autore: marcodedomenico | 19 settembre 2007

Innamorare con la voce…

categorie: Consigli, in privato, in pubblico, per dissuadere, per persuadere, radio

microfono.jpgEra il 1999. Dopo diversi anni di gavetta radiofonica a base di notiziari e supporto di redazione, finalmente la mia prima diretta. Allora ero in onda su Radio Delta International, una piccola radio di Parabiago (e che ovviamente di international non aveva nulla…) e trasmettevo dalle tre alle cinque del pomeriggio.

Non mi sembrava vero, un programma tutto mio. Una canzone per te. Il nome non era granchè e neppure originale, ma suonava bene. Io mi impegnavo molto, cercavo di dare il massimo a ogni passaggio. Poi le prime telefonate e i primi sms. Con la radio conquistavo il mio pubblico, con la radio si conoscevano le ragazze.

Nel ‘99 avevo 24 anni, e in tutto avevo avuto una sola fidanzata. Dopo il secondo anno insieme a lei, pensavo seriamente che la mia idea di Universo femminile fosse cominciata e finita con lei. Dal 1999 in avanti le cose sono presero una piega ben diversa.  Ho cominciato a comprendere il vero potere della voce, ho cominciato a pensare di usare la mia voce anche allo scopo di sorprendere la mia audience femminile. Da allora e per molti anni è stato un susseguirsi di conoscenze, tutte legate ai miei programmi, prima radiofonici e poi televisivi. Dopo Radio Delta ho trasmesso per un anno su Italia Uno. Qualcuno ricorderà che nel 2000 a Italia Uno c’era una voce che in diretta annunciava i programmi TV, proprio come alla Radio. Eravamo in 4, e io facevo il mattino. Dopo Italia Uno sono approdato a Radio Repoter, una grande radio locale di Milano che si ascolta in buona parte del nord Italia.

La voce… non avevo mai pensato a quanto si potesse fare solo con la voce. Le ragazze mi cercavano, volevano conoscermi, mi invitavano a cena. Io continuavo a domandarmi il perchè di tutto questo affetto, senza però darmi una vera e propria spiegazione. Naturalmente mi accontentavo di come andassero le cose. Ero felice, mi sentivo finalmente un uomo, in grado di conquistare e di dare a sua volta felicità.

Soltanto col tempo e con letture specifiche ho messo a fuoco la questione. Alberoni parla di “amore indicato“, come di quel sentimento inconscio che scaturisce in chi eleva a mito un semplice essere umano. Un cantante famoso, un poeta sensibile, un attore bravo e conosciuto, ma anche un disc jokey… Sono tutte figure professionali esposte al grande pubblico, che finisce per osannarle incondizionatamente.

In piccolo, anch’io appartenevo a quella schiera. Con la voce parlavo alle masse, e con la voce conquistavo. Esteticamente non mi consideravo brutto, ma nemmeno Alessandro Gassman. Eppure le ragazze si avvicinavano a me e mi volevano.

La voce… solo lei. Il corpo non era nulla, non serviva a niente, in fondo nemmeno si vedeva, alla radio. Solo la voce.

Ecco, spiego così perchè la voce continua ad affascinarmi. Usarla bene significa conquistare la propria audience, e in certi casi anche conquistare le ragazze.

Una voce calda e morbida, suggerisce fin dal primo ascolto emozioni intense. Se si volesse fare conquiste, io suggerisco di cercare con la voce quei bei toni scuri, profondi.. Nel caso si fosse davanti a un microfono, bisognerebbe avvicinarcisi molto per sfruttare quello che si chiama “effetto di prossimità”, per via del quale la voce si fà più grossa e profonda. Se invece uscite per la prima volta con una ragazza, parlate in modo attento. Non troppo, non travolgetela di parole nel tentativo di fare bella figura, e non sparate subito tutte le cartucce che avete nel caricatore. Non ce ne sarebbero più per l’incontro successivo. Guardatela negli occhi, concentrati. Fate che la vostra voce possa uscire come musica dalla vostra bocca e con l’intento di raggiungere solo le sue orecchie. Date colore al suono, sempre sfruttando i registri bassi, articolate le parole come se a farlo vi avesse insegnato lei. Gesticolate poco, usate le mani in modo dolce, e non a scatti. Ma ricordate che il fulcro di tutto è la voce e le cose che dite. Il resto, una donna (diversamente dall’uomo) lo vede e non lo vede.

Con la voce si possono fare un mucchio di cose. Ma se lo volete io posso insegnarvi a conquistare!

Per la prima volta allego un file di un mio spot, in cui uso la parte più profonda della mia voce…

Buon ascolto!

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Commenti (6)

  1. |

    ho ascoltato il primo audio del tuo spot…
    non me ne intendo e forse è per questo che non lo capisco, ma alterni momenti bassi a momenti più alti…

    effettivamente i primi sono molto caldi e mi piacciono molto evocando le sensazioni che dici nel post… ma subito dopo vengono “rovinati” da picchi più alti (non di tanto, ma il minimo necessario per darmi questo effetto)…

    sono io che non sento bene (aplifooooon :-) o comunque era studiato il tutto?

  2. |

    Ciao Marco!
    Ho ascoltato il file dello spot … voce “sensuale”?
    Per la canzone invece mmmm non mi convince sai? Troooooppo bassa!!! Non ti faceva male la gola alla fine della canzone??? … pensi che per cantare bene è necessario un corso di dizione? … consigli consigli ascolto tutto!!!

  3. |

    Giulia ti assicuro che è esattamente il mio timbro, in pieno, quando uso la parte più bassa.
    Niente dolore alla gola, ti garantisco che in questo senso è molto allenata.
    Se potessi pavoneggiarmi, potrei dirti che potrei leggere ad alta voce e in qualità professionale per ore senza accusare il minimo abbassamento.
    Abbracci, e grazie per il tuo bellissimo commento…

    Marco

  4. |

    Mattia, non ti saprei dire.. ora riascolto l’audio e ci penso un po’ su….
    Comunque ho seguito le note originali del brano.. quindi boh…

  5. |

    Probabilmente hai usato i suoni più “caldi” della tua voce. In genere si tende a cantare i pezzi in modo da dare il giusto colore anche solo senza un’interpretazione “lavorata” … io proverei (a tempo perso) giusto perchè hai il pianoforte ad alzare la partitura di qualche tono … e poi vojo sentì la differenza!!! :0)

  6. |

    Ciao Marco!
    Possibile argomento di un post:
    la voce di Tom Waits, ascoltare per credere.

    Saluti
    O.

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