Stavo meditando di scrivere un blog sulle espressioni facciali legate al suono della voce. Stavo raccogliendo gli elementi che ogni volta mi occorrono per adempiere al mio dovere quotidiano di bravo e attento blogger.
Accadeva questa mattina, attorno alle otto. Poi accendo RTL102.5 e ascolto un pezzo di Pavarotti. E mi dico che i programmatori di RTL questa volta si erano spinti un po’ troppo in là. Sono ipercritico nei confronti del “clock” delle Radio. Poi entrano i conduttori annunciando la morte di Luciano Pavarotti.
Accendo il PC portatile che tengo sempre accanto al letto, e in rete leggo quello che non avrei mai desiderato leggere. Luciano Pavarotti è scomparso, tumore al pancreas.
A questo punto gli elementi di vicinanza erano davvero troppi, non potevo non scrivere qualcosa. Chi non mi conosce personalmente, da oggi leggendo qui saprà che come Pavarotti anch’io sono innamorato del bel canto, che lui stesso mi fece conoscere nel giorno del mio diciottesimo compleanno con quel magnifico concerto che tenne a Central Park, New York. Solo allora ho conosciuto il grande tenore modenese, e da allora ho cominciato ad avvicinarmi alla musica lirica. Come Pavarotti peso ben più di cento chili, e come Pavarotti purtroppo sono seriamente esposto al rischio di un tumore al fegato o al pancreas. A seguito di una serie di trasfusioni occorsemi anni fà per un incidente in moto, ho contratto un virus che, seppur latente, dovrebbe alla lunga danneggiarmi appunto il fegato e il pancreas, con un serio rischio di cancro. Ecco perchè mi sono sempre sentito così legato a Luciano Pavarotti. Anch’io poi sarei tenore, almeno come registro canoro.
Insomma, oggi è un giorno triste, perchè abbiamo la certezza che tutto quello che ascolteremo e vedremo di Pavarotti appartiene sicuramente al passato. Questa sera mi è anche venuta voglia di rivedere quella serie di spot del Monte dei Paschi di Siena cui Pavarotti prestò il volto e la voce. Tanto per rimanere in tema di voce e di spot.
Per una volta in questo post non si parla in maniera approfondita dell’uso della voce, in questo post oggi si celebra un grande fra i grandi, che ora delizierà le orecchi di chi, già lassù, trascorre il tempo infinito ascoltando la celestiale musica di Pavarotti.
Luciano Pavarotti ora canta per gli angeli.










Ciao Marco!
lo so che è passato diverso tempo dal fatto, ma trovo solo ora la posibilità di scrivere…
ero a modena per lavoro quando è accaduto e ti assicuro che l’intera città è cambiata per qualche giorno… il carattere festoso che ho conosciuto nei giorni precedenti è svanito, con la notizia…
non ho assistito alla cerimonia, ma nel pomeriggio dovevo andare nel centro e l’atmosfera era particolare…
ti assicuro che era amato dalla gente… non vi era modenese che negli occhi non aveva una luce triste…
Ti credo Mattia. L’abbandono di Luciano pavarotti ha scosso tutti noi. E per quanto mi riguarda il campanilismo non c’entra prorpio nulla. Mi sarei addolorato in ogni caso, anche se Pavarotti fosse stato del Canton Ticino.
Non è da tutti far venire i brividi e la pelle d’oca quando si canta … non è da tutti rendere canzoni “popolari” così “eleganti” e piene di colore …