Che grande cosa il web. Ti fa conoscere realtà infinitamente lontane dalla tua, e non soltanto in senso geografico.
Quando nel 1996 cominciai a lavorare per Reteotto Network, una radio di Varese che via satellite si ascoltava in tutto il mondo, presi il mio primo contatto con internet. Beh, esisteva quasi solo l’HTML, il sito più bello era quello della Ferrari, e per caricare una pagina da pochi kappa occorreva il tempo che impiego a fumare una sigaretta.
Però capivo che una rivoluzione era alle porte. Si stavano laminando i vetri (fragilissimi) della finestra sul mondo più grande del mondo.
Sono passati undici anni, e il web è ora la risorsa primaria per un’infinità di professioni. Tengo questo blog da pochi mesi, forse tre. E in queste settimane (pochissime se paragonate a un’intera vita professionale) sono entrato in contatto con moltissime persone. A volte mi sento quasi strattonato, ma la sensazione è comunque gradevole, oltrechè perfettamente gestibile. Ragazzi giovani che vogliono doppiare e sono convinti di poterlo fare perchè “hanno una bella voce”; ragazze che per lavorare in radio darebbero “qualsiasi cosa”, professionisti di settori non proprio adiacenti al mio che mi suggeriscono partenariati senza senso.
E poi ci sono i casi che ti colpiscono.
Tempo fa pensavo a quali aspetti siano davvero indispensabili per fare lo speaker. In primis mettevo la voce. Nel senso che se un individuo ha subito un’intervento alla gola, e per questo è senza voce o con poca voce, non potrà mai doppiare. E poi mettevo le orecchie, perchè se non ascolti, se non ti ascolti, non puoi valutare in tempo reale “l’emesso”, vale a dire i suoni che escono dalla tua bocca e che vengono catturati dal microfono. Poi, proseguendo nel ragionamento, ho pensato agli occhi, alla vista.
Lo speaker è anzitutto un lettore. Leggi un testo e lo trasformi in suono. Praticamente un trasduttore umano, semplificando di molto le cose.
Quindi lo speaker è:
1. Animo (senza cuore, niente emozioni)
2. Voce (senza voce, niente suoni)
3. Orecchie (senza orecchie, niente controllo della voce)
4. Occhi (senza occhi, niente cognizione del “da leggersi)
Veri i primi 3 punti, falso il quarto. La scorsa domenica mattina accendo il computer che ho in montagna e con un occhio ancora mezzo chiuso leggo la mail di un giovane speaker di Roma non vedente che mi dice che legge abitualmente il mio blog, ha visitato per intero il mio sito personale, ed è felice di fare la mia conoscenza.
Capirete che ho acceso il diesel cerebrale perchè ero parecchio incuriosito. Ci siamo scritti qualche mail, le mie come sempre belle farcite di errori di battitura (qualcuno anche di ortografia) e le sue invece perfette. Mi ha spiegato che attraverso un sistema di sintesi vocale lui visita i siti, e legge qualunque cosa, anche le mail. Penso che attraverso lo stesso sistema, Mario possa anche scrivere a macchina. Programmi di dettatura tipo Dragon, forse. Ma queste sono mie congetture.
Per i testi degli spot, la stessa cosa. Mario si fa leggere il testo, lo impara a memoria e lo recita. Ecco lo spot.
Ho ascoltato i lavori di Mario. Si capisce che è un ragazzo giovane, piuttosto acerbo nell’uso della voce, ma non per questo senza stoffa. Mario ha la stoffa, intuisco che la passione non gli manca, potrebbe davvero riservarmi qualche bella sorpresa, fra qualche anno.
Mario ha spostato in là il confine fra quello che si può fare, e quello che invece è ancora in attesa.
Io e Mario condividiamo la stessa passione (la voce) e anche un grave limite fisico. Per lui è la vista, per me è altro che pubblicamente non mi va di raccontare.
Pensavo di far cosa gradita a lui e a voi, scrivendo qui l’indirizzo del suo sito personale.
Bravo Mario, che da non vedente mi ha insegnato un po’ a vedere.










Bel post.
E complimenti …
Grande mezzo il web. Condivido.
Ma nel bene e nel male comunque.
Troppo “virtualismo” secondo me non aiuta alla comunicazione.
Per la riflessione ottima direi.
Credo che se uno vuole può arrivare con determinazione costanza
sudore e cuore dove gli pare …
In bocca al lupo a Mario.
Grazie Marco, anche se posto la mia risposta un pò in ritardo. Grazie davvero, da te sto imparando e imparerò ancora molto. Sei un caro amico.