
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: One Nation.. a lot of Stations!</title>
	<atom:link href="http://www.usalavoce.it/2007/07/20/one-nation-a-lot-of-stations/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.usalavoce.it/2007/07/20/one-nation-a-lot-of-stations/</link>
	<description>Un professionista del doppiaggio spiega come utilizzare in modo professionale la propria voce</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Jan 2012 16:51:41 +0100</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.5</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>Di: Tommy</title>
		<link>http://www.usalavoce.it/2007/07/20/one-nation-a-lot-of-stations/comment-page-1/#comment-35</link>
		<dc:creator>Tommy</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2007 17:44:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.usalavoce.it/2007/07/20/one-nation-a-lot-of-stations/#comment-35</guid>
		<description>Ciao Marco effettivamente è difficile entrare nel mondo radiofonico, io fortunatamente ormai ne faccio parte ma ci vogliono tante motivazioni e tanto spirito di adattamento che credo oggi manchi a molti ragazzi.
10/15 anni fa era diverso, anche nelle piccole realtà locali si imparava davvero, a partire dai vecchi bobinoni che se non stavi attento si strappavano, al vinile che dovevi preascoltare fino alla cosa più importante ovvero l&#039;amicizia che si instaurava all&#039;interno della struttura.
Io ricordo serate intere passate in radio, ad ammirare lo speaker famoso del momento, a carpire i suoi segreti, alle tante amicizie che mi sono fatto nel tempo.
Poi tutto è cambiato, è arrivata la tecnologia che ha mandato a casa tanti ragazzi che non servivano più
Lungi da me fare discorsi da nonno, sono io il primo a circondarmi di tutte le novità hi-tech ma credo in radio l&#039;aspetto umano ne abbia risentito moltissimo.
Adesso anche le piccole realtà locali preferiscono mandare in onda oroscopi registrati, notiziari nazionali (realizzati spesso in maniera pessima), rubriche varie etc etc.
Ma non credo sia solo una questione economica, tanti ragazzi continuerebbero ad affascinarsi a questo mondo anche senza percepire niente come abbiamo fatto in tanti all&#039;inizio ma trovano spesso porte chiuse.
Nella mia regione, la Toscana, la maggior parte delle radio ha optato per radio tutta musica o al massimo &quot;finte speakerate&quot; realizzate per il 90% da post-produzione. 
Forse per le piccole realtà tornare alle vecchie &quot;dediche&quot; potrebbe essere un passo avanti anzichè indietro?

In bolla al lupo Radio Locale!

Tommy</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco effettivamente è difficile entrare nel mondo radiofonico, io fortunatamente ormai ne faccio parte ma ci vogliono tante motivazioni e tanto spirito di adattamento che credo oggi manchi a molti ragazzi.<br />
10/15 anni fa era diverso, anche nelle piccole realtà locali si imparava davvero, a partire dai vecchi bobinoni che se non stavi attento si strappavano, al vinile che dovevi preascoltare fino alla cosa più importante ovvero l&#8217;amicizia che si instaurava all&#8217;interno della struttura.<br />
Io ricordo serate intere passate in radio, ad ammirare lo speaker famoso del momento, a carpire i suoi segreti, alle tante amicizie che mi sono fatto nel tempo.<br />
Poi tutto è cambiato, è arrivata la tecnologia che ha mandato a casa tanti ragazzi che non servivano più<br />
Lungi da me fare discorsi da nonno, sono io il primo a circondarmi di tutte le novità hi-tech ma credo in radio l&#8217;aspetto umano ne abbia risentito moltissimo.<br />
Adesso anche le piccole realtà locali preferiscono mandare in onda oroscopi registrati, notiziari nazionali (realizzati spesso in maniera pessima), rubriche varie etc etc.<br />
Ma non credo sia solo una questione economica, tanti ragazzi continuerebbero ad affascinarsi a questo mondo anche senza percepire niente come abbiamo fatto in tanti all&#8217;inizio ma trovano spesso porte chiuse.<br />
Nella mia regione, la Toscana, la maggior parte delle radio ha optato per radio tutta musica o al massimo &#8220;finte speakerate&#8221; realizzate per il 90% da post-produzione.<br />
Forse per le piccole realtà tornare alle vecchie &#8220;dediche&#8221; potrebbe essere un passo avanti anzichè indietro?</p>
<p>In bolla al lupo Radio Locale!</p>
<p>Tommy</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

