autore: marcodedomenico | 28 agosto 2007

Mario Biondi, una voce rubata agli spot

categorie: in pubblico, tips & tricks

mariobiondi1.jpgDomenica 27 agosto 2007, Cinema Teatro Le Ferriere di Follonica (GR).
Ci sono circa 400 persone davanti a un palco allestito per un concerto Jazz. Un pianoforte a coda, un set di di congas, un contrabbasso e una batteria.
E poi tre microfoni: uno per il sassofono, uno per la tromba e uno per… Mario Biondi.

Sale sul palco un ragazzo con barba bassa e occhialini che sarà pesato si e no 70 chili.
Io rimango di sasso, perchè mi aspettavo un gigante. Apre bocca per salutare il suo pubblico e lì mi convinco che Mario Biondi ha una voce assolutamente rubata agli spot.
Raramente mi è capitato di ascoltare tale distonia fra l’aspetto e il timbro della voce. Mario Biondi ha una voce profonda, caldissima, una specie di fornace canora. Canta da Dio, è un vero drago sia sul timbro che sull’emissione, con un’abilità nelle micromodulazioni che dimostra tutto il suo talento, la sua predisposizione e lo studio jazz.

Non ci sono dubbi, l’arte canora vale cento e forse mille volte quella che occorre per fare lo speaker, da appassionato della voce devo ammetterlo. Però… Mario Biondi va davvero oltre. Va oltre non solo perchè è un vero asso, ma anche perchè uno si aspetta un tizio alto due metri, nero, vecchio e dalla stazza lorda non inferiore ai 150 chili. E questa voce da Berry White invece ce l’ha uno smilzo, un ragazzo secco secco con un petto che sembra forse un tacchino.

Ecco, Mario Biondi mi ha ispirato questo post. Possibile che la voce non abbia quasi mai un aspetto in asse col timbro?
Non solo è possibile (come stigmatizza appunto Biondi) ma anche assai probabile.

Fatevi un giro nelle sale di doppiaggio, e scoprirete con una nota di mestizia in volto che le voci non hanno nulla a che fare con gli aspetti degli attori, e nemmeno con loro stessi.

Ammetto che dare un volto a una voce ha assai poco senso, è un esercizio piuttosto inutile, però non potevo non rilevare come Biondi abbia una voce assurda, almeno in relazione al suo fisico.

Per mio conto ho potuto confutare la teoria (la dicerìa) secondo la quale a una voce profonda corrisponda sempre un aspetto specifico. Alcuni anni fa pesavo circa 140 chili. Avevo una comunissima voce da ragazzo, né bella né brutta.
Sempre in quegli anni decisi di fare lo speaker. Poi una lunga e ben calibrata dieta mi ha portato a perdere peso, fino a 85 chili. Mi dicevo: tutto questo perdere peso farà male alla mia voce?

La risposta è… no, tutt’altro. Abbiamo scoperto insieme che la voce è il risultato di due componenti, quella naturale legata alla forma della propria laringe, alla densità e alle dimensioni delle corde vocali, e allo studio dell’uso della voce.

Dimagrito, avevo una voce più bella, più profonda, forse anche più precisa.
La mia spiegazione è che forse (e dico forse) l’adipe pesa sull’addome e contrasta il buon uso del diaframma. E quindi forse per fare lo speaker è meglio essere magri. Anche se, quando penso all’obesità, non riesco a trovarci proprio nulla di bello.
Quindi forse è meglio essere magri in ogni caso, anche se di mestiere si è poliziotti, notai, maniscalchi o ruffiani.

Concludendo; grande Mario Biondi, ti dò dieci e lode perchè per due ore mi hai fatto sognare. A tutti gli altri suggerisco di comprarsi un paio di biglietti e di andare ad ascoltarlo, perchè è secondo me la vera grande rivelazione degli ultimi due anni.

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