autore: marcodedomenico | 28 luglio 2007

L’ortoepia

categorie: in pubblico, radio, televisione, tips & tricks

tg5.jpgCito Wikipedia: “L’ortoepia (ortoèpia) è la corretta pronuncia delle parole e dei suoni di una lingua. In Italia pochissimi parlanti imparano normalmente una pronuncia ortoepica dell’italiano che è caratterizzato foneticamente in tutto il territorio. La pronuncia ortoepica dell’italiano è per certi versi una forma artificiale cui tendere ma che tuttavia viene insegnata nei corsi di dizione ed è usata da attori e talvolta da altre persone che parlano in pubblico come presentatori e giornalisti radiotelevisivi”.

E dunque l’ortoepia è la corretta pronuncia dei suoni della nostra lingua.
Ma, volendo integrare la definizione di Wikipedia (e tralasciando la parte in cui si dice che l’ortoepia è quasi una forma artificiale cui tendere), possiamo dire che l’ortoepia è indispensabile non solo per i presentatori e i giornalisti radiotelevisivi, ma anche e forse soprattutto per gli speaker e i doppiatori.
Vero che quasi nessuno parla con corretto accento italiano la nostra lingua, che anzi subisce evidenti e bellissime caratterizzazioni lungo tutto il nostro territorio.
Non è un segreto per nessuno che a Vipiteno si parla in un modo l’italiano, e la stessa lingua viene pronunciata diversamente a Messina.

Certo, da un lato la diversa pronuncia della nostra lungua è una gradevole caratterizzazione geografica (e guai a chi ce la tocca) ma dall’altro essa rappresenta un grave limite per chi vuole intraprendere la carriera di speaker, o di doppiatore.

Sempre tornando alla definizione di Wikipedia, mi tocca rilevare che l’ortoepia non è presa in grande considerazione dai giornalisti televisivi.

Tendo a guardare spesso il TG5, di cui ho imparato a conoscere i giornalisti. Basta che accada un fatto in Campania quindi per ascoltare la giornalista Maria Grazia Chiarello col suo squisito e assai pittoresco accento napoletano. Bello, ma assai poco professionalie. Non fa meglio la Sgobba, corrispondente per la Regione Puglia. Anche Maria Luisa Sgobba, benche cosciente di parlare alla Nazione, non fa molto per migliorare il suo accentone meridionale.

Sono invece più bravi, almento sotto il profilo della dizione, Gianluigi Armaroli dall’Emilia Romagna e Alberto Pastanella dalla Liguria. Evidentemente Armaroli e Pastanella hanno studiato dizione, perchè il loro accento italiano è molto bello.

Quindi, chi si rivolge a un pubblico nazionale dovrebbe sentirsi quasi obbligato a pronunciare correttamente la lingua italiana, perché se alle elementari scrivi “perchè” con la è, la maestra te lo segna col rosso. Se a Milano pronunci “perchè”, con la “è” aperta, nessuno ti dice niente, anzi sei “normale”.

Oggi abbiamo imparato cos’è l’ortoepia. Una parola nuova per molti, e da tenere lì, in uno dei famosi cassetti della memoria di Gerry Scotti, perchè ci tornerà utile diverse volte a venire.

PS: Scrivo questo post dalla mia casa di montagna di Castione della Presolana, in alta Valle brembana. Qui l’ortoepia dev’essere un formaggio di grotta, perchè i locali hanno un modo di pronunciare l’italiano che è a dir poco pittoresto. Appena sarò nelle condizioni di incidere la mia voce, vi farò ascoltare un fulgido esempio della parlata locale, che ho imparato ad imitare alla perfezione.

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Commenti (9)

  1. |

    ciao Marco… solo una nota… i link cbhe hai inseirto in questo post non funzionano…

    ciao!

  2. |

    Ciao Mattia, cerco di sistemare tutto subito.
    Grazie per la segnalazione.

  3. |

    Avrai certamente notato che anche fra i conduttori televisivi ce ne sono tanti con una dizione tutt’altro che ineccepibile.
    Nello spot pubblicitario della Lavazza in cui viene inscenato un presepe vivente, l’attore che impersona san Pietro dice correttamente posto con la o chiusa, mentre Bonolis, che non si capisce che professionista sia, pronuncia posto con la o aperta.
    Mi diverto a fare la classifica delle parole italane più frequentemente storpiate: al primo posto c’è dopo, seguita nell’ordine da posto, con, per, sotto, quattordici, e via di seguito.
    Che ne pensi?

  4. |

    Ad essere e a dare la voce a San Pietro, nello spot lavazza, è un doppiatore storico: Riccardo Garrone (http://www.antoniogenna.net/doppiaggio/voci/vocirgar.htm)

    Ed è per questo che è pulito nella pronuncia: perché è un doppiatore, un attore cioè specializzato nella recitazione al microfono.

    Paolo Bonolis non è niente di tutto questo. Sì, è un presentatore carismatico, intelligente, molto colto. Ma non è un doppiatore. Ciò gli dà qualche libertà in più. Come il dire ‘pòsto’ al posto di ‘pósto’

    Lo stesso dicasi di Monica Bellucci. Marco lo ha detto in suo post: esagerato chiamarla attrice. Più che altro fa scena. Se articola in maniera penosa, fa niente: tanto le basta essere bona per far andar bene un film.

    Le parole italiane più frequentemente storpiate dipendono dalla regione in cui ci si trova. Al Sud ad esempio non esiste la ’s’ intervocalica. ‘Cosa’, ‘chiesa’, ‘esoso’. Tutte con sta maledetta ’s’ aspra.

    Per imparare a parlare bene, bisogna prendersi a modello un professionista. Ascolta gli spot fatti da Marco. Praticamente impossibile trovare un errore.

  5. |

    qualcuno per caso sa segnalarmi dove posso trovare, in rete, dei testi con gli accenti esatti? Per fare esercizio di dizione. grazie. Anna

  6. |

    non ne ho idea Anna. Scrivimi in privato e vedo di passarti qualcosa di perfettamente accentato.
    ciao.

  7. |

    Se posso, potrei segnalare questo sito > http://www.dizionario.rai.it/

  8. |

    … caspita ma è proprio bello questo blog!
    Complimenti davvero Marco!

  9. |

    Ciao Milena… bello leggerti qui!
    Grazie per i complimenti.

    Marco

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