qualità. Sì, ma che tipo di qualità cerca il consumatore nelle foto? La fedeltà (informazione specifica sul prodotto).
Parlare di immagini su un mezzo come la radio non è mica tanto facile. In tv sarebbe diverso. Allora l’espediente retorico che si è utilizzato è una similitudine: le tue foto sono fedeli come il tuo cane. Di certo una foto non può essere fedele nel senso di riportarti l’osso o farti le coccole. L’accostamento ha chiaramente forti connotazioni ironiche e paradossali. Lo spot funziona perché si riesce a sollecitare la divertita complicità dell’ascoltatore.
Un brillante esempio di comunicazione persuasiva basata non su procedimenti logico-razionali (causa-effetto: “maggior risoluzione, quindi foto fedeli”), ma elementi emotivi certamente più coinvolgenti.
Marco, di spot belli come questi ne hai fatti molti. Spero ne vorrai pubblicare altri oltre quello della stampante.
Comunque ho migliorato il payoff: Pixma: uè ‘na stambànd o ‘na stambèit?
>>ammesso che chi parla al proprio cane sia del tutto sano nelle sinapsi
bene, non ho speranze di risultare -abbastanza- normale.. sob