Spesso, poco prima di una performance vocale difficile e importante, mi sento piuttosto teso.
La mia ansia generalmente ne genera altre.
Sono teso, me ne rendo conto. E se sono così teso potrò mai rendere al 100% nell’incisione di questo spot? Risulterò rigido e legnoso, per niente versatile, mi manderanno via indignati. E così sento le ansie avvitarsi su loro stesse, rendendomi veramente rigido.
Per tutte le occasioni in cui mi sono sentito così, avrei pagato a caro prezzo un momento di serenità per raccogliere le idee e tornare professionale.
Come scrivevo tempo fa, un po’ di tensione è positiva, troppa è dannosa.
Oggi vi regalo un metodo per riportare a livelli accettabili l’ “ansia da prestazione”. Nel caso degli speaker e dei doppiatori, è un’ansia che si forma poco prima della performance vocale, intutti gli altri casi si tratta di ansia legata alla propria attività professionale. L’esercizio che vi propongo è semplice, veloce, si può fare praticamente ovunque, e non richeide oggetti né una particolare pratica.
Sedetevi comodi e rilassatev il più possibile. Lasciate che le mani siano aperte e lungo i fianchi. Togliete energia ai muscoli del collo, lasciando cadere la testa all’ingiù. Chiudete gli occhi e immaginate di avere una bocca molto più grande della vostra, una specie di grondaia; immaginate anche di avere un varco all’altezza della vita.
Ora arriva il bello: lasciate che l’aria cada dentro. Non risucchiatela, non respirate come siete abituati a respirare normalmente, usate piuttosto i muscoli dell’addome. L’aria dovrebbe finire all’interno dei polmoni in maniera del tutto naturale. Restate così per un istante, ma senza trattenere il fiato. Fate se mai una brevissima pausa prima di contrarre delicatamente i muscoli per buttare fuori l’aria. Lasciate che il vostro corpo ceda lentamente… poco per volta distanziate tra loro i respiri.. Scoprirete che ad ogni respirto fatto in questa maniera, sarete un po’ più rilassati del respiro precedente.
Lsciate entrare l’aria dalla bocca o dal naso, ma è meglio che l’aria entri dalla bocca. Inspirate una piccola quantità d’aria, ricordate: mai più di quella che riuscite ad immagazzinare. Sentirete il respiro cadere ben più in fondo dei polmoni, l’aria semberà infilarsi negli addominali bassi… Vi aiuterà visualizzare dell’acqua che scorre lungo un canale. Concentratevi molto sulla vostra respirazione, la respirazione è al centro di questo esercizio.. Continuate questo esercizio per almeno due minuti, ma se avete tempo, vi sugggerisco di prolungarlo il più possibile. Venti minuti rappresentano il massimo del relax che potrete ottenere.
Inutile dire che questo esercizio viene meglio se praticato da seduti.
L’ansia scivolerà via come l’aria che espirerete.. un organismo tutto nuovo e ben più rilassato vi attende al termine.
La vostra performance sarà ben meno faticosa, se preceduta da questo esercizio.
Spaccate lo stress in due, in due minuti, non ve ne pentirete.










le mie tecniche di preparazione al pubblico sono:
quando devo cantare, saltellare… quando devo parlare in pubblico, chiudo gli occhi e attendo il momento giusto (qualche secondo) per fare un respiro profondo, per concentrarmi a livello mentale sulle persone con cui dovrò parlare (non per concentrarmi sul cosa devo dire….)
spero possa essere utile a qualcuno anche le mie arcane tecniche di rilassamento
ooo finalmente una tecnica di respirazione…mi ci voleva..;-) Marco
volevo dire hooooo
Bravo Marco, ora hai molta più aria per parlare!
Sarà dispiaciuta Amplifon, che non mi fornirà più gli apparecchi auricolari che prima adoperavo per parlare con te!
Mattia: grande!
Simil respirazione diaframmatica … la voce è emotività!!!
Si Giulia, la voce è anzitutto emotività… Ecco perchè è utile adoperarla anche come strumento di relax.
Marco