Lo ritenni un fatto curioso ma isolato. E quindi non ne ho mai parlato con nessuno, anche se di risvolti buffi ne aveva e parecchi. Ma siccome oggi è successo di nuovo, mi è venuta voglia di raccontarvelo.
Chi legge abitualmente questo blog saprà che buona parte del lavoro di speaker consiste nel frequentare le grandi case di audioproduzioni. I poli produttivi più significativi sono Roma e Milano. A Roma più che altro si doppiano i film. A Milano invece si doppiano i cartoni animati, gli home video, i documentari, e si fanno spot.
Parliamo di spot. Circa un anno e mezzo fa mi trovai a incidere un radiocomunicato con uno dei miei colleghi più ricchi e famosi, si chiama Marco Zanni. Zanni si veste da regista, è eccentrico, ha una voce sbalorditiva. Quel giorno però non venne solo, perchè a registrare in sala di ripresa insieme a noi c’era il suo pastore tedesco. Taglia grossa! Con la promessa che il cane non avrebbe fiatato gli è stato concesso di portarselo in sala di incisione. Il mio parere non fù chiesto e non dissi nulla.
E a onor del vero a parte qualche ronfo sommesso il migliore amico dell’uomo se n’è stato lì buono. E si che io e Zanni urlavamo come i pazzi, per esigenze di copione.
Oggi è successo di nuovo. Sono stato convocato in Jingle Bell, uno degli studi più belli di Milano, per incidere il nuovo radiocomunicato di Vodafone Zero Limits. Al microfono eravamo io e Francesca Cassola (per gli amici cassoela, pronunciato come il famoso piatto milanese). Insieme a noi c’era Kenny, il suo quattro zampe motrici in pelo bianco di barboncino. Da vedere era una bellezza, in sala insieme a noi si stendeva tutto, schiacciato al suolo, coi cosciotti spalancati, sembrava apprezzare la nostra performance.
E’ andata bene, la mia professionalità è stata apprezzata (una volta di più e per fortuna) e ci siamo liberati rapidamente.
Ecco il mio secondo appuntamento canino. Io di cani mi intendo poco, e se non fosse perchè per circa due anni ho condotto in voce un programma su Rai Due dedicato agli animali domestici, non ne saprei proprio nulla. Ammetto anche di avere poca dimestichezza con gli animali in generale, perchè in famiglia non ne abbiamo mai avuti. In casa ho un pesce rosso che si chiama Piero, in onore di un mio vecchio amico che non c’è più. Una boccia grande come una palla da bowling, e nulla più.
Prometto che se mai andrò a vivere in una casa più grande e con un bel giardino, mi assumerò l’impegno di un animale. Di bestie in giro ce n’è molte, scegliere non mi sarà difficile.
A patto di non lavorare come lui quindi, il cane non è solo il miglior amico dell’uomo, ma anche il miglior amico dello speaker. Sempre a patto che non abbai.





















