Ci siamo svegliati e di pessimo umore, la giornata comincia in maniera pessima. Poi ci chiama un cliente importante per offrirci un lavoro molto interessante e quando in apertura di telefonata il nostro cliente ci chiede come va noi facciamo un sorrisone e diciamo “magnificamente bene, vecchio mio. E come stà tua moglie? E le bimbe?”.
E’ ovvio che della moglie e delle figlie del nostro cliente ce ne importa meno delle condizioni meteo di Bangkok. Eppure fingiamo alla grande un interesse sincero, perchè l’etichetta ce lo impone. Inconsapevolemente abbiamo recitato. La recitazione è parte integrante di noi, della nostra anima e anche un po’ della nostra cultura. Non si può prescindere dal recitare quando si è a contatto con gli altri. Questo naturalmente non significa essere falsi o bugiardi o opportunisti. Vuol dire semmai avere a cuore il prossimo, per non trascinarlo all’interno delle nostre beghe e motive. Il prossimo poi potrebbe anche recitare meglio di noi, meglio non dimenticarlo.
Molta parte della recitazione dipende da quanto siamo in grado di governare la nostra voce. Una vera menzogna è detta meglio se ci crediamo fino in fondo, questo si sa. Ma per farlo bene bisogna imparare a mentire non solo con il corpo (e ovviamente con i contenuti della menzogna) ma anche con la voce.
Anche nella vita di tutti i giorni torna quindi nel ruolo di protagonista la nostra voce. La voce è quindi elemento determinante nei rapporti umani, anche e paradossalmente sotto il profilo della “bugia”.
Attenzione, non sto insegnando a mentire! Cerco solamente di evidenziare l’importanza di usare bene la nostra voce quando siamo obbligati a farlo.
Ieri mattina ho inciso presso un’importante casa di audioproduzioni di Milano la nuova pubblicità radiofonica di Daygum Protex, il celebre chewingum. Nella scenetta io ero un ganassa milanese che fingeva di aver fatto l’amore dentro un ascensore. Mentre in realtà mi ero limitato a masticare il chewingum. Ho sfoderato quindi il mio miglior accentone lumbàard (sono figlio di una barese e di un messinese) e ho letteralmente piegato dal ridere la mia platea composta dal cliente, il copy, l’art director, l’account e il fonico di regia.
Ho mentito! Perchè non sono milanese (anche se vivo qui a Milano) e per mia natura non racconterei mai di una mia eventuale avventura in un ascensore. Credo però di averlo fatto bene, perchè evidentemente sono credibile nella bugia.
Ed ecco il titolo di questo blog. Quanto più la nostra voce sarà versatile, saprà adattarsi alle situazioni, plasmarsi sul contenuto delle cose dette, tanto più saremo in grado di essere “sinceri”. Il risultato è che acquisteremo credibilità. Tale credibilità ci verrà utile in una moltitudine di situazioni. Saremo quindi grati alla duttilità della nostra voce, che ci avrà permesso di guadagnare un altro punto in società.
Se poi vostra moglie vi chiederà come mai anche questa sera avete fatto tardi per cena, saprete rispondere (sinceramente) con voce dolce e accondiscendente che il traffico era delirante, e che siete passati dal meccanico per far vedere quel rumore allo sterzo. La vostra amante passerà un’altra serata serena progettando cosa indossare per l’incontro successivo.











Marco, ci mandi un link per scaricare il tuo spot daygum protex?!
MMM noooooo mi cali sulle bugie???
MMM nooooooo …
No scusa semmai alla moglie gli dici che sei passato dal negozio Prada (che è dall’altra parte della città) per prendergli quella borsa che le piace tanto, ma dannazione era già chiuso…
O no?
Ciao
O.